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Guardia di Finanza

  • "Boutique del falso", confisca definitiva dei beni

    Gdf autoProvvedimento di confisca del patrimonio riconducibile a C.A., residente a Molfetta ma originario di Bitonto, soggetto noto alle forze dell’ordine e già condannato in via definitiva per i reati di ricettazione e contraffazione.

    La confisca, disposta dalla Corte d’Appello di Bari a gennaio di quest’anno, è ora divenuta definitiva a seguito di pronuncia di inammissibilità del ricorso presentato dal proposto da parte della Corte di Cassazione.

    Le indagini patrimoniali, avviate nel 2015 avevano permesso di accertare la pericolosità socialedel soggetto, dedito abitualmente a condotte delittuose, grazie alle quali aveva accumulato ricchezze frutto di attività illecite. Un importante patrimonio, costituito da 2 motoveicoli, 2 autovetture ed il saldo attivo di un conto corrente bancario su cui sono confluiti i proventi della vendita dei beni strumentali della ditta di abbigliamento nella titolarità del soggetto, cancellata dal Registro delle Imprese, che entra definitivamente a far parte delle proprietà dello Stato.

    La confisca definitiva è infatti l’ultimo atto di un procedimento instaurato circa due anni fa, che aveva portato al sequestro dei beni nel mese di ottobre 2015 ed alla confisca degli stessi a giugno del 2016, in esecuzione del Provvedimento, emesso dal Tribunale di Bari – Sezione III in Funzione di Tribunale della Prevenzione, nell’ambito dell’operazione “Boutique del Falso”.

    Le Misure di Prevenzione patrimoniali, previste dalla vigente normativa antimafia, si confermano uno strumento fondamentale per colpire la criminalità e tutti i soggetti dediti alla commissione di illecite attività economiche, privandoli delle risorse economiche che permetterebbero di continuare a delinquere.

  • 30 chili di eroina nascosti in un tavolino di legno chiuso in auto

    droga finanza 1Oltre 30 chilogrammi di eroina sono stati sequestrati dai finanzieri del Gruppo Bari unitamente ai funzionari della locale Agenzia delle Dogane, nel porto di Bari durante una serie di controlli finalizzati al contrasto dei traffici illeciti, con particolare riferimento a quelli in materia di sostanze stupefacenti. Contestuale l’arresto di due responsabili.

    A seguito dell’attenta analisi degli elementi di rischio giornalmente effettuata, sono stati individuati un cittadino albanese di 21 anni ed una cittadina greca appena maggiorenne, sbarcati nel Porto cittadino, dalla Motonave Superfast proveniente dalla Grecia, a bordo di una vecchia autovettura tipo Renault Megane coupe.

    L’approfondito controllo effettuato grazie all’esperienza maturata dagli investigatori, anche dopo il rilevamento di ulteriori incongruenze sui motivi del viaggio manifestate dal conducente del mezzo, si è concentrato sulle masserizie caricate alla rinfusa nel bagagliaio e sul sedile posteriore, in particolare su un tavolino pieghevole in legno ed altre tavole dello stesso tipo.

    L’anomalo peso degli stessi ed altri elementi di sospetto, ha consentito di accertare che ciascuna tavola di legno, dello spessore di alcuni centimetri, conteneva occultati al suo interno, panetti di sostanza stupefacente; sia le tavole che il tavolino erano infatti costituite da due fogli di compensato incollati tra loro e ben chiusi alle estremità, nelle cui intercapedine erano stati occultati 56 panetti di eroina di due diversi tipi (chiara e scura).

    I due giovanissimi corrieri, su conforme parere del pubblico ministero presso il Tribunale di Bari, sono stati tratti in arresto ed associati alla locale casa circondariale ed a quella di Trani per il reato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, mentre lo stupefacente sottoposto a sequestro, unitamente al mezzo utilizzato per l’illecito trasporto.

    Sono in corso accertamenti per individuare il canale di approvvigionamento ed i destinatari dell’eroina.

  • A Gioia un accordo per controllare le prestazioni sociali agevolate

    Gdf autoSottoscritto a Gioia del Colle un protocollo d’intesa finalizzato a rafforzare e migliorare le sinergie istituzionali per prevenire e contrastare ogni forma di illecito in materia di prestazioni sociali agevolate. Firmatari, del Commissario Prefettizio del Comune, Umberto Postiglione, e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, generale di Brigata Nicola Altiero.

    L’accordo è finalizzato ad assicurare la percezione delle prestazioni da parte di coloro che ne hanno effettivamente diritto, nonché a tutelare le entrate erariali. Nello specifico, si pone l’obiettivo di misurare la reale capacità contributiva dei soggetti richiedenti e di salvaguardare, nel contempo, gli interessi finanziari degli Enti su cui grava l'erogazione degli aiuti.

    Saranno sottoposti a controllo le richieste pervenute per usufruire degli assegni di maternità e per il nucleo familiare, le borse di studio di merito per studenti e a rimborso delle spese sostenute dalle famiglie, la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo, l’assistenza domiciliare per gli anziani, i canoni di locazione agevolati e tutte le altre prestazioni per cui sia richiesta la certificazione I.S.E.E..

  • A Palombaio arrestato uno spacciatore incensurato

    droga finanza bariUna perquisizione domiciliare in località Palombaio è stata eseguita dai “Baschi Verdi”, durante i quotidiani servizi di pattuglia svolti sul territorio della città di Bitonto e zone limitrofe. E’ stato così rinvenuto un vero e proprio “Kit dello spacciatore” consistente in sei barattoli, un involucro di plastica, un sacchetto di plastica, contenenti grammi 45,4 di marijuana, 16 semi dello stesso stupefacente, un bilancino di precisione e due riviste raffiguranti dettagli tecnici sulla coltivazione e sulle caratteristiche della cannabis,nella disponibilità di un giovane incensurato poco più che ventenne.

    Il giovane bitontino è stato tratto in arresto. L’attività di contrasto ai traffici illeciti, in particolare al traffico di sostanze stupefacenti, condotta attraverso un incisivo controllo economico del territorio da parte dei finanzieri del Gruppo Pronto Impiego di Bari, ora più che mai intensificato soprattutto nel territorio bitontino, di pari passo con l’operazione “Alto impatto” fortemente voluta dal ministro dell’Interno Marco Minniti, segna così un altro punto contro la criminalità locale e gli affari legati allo spaccio ed al consumo di droghe.

  • A Sannicandro discarica abusiva da 15mila metri quadri

    discarica gdfUn’area di circa 15 mila metri quadrati utilizzata illegalmente per la gestione dei rifiuti (raccolta, trasporto e stoccaggio) è stata scoperta dai finanzieri della Tenenza di Gioia del Colle, nell’ambito del più ampio contesto d’intensificazione dell’attività di controllo del territorio, finalizzata a contrastare ogni forma di economia illegale, in agro di Sannicandro di Bari.

    Il gestore privo di qualsivoglia autorizzazione, oltre a smaltire illecitamente i rifiuti costituti principalmente da materiale ferroso, materiale proveniente da lavori di demolizione edile, mobilio di arredo ed altro, si è reso responsabile di gravi reati ambientali in quanto, nella stessa area avrebbe occultato, interrandoli, rifiuti ancora da accertare.

    Seguiranno approfondimenti qualificati per poter valutare la natura dei rifiuti “tombati” e l’eventuale danno ambientale.

    L’intera area sequestrata è stata interdetta e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria con la contestuale denunzia del responsabile.

  • Altra tegola sulle Sud Est: indagati dirigenti di banca

    Guardia di Finanza auto retroNella mattinata odierna, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, su delega di questa Procura della Repubblica, hanno eseguito la notifica del provvedimento di Avviso all’indagato di conclusione delle indagini preliminari e informazione sul diritto di difesa nei confronti di 21 soggetti, alcuni dei quali costituenti il management di un noto istituto bancario di livello nazionale, nonché del rappresentante legale pro tempore della società di trasporto pubblico pugliese Ferrovie Sud Est s.r.l..

    Le ipotesi di reato contestate ai soggetti destinatari del prefato avviso, al termine di una complessa attività di indagine protrattasi per oltre due anni, riguardano il reato di bancarotta fraudolenta preferenziale in favore del creditore BNL e di bancarotta fraudolenta impropria per effetto di operazioni dolose che cagionavano il fallimento della società società ora incorporata nel gruppo Ferrovie dello Stato e la conseguente ammissione della stessa alla procedura concordataria, in palese violazione della par condicio creditorum.

    La Procura della Repubblica di Bari contesta anche la circostanza secondo la quale il citato istituto bancario sia stato favorito in danno di tutti gli altri creditori, mediante pagamenti preferenziali eseguiti in favore dell’istituto di credito, causando in tal modo la conseguente compressione delle ragioni degli altri creditori di FSE che, al contrario, vedevano aumentare a dismisura i tempi di realizzazione delle proprie pretese creditorie.

  • Altro che lockdown: scoperti 20 chili di eroina e cocaina

    Gdf auto 1Un ingente carico di sostanze stupefacenti è stato intercettato dai finanzieri del II Gruppo Bari, unitamente a tutte le articolazioni del locale Comando Provinciale impegnate nei controlli predisposti dall’Autorità di Pubblica Sicurezza per il rispetto delle disposizioni di Governo atte a contrastare la diffusione della grave epidemia COVID-19.

    In particolare, nella mattinata di ieri un dispositivo composto da una pattuglia automontata in forza al citato II Gruppo (competente normalmente sul porto e aeroporto del capoluogo pugliese) e da due unità cinofile del Gruppo Pronto Impiego costituite da una coppia di splendidi esemplari di pastore tedesco dell’età di 2 anni Condor e Cer, ha sottoposto a controllo un autocarro Volvo nei pressi dello stadio della Vittoria.

    L’autista, un albanese di 47 anni, sbarcato poco prima dalla M/N Marina proveniente da Durazzo, dopo aver dichiarato i motivi del viaggio, ovvero la consegna di un carico di confezioni di abbigliamento nelle province di Piacenza e Bergamo corredata dalla prescritta autocertificazione ha manifestato evidenti segni di agitazione alla vista dei cani antidroga.

    Il controllo, effettuato dal cane antidroga Condor e dal suo conduttore, ha fatto immediatamente insorgere nei finanzieri dubbi in ordine alla liceità del trasporto, avendo il cane subito annusato e raspato energicamente prima sullo sportello lato conducente e poi nei pressi del sedile all’interno della cabina.

    Il controllo Covid-19 si è pertanto trasformato in una penetrante ispezione antidroga, ad opera degli specialisti quotidianamente impegnati nel contrasto ai traffici illeciti presso il sedime portuale e lo scalo aereo della città e particolarmente esperti nell’individuazione di doppi fondi e altre modalità di occultamento adottate dai trafficanti internazionali di stupefacenti.

    Trascorse alcune ore, a seguito di delicate ed approfondite operazioni di smontaggio della carrozzeria del camion, è stato scoperto un doppiofondo artificiale, opportunamente occultato sotto la leva del cambio, accessibile - previa rimozione del blocco bracciolo sito tra i due sedili - mediante l’attivazione di un sofisticato congegno elettronico di apertura.

    Uno alla volta, venivano estratti dal doppiofondo 19 panetti di sostanza stupefacente che, sottoposti ad analisi speditiva, risultavano contenere in numero di 11, kg. 12,100 di cocaina e in numero di 8, kg. 8,800 di eroina.

    Al termine delle operazioni di polizia giudiziaria, il camionista su conforme parere dell’Autorità Giudiziaria, veniva tratto in arresto ed associato presso la locale casa circondariale dopo le preliminari e cautelative operazioni di pre-triage medico.

    Sono in corso indagini per individuare i canali di approvvigionamento dello stupefacente e quelli di smistamento in Italia.

  • Ancora bagarinaggio in Fiera, sequestrati 258 biglietti

    Finanza e FieraUn articolato servizio di contrasto ad ogni eventuale forma di illecito economico-finanziario posto in essere ai danni dei visitatori e del corretto svolgimento dell’importante evento fieristico, con particolare attenzione all’illecito fenomeno del “bagarinaggio”, dannoso per l’economia e l’immagine dell’Ente Fiera e della Città di Bari. E’ quanto posto in essere dalla Guardia di Finanza.

    Tale dispositivo, composto da numerosi finanzieri in divisa ed in abiti borghesi, ha assicurato, per l’intera durata dell’evento, una costante attività di vigilanza all’interno ed all’esterno del polo fieristico che ha portato all’identificazione di numerosi “bagarini” sorpresi nel momento della illecita vendita.

    L’attività svolta ha permesso di elevare 94 verbali nei confronti dei predetti soggetti e di sottoporre a sequestro 258 titoli d’ingresso in vendita.

    Nel contempo, per reprimere alla fonte tale fenomeno, la Guardia di Finanza ha condotto un’attività di osservazione per individuare i canali di approvvigionamento dei titoli d’ingresso  venduti dai “bagarini”, rilevando come parte degli stessi provengano proprio da alcuni espositori presenti in fiera che, in luogo di distribuire a titolo di omaggio le cartoline invito legittimamente in loro possesso per le specifiche finalità commerciali, hanno tentato di ottenere un ulteriore guadagno vendendo illecitamente tali inviti agli stessi bagarini/venditori abusivi.

    Le Fiamme Gialle pertanto, dopo mirati pedinamenti, sono intervenuti nel momento della vendita direttamente all’interno degli stands/esposizioni, sanzionando quegli espositori intenti a cedere, nelle mani di “noti bagarini”, dietro un corrispettivo tra un euro ed 1,20 euro cad., grossi quantitativi di “inviti cliente”, normalmente acquistati al prezzo agevolato di euro 0,16.

  • Appalti truccati, arrestato il sindaco di Altamura, Giacinto Forte

    due auto finanza e finanzieriC’è anche il sindaco di Altamura Giacinto Forte tra i 12 arrestati dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria Bari e dai Carabinieri del Comando Provinciale Bari, che hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 12 persone, emesse dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica. Nell’ambito della stessa operazione sono state eseguite numerose perquisizioni e risulta indagato anche l’assessore regionale alla Mobilità e ai Lavori Pubblici, Giovanni Giannini.

    Le ordinanze – 2 in carcere, 10 agli arresti domiciliari ed 1 obbligo di dimora – costituiscono l’esito di complesse indagini svolte su un consolidato sistema di corruzione di pubblici ufficiali e di alterazione delle procedure di affidamento dei pubblici appalti che ha riguardato alcuni comuni della Provincia di Bari.

    I provvedimenti restrittivi e le perquisizioni sono stati eseguiti tra Bari, Roma, Altamura, Acquaviva delle Fonti e Castellana Grotte ed altri comuni del Sud – Barese.

    Il primo provvedimento - eseguito da militari del Comando Compagnia Carabinieri di Gioia del Colle - è stato emesso nei confronti degli imprenditori Fatigati Salvatore e Procino Tomaso, dei tecnici comunali Cuffaro Marco e Lassandro Vito Raffaele, dei tecnici-progettisti Zampiello Antonello, Boscia Giovanni Francesco e Lamanna Nicola Valerio. Nei confronti del Fatigati, del Procino, del Cuffaro e del Lassandro la misura applicata è stata quella degli arresti domiciliari, nei confronti del Lamanna dell’ obbligo di dimora.

    Il secondo provvedimento applicativo di misure coercitive è stato eseguito congiuntamente da militari del Comando Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza e dai Carabinieri della Compagnia di Gioia del Colle ed ha interessato le persone di Sallaku Bertin, Tisci Roberto Ottorino (per entrambi è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere), Fatigati Michele, Forte Giacinto e Cisternino Giuseppe, con applicazione per costoro della misura degli arresti domiciliari.

    E’ stato eseguito nei confronti di Fatigati Salvatore il sequestro preventivo della somma di euro 5.000 oggetto di illecita dazione, non accettata dal pubblico ufficiale destinatario.

    Sono stati inoltre perquisiti gli uffici dell’assessorato ai Lavori Pubblici della Regione Puglia perché risulta indagato anche l’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Puglia, Gianni Giannini (Pd). Perquisita anche l'abitazione della figlia di Giannini, che secondo l’ipotesi accusatoria avrebbe “ricevuto” il prezzo della presunta corruzione (un salotto), da parte dell’imprenditore di Polignano Modesto Scagliusi. L’assessore Giannini respinge ogni accusa e spiega che si è trattato di un regalo per il matrimonio della figlia.

    L’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso 

  • Arrestato dopo un inseguimento, aggredisce i poliziotti a calci e pugni

    Volante wikipediaTentato furto aggravato in abitazione in concorso con altre persone rimaste ignote, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato: sono le accuse da cui dovrà difendersi D. B. G., barese 37enne, con a carico numerosi pregiudizi penali e di polizia, arrestato nella serata di ieri, a Bari, dalla Polizia di Stato, congiuntamente alla Guardia di Finanza.
    In tarda serata, la sala operativa della Questura ha inviato gli equipaggi di due volanti, sulla Strada Statale 16 in direzione sud, all’altezza dell’uscita S. Spirito, in ausilio ai militari della Guardia di Finanza impegnati in un inseguimento di un’ Audi sospetta di colore grigio. Nella posizione segnalata infatti, i poliziotti hanno intercettato il veicolo, lanciato a velocità sostenuta sulla S.S.16 in direzione di Bari, seguito a breve distanza da un’autovettura civetta della Guardia di Finanza, immediatamente i due equipaggi hanno rinforzato l’inseguimento dei finanzieri, durato fino al ponte sulla S.S.16 che porta verso via Catino, dove i militari superando in velocità l’Audi, si sono posti di traverso sulla carreggiata occludendo il passaggio; nel frangente il conducente dell’Audi ha effettuato una manovra in testa coda per invertire il senso di marcia, ma si è trovato bloccato dalle pantere delle Volanti della Polizia che nel frattempo erano giunte alle sue spalle.
    Nel frangente l’uomo si è precipitato all’esterno dell’abitacolo tentando la fuga a piedi, e circondato dai poliziotti e dai militari, si è scagliato con calci e pugni contro uomini e mezzi al fine di sottrarsi alla cattura, violenza poco dopo neutralizzata dal lavoro congiunto degli operatori. In queste fasi concitate due poliziotti hanno persino riportato lesioni guaribili in 10 giorni.
    Ricostruendo i fatti: l’attività è iniziata nell’agro di Bisceglie, da un intervento precedentemente operato dai militari della G. di F., per una segnalazione di allarme antifurto scattato in una villa, dove i militari avevano colto alcune persone, vestite di scuro e con degli zaini sulle spalle, fuggire scavalcando il muro di cinta della stessa; in attesa all’esterno vi era appunto il conducente dell’Audi, che alla vista dei militari, con manovra repentina, aveva intrapreso la fuga in direzione Bari sulla SS16.
    La perquisizione personale e del veicolo ha poi consentito di rinvenire un apparato ricetrasmittente acceso e perfettamente funzionante, presumibilmente utilizzato fuggitivo per tenersi in contatto con i complici durante il furto; nel veicolo è stata altresì rinvenuta sostanza stupefacente di modica quantità del tipo hashish e marijuana, detenute dal soggetto per uso personale.
    Dopo i primi accertamenti, poliziotti e finanzieri hanno condotto la persona fermata in Questura per gli atti di rito mentre altro personale della Guardia di Finanza ha confermato che nella villa di Bisceglie vi era stato un tentativo di furto, constatando che i complici del soggetto fermato, prima di dileguarsi, avevano perpetrato un foro di circa trenta centimetri in una finestra della villa al fine di introdursi all’interno dell’abitazione.
    Il fermato, con numerosi pregiudizi penali e di polizia, era già stato sottoposto fino al luglio 2016 alla misura della sorveglianza speciale; l’Audi di proprietà dello stesso è stata sequestrata dai poliziotti, mentre i finanzieri hanno contestato al fermato numerosi infrazioni al codice della Strada, vista la sua pericolosa condotta di guida, tra cui la guida senza patente di guida poiché revocata e l’assenza di copertura assicurativa, mentre per i reati commessi il 37enne è stato tratto in arresto.

  • Arrestato lituano a Bari: aveva la "droga dello sciamano"

    Guardia di finanza 1Sequestrato a Bari un quantitativo di quella che viene comunemente definita “droga dello sciamano”, considerata tra le più pericolose al mondo. I finanzieri del Gruppo Bari di concerto con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, durante i numerosi e quotidiani controlli nei confronti delle persone transitanti nello scalo aeroportuale barese, hanno arrestato un cittadino di nazionalità lituana trovato in possesso di circa 1800 grammi di “Ayahuasca”, sostanza contenente “Dimetiltriptamina” o anche “DMT” inserita nella Tabella I del Testo Unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e considerata tra le più pericolose al mondo.

    Si tratta, appunto, di uno stupefacente più noto con l’appellativo di “droga dello sciamano” e di recente entrata in voga negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei.

    È una bevanda, dal colore tendente al marrone chiaro, dagli effetti devastanti sulla psiche e che ha già provocato molti decessi tra coloro che ne hanno fatto uso. La sostanza è purtroppo legale nei Paesi del Sud America perché legata ad un culto sciamanico (può causare visioni e “percezioni del mondo abitato dagli spiriti degli antenati”) e la sua recente “esportazione” sta diventando un vero e proprio business.

    Il cittadino lituano proveniva dal Perù con scalo a Madrid e sarebbe ripartito la sera stessa alla volta di Vilnius. All’esito del controllo e dei preliminari test, la sostanza è stata sequestrata ed il soggetto è stato tratto in arresto e tradotto in carcere a Bari.

  • Avrebbero consentito di evadere le tasse ad aziende e privati: arrestati due commercialisti

    Guardia di finanza 1Avrebbero permesso ai contribuenti di azzerare i propri debiti con l'erario, dichiarando solo sulla carta di aver versato ritenute o anticipi. Due commercialisti baresi, peraltro fratelli, sono stati arrestati dalla Guardia di finanza con l'accusa di aver ideato una truffa che ha permesso a 40, tra aziende o semplici contribuenti, di evadere le tasse attraverso il sistema delle indebite compensazioni

    L'operazione denominata 'Ghost tax credits' costituisce l'epilogo di una complessa e articolata attività, avviata dal maggio 2014 dalla Guardia di finanza di Mola di Bari in collaborazione con personale dell'Agenzia delle entrate di Bari - Divisione contribuenti - Settore Contrasto illeciti.
    Per l'accusa, i due commercialisti avrebbero permesso ai contribuenti di azzerare i propri debiti con l'erario, dichiarando solo sulla carta di aver versato ritenute o anticipi. Praticamente nelle dichiarazioni dei 40 contribuenti avrebbero fatto figurare crediti con l'erario, in realtà inesistenti. E ancora: nel caso degli imprenditori che hanno beneficiato di questa truffa, i commercialisti hanno certificato l'assunzione di un numero di dipendenti diverso da quello reale per percepire il rimborso del bonus degli 80 euro. La truffa ammonta a 10 milioni e mezzo di euro.

    Secondo l’indagine anche il tentativo da parte dei commercialisti di intestare ad altri beni di propria proprietà. Un meccanismo con il quale avevano tentato di evadere le tasse. I beni (alcuni di proprietà degli stessi contribuenti) sono stati confiscati.
    Inoltre, le attività d’indagine hanno consentito di scoprire la contestualità di una serie di atti di trasferimento del patrimonio riconducibile ai commercialisti e ai clienti/contribuenti, posti in essere allo scopo di sottrarre il patrimonio alle pretese di riscossione dei crediti da parte dell'Erario.
    Conseguentemente, è stato disposto il sequestro preventivo, anche nella forma "per equivalente" delle imposte evase, di beni costituiti da immobili, terreni, autovetture e rapporti bancari e postali per un importo complessivo stimato in oltre 10 milioni di euro ed il sequestro finalizzato alla confisca diretta dei beni trasferiti fraudolentemente al fine di rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva da parte dell'Erario, per circa 1,5 milioni di euro.

  • Bancarotta da sei milioni, arrestati due imprenditori

    denaroDue persone agli arresti domiciliari a Monopoli, con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Nella mattinata odierna i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari hanno dato esecuzione ad una misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti dei fratelli Domenico Alba, di anni 71, e Luca Alba, di anni 69, amministratori di una società di Monopoli operante nel settore della “costruzione di edifici residenziali e non”, entrambi residenti a Monopoli.

    I due sono accusati, in concorso tra loro, di bancarotta fraudolenta aggravata patrimoniale nonché di bancarotta documentale.

    Il provvedimento è stato emesso al termine di una complessa attività investigativa svolta dai finanzieri del Gruppo Tutela Mercato Capitali, Articolazione del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza Bari – specializzata nel contrasto agli illeciti finanziari, societari e fallimentari.

    Le indagini di polizia giudiziaria, sviluppate sia attraverso approfonditi accertamenti contabili, bancari e documentali, hanno permesso di far luce sul disegno criminoso, ideato ed attuato dagli amministratori pro-tempore, i quali, anche grazie alla collaborazione del professionista depositario delle scritture contabili e di altri complici aventi specifici incarichi societari, tutti indagati, hanno posto in essere condotte finalizzate alla distrazione ed al depauperamento delle risorse economico-finanziarie della società per oltre sei milioni di euro.

    Già nella primavera scorsa i finanzieri avevano eseguito un Decreto di sequestro preventivo disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica, avente ad oggetto l’opificio industriale con annessa palazzina per uffici, sede della società, oltre al terreno pertinenziale di mq. 12.539, situato in Monopoli, per un valore di €. 4.936.000.

    In particolare, è stato accertato che gli indagati, al fine di procurarsi l’ingiusto profitto in pregiudizio dei creditori, hanno posto in essere una complessa operazione di scissione societaria con conferimento di beni e ricchezze a favore di una società beneficiaria, appositamente costituita, per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro, conferendo contestualmente ad un’ulteriore società neo-costituita un patrimonio mobiliare (beni strumentali, arredi e rimanenze di magazzino) per circa 600.000 euro e ceduto crediti per oltre 100.000 euro.

    Inoltre, l’attento esame della contabilità ha portato alla scoperta di una gestione anomala della liquidità che ha determinato un’ulteriore distrazione per circa 1.400.000 euro. 

  • Bancarotta fraudolenta, quattro imprenditori nei guai

    operazione TimeoOrdinanza applicativa di misure cautelari emessa dal locale Tribunale, per il reato di bancarotta fraudolenta, nei confronti di 4 imprenditori, amministratori di diritto e di fatto di una società a responsabilità limitata, con sede a Bari, operante nel settore della commercializzazione di energia elettrica.

    L’amministratore di fatto della società è stato posto agli arresti domiciliari, mentre nei confronti dei tre amministratori di diritto pro tempore è stata applicata la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare imprese e uffici direttivi di persone giuridiche o imprese per la durata di un anno.

    L’attività di indagine ha tratto origine da una verifica fiscale condotta nel 2019 dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari nei confronti di una società a responsabilità limitata, già con sede a Modugno, operante nel settore del commercio di energia elettrica. Nel corso dell’attività ispettiva è stato accertato il coinvolgimento dell’impresa verificata in una complessa frode in materia di I.V.A. inerente alla fornitura di energia elettrica da parte di una società di diritto elvetico. In particolare, è stata appurata l’interposizione fittizia, tra le due società contraenti, di un terzo soggetto economico, con sede in Bari, risultato essere una mera società cartiera. I successivi approfondimenti investigativi hanno permesso di accertare che, al fine di eludere il versamento dell’IVA, la società svizzera ha ceduto l’energia elettrica solo formalmente all’impresa “cartiera” barese, ma - di fatto - direttamente alla s.r.l. oggetto della verifica fiscale, la quale ha successivamente commercializzato tale energia all’ingrosso e al dettaglio.

    I pertinenti accertamenti hanno evidenziato che la “cartiera” barese ha emesso, nel periodo 2014-2015, fatture per operazioni soggettivamente inesistenti per oltre 74 milioni di euro nei confronti della società verificata con sede a Modugno, con la conseguente evasione dell’I.V.A. pari a oltre 15 milioni di euro.

    In relazione agli illeciti tributari accertati, lo scorso 23 luglio, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari, in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal locale Tribunale, hanno sottoposto a sequestro beni e disponibilità finanziarie della società coinvolte nella frode fiscale e degli amministratori, tra i quali gioielli, fabbricati e terreni ubicati a Roma ed in provincia di Bari, per un controvalore di circa 15 milioni di euro, pari all’imposta evasa.

    A seguito dei riscontri documentali eseguiti è stato, inoltre, riscontrato che la società “cartiera” ha omesso di presentare le prescritte dichiarazioni, ai fini dell’I.V.A. e dell’I.RE.S., per gli anni d’imposta 2014 e 2015, maturando debiti tributari per oltre 20 milioni di euro.

    Inoltre, gli amministratori di fatto e di diritto della società cartiera barese sono risultati responsabili, in concorso tra loro, del reato di bancarotta fraudolenta derivante dagli ingentissimi debiti tributari maturati, dall’accertata distrazione di risorse finanziarie per oltre 2,3 milioni di euro e dall’occultamento delle scritture contabili.

    Il competente G.I.P. del Tribunale di Bari ha, quindi, emesso a carico dei 4 imprenditori - amministratori di fatto e di diritto della “cartiera” barese - un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali degli arresti domiciliari (nei confronti di un imprenditore residente a Modugno) e di natura interdittiva nei confronti dei tre amministratori di diritto pro tempore.

  • Bari, sequestrate al porto 7000 paia di scarpe contraffatte

    scarpe contraffatte 1Nell’ambito dei controlli finalizzati alla repressione dei traffici illeciti, per la lotta alla contraffazione e per la tutela del Made in Italy, i finanzieri del Gruppo Bari ed i funzionari del locale Ufficio delle Dogane, nel Porto di Bari, hanno sottoposto a controllo un camion proveniente dalla Grecia condotto da un cittadino di nazionalità greca, contenente calzature destinate ad un’azienda romana.

    L’attività ispettiva, effettuata attraverso l’attento esame della documentazione a corredo della merce, costituita da 6.930 paia di scarpe riconducibili al noto marchio tutelato da brevetto internazionale della società “New Balance”, ha consentito di rilevare difformità rispetto a quanto dichiarato.

    La partita di merce, sottoposta al protocollo peritale dell’azienda titolare del marchio previsto in caso di sospetto “falso”, è risultata essere palesemente contraffatta dei diritti di proprietà intellettuale registrati dalla stessa.

    I predetti articoli sono stati sottoposti a sequestro e l’autista denunciato a piede libero.

  • Bari, sequestrate oltre 3000 paia di scarpe contraffatte

    Gdf autoSequestrate al porto di Bari oltre tremila calzature contraffatte. Nell’ambito dei controlli finalizzati alla repressione dei traffici illeciti, per la lotta alla contraffazione e per la tutela del Made in Italy, i finanzieri del Gruppo Bari, in collaborazione con i funzionari del locale Ufficio delle Dogane, nel porto di Bari, hanno sottoposto a controllo un camion proveniente dalla Grecia condotto da un cittadino di nazionalità greca, contenente calzature destinate ad un’azienda romana.

    L’attività ispettiva, effettuata attraverso l’attento esame della documentazione a corredo della merce, costituita da 3.120 paia di calzature riconducibili al noto marchio tutelato da brevetto internazionale della società “Valentino”, ha consentito di rilevare difformità rispetto a quanto dichiarato.

    La partita di merce, sottoposta al protocollo peritale dell’azienda titolare del marchio previsto in caso di sospetto “falso”, è risultata essere palesemente contraffatta dei diritti di proprietà intellettuale registrati dalla stessa.

    Gli articoli di cui sopra sono stati sequestrati ed il rappresentante legale della ditta acquirente è stato denunciato a piede libero.

  • Bari, sequestrati al porto 15 tonnellate di scarti di carta

    Gdf posto di bloccoSono ben 15.830 kg gli scarti di carta e cartone sequestrati a Bari da funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Bari e militari della Guardia di Finanza. Il carico, trasportato su un autoarticolato bulgaro proveniente dalla Grecia, aveva come mittente una ditta svizzera con sede a Losanna e destinatario una società della provincia di Lucca. Dall’esame della documentazione e dal controllo della merce è stato accertato che il gestore della spedizione ha violato varie disposizioni del Regolamento (CE) n. 1013/2006 tra le quali l'obbligo di essere accompagnate da specifiche informazioni sull'origine, la destinazione, l'itinerario e la tipologia di trattamento cui assoggettare i rifiuti nel luogo di destinazione. Il legale rappresentante della società importatrice è stato denunciato per traffico illecito di rifiuti.

  • Beni per 4 milioni di euro sequestrati ad un pregiudicato

    Guardia di finanza 1Beni per quasi quattro milioni di euro a carico di un pluripregiudicato foggiano applicando i poteri previsti dalla normativa antimafia sono stati sequestrati dalla Polizia di Stato di Foggia e dal G.I.C.O. di Bari. Tra essi, 16 immobili, tra cui diverse nude proprietà, e diversi conti correnti.

    Il sequestro è stato disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Bari diretta dalla dr.ssa Giulia Romanazzi, su richiesta formulata ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 6 settembre 2011 (c.d. Codice Antimafia) dal Questore di Foggia Mario Della Cioppa.

    Nella mattinata odierna, nel corso di specifica operazione di polizia, gli agenti della Polizia di Stato della Questura di Foggia e del Reparto Prevenzione Crimine di San Severo e i finanzieri del G.I.C.O. di Bari hanno dato esecuzione al decreto di sequestro anticipato d’urgenza emesso ai sensi del vigente codice antimafia a carico di M.C. sessantottenne foggiano.

    Il provvedimento in questione è stato adottato all'esito di complesse indagini patrimoniali svolte dagli agenti della Polizia di Stato appartenenti alla Divisione Polizia Anticrimine - Ufficio Misure di Prevenzione della Questura di Foggia e dai Militari del G.I.C.O. di Bari, che hanno scandagliato la posizione patrimoniale del pluripregiudicato già in passato destinatario della misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S., con precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio, in materia di stupefacenti, di armi, sfruttamento della prostituzione, traffico illecito di rifiuti ed altro. Soggetto di elevato profilo criminale, il proposto è stato più volte coinvolto in indagini nelle quali figuravano anche elementi di spicco dei clan mafiosi appartenenti alla c.d. “Società Foggiana”.  

    Le indagini patrimoniali, estese ai familiari conviventi nell'ultimo quinquennio, hanno evidenziato la disponibilità diretta e indiretta di beni di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, tanto da far ragionevolmente ritenere che siano frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego. Nello specifico, i beni mobili e immobili intestati ai proposti ed ai familiari conviventi, alla luce delle risultanze complessive dell'analisi delle movimentazioni economico finanziarie in entrata (fonti) e del raffronto con le uscite (impieghi), non hanno trovato giustificazione nei modesti redditi prodotti, a malapena sufficienti per le primarie esigenze di sostentamento dell’intero nucleo familiare.

    Il Tribunale di Bari, quindi, accogliendo in pieno la richiesta formulata dal Questore di Foggia, ha ordinato il sequestro di 11 terreni e 3 immobili, tra cui diverse nude proprietà, quote sociali e conti correnti bancari per un valore di quasi 4.000.000 euro.

  • Botti proibiti e due milioni di giocattoli non sicuri sotto sequestro in provincia di Bari

    sequestro giocattoliPiù di 2 milioni di giocattoli e addobbi natalizi con marchi contraffatti e privi dei prescritti requisiti di sicurezza sequestrati, oltre a fuochi di artificio illeciti, per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro. 23 le persone denunciate. In occasione dell’approssimarsi delle festività natalizie, il I Gruppo della Guardia di Finanza di Bari ha intensificato l’attività di prevenzione generale e di controllo economico del territorio finalizzata, tra l’altro, alla repressione del fenomeno della contraffazione e della vendita di prodotti non sicuri, anche destinati ai bambini, presso gli esercizi commerciali della provincia barese.

    Nello specifico le Fiamme Gialle del Nucleo Operativo Metropolitano, delle Compagnie di Altamura e Monopoli nonché delle Tenenze di Bitonto, Gioia del Colle, Mola di Bari e Putignano hanno effettuato un preliminare screening dei vari punti vendita di merce natalizia dislocati nei comuni dell’hinterland barese che proponevano merce natalizia a un prezzo particolarmente accattivante, non in linea con quello di mercato.

    Pertanto, i finanzieri hanno effettuato mirati controlli presso 22 attività commerciali, all’ingrosso e al dettaglio, sottoponendo a sequestro circa 2 milioni di luci natalizie, 10.000 giocattoli, 110.000 tra addobbi e accessori di abbigliamento natalizio, risultati contraffatti e non conformi alle normative di settore in materia di sicurezza dei prodotti.

    In particolare, i prodotti elettrici sequestrati sono risultati sprovvisti dei dati identificativi dell'importatore/distributore e del relativo fascicolo tecnico nonché muniti di un cavo di alimentazione con sezione inferiore a quella prevista dalla vigente normativa non idoneo a sostenere il voltaggio di alimentazione della rete elettrica. Quindi, tali articoli avrebbero potuto essere estremamente pericolosi per gli ignari acquirenti potendo generare dei cortocircuiti qualora inseriti nelle prese elettriche delle abitazioni. Analogamente i giocattoli sequestrati, messi in vendita a un prezzo più basso rispetto a quello di mercato, sono risultati dotati di marchio CE contraffatto o apposto illegittimamente e, perciò, essere privi degli standard di sicurezza imposti dalla normativa europea. Di conseguenza, anche tali prodotti avrebbero potuto costituire un serio pericolo per la salute dei nostri bambini.

    In tale contesto, le Fiamme Gialle della Compagnia di Monopoli hanno anche individuato a Castellana Grotte una struttura commerciale, di estensione superiore ai 1100 m2, che è risultata sprovvista della necessaria autorizzazione prevista dal Codice del Commercio della Regione Puglia per le strutture commerciali qualificate come “medie”, in cui hanno sottoposto a sequestro amministrativo la merce ivi presente in quanto indebitamente posta in vendita e hanno identificato 2 lavoratrici italiane “in nero”.

    Al termine delle operazioni i Finanzieri dei Reparti del I Gruppo Bari hanno denunciato alla competente Autorità Giudiziaria barese i 22 titolari degli esercizi commerciali controllati in quanto ritenuti responsabili, a vario titolo, per le ipotesi di reato di vendita o acquisto di cose con impronte contraffatte di una pubblica autenticazione o certificazione, frode nell’esercizio del commercio e vendita di prodotti industriali con segni mendaci. Inoltre, dei 22 commercianti denunciati, 4 sono stati anche segnalati alla Camera di Commercio per le violazioni alle disposizioni previste sia dal “Codice del consumo” che dalla normativa in materia di sicurezza dei giocattoli e del materiale elettrico.

    Inoltre, nell’ambito dei controlli, militari della Compagnia di Monopoli hanno rinvenuto in un locale emporio commerciale, in cui era presente 1 soggetto di etnia cinese sprovvisto del regolare permesso di soggiorno, oltre 75 kg di pericolosi fuochi di artificio illeciti, di diversa tipologia, anch’essi pronti per essere immessi in vendita a incauti avventori. Pertanto, il titolare dell’emporio commerciale è stato denunciato per il reato di commercio abusivo di materie esplodenti, mentre il cittadino cinese privo del permesso di soggiorno è stato segnalato all’A.G. per l’ipotesi di reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato.

  • Bufera alla Regione Puglia: assunzioni e fidejussioni in cambio di voti Indagato Pisicchio

    Presidenza Regione PugliaE’ bufera alla Regione Puglia. Dalla mattinata odierna i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari - su delega della Procura della Repubblica di Bari - hanno eseguendo, in tutta la provincia, perquisizioni ed acquisizioni documentali nell’ambito di un’inchiesta avviata nei confronti di privati imprenditori e funzionari pubblici, coinvolti, a vario titolo, in un collaudato sistema fraudolento finalizzato alla produzione di polizze fideiussorie false, utilizzate a corredo di istanze amministrative volte ad ottenere autorizzazioni regionali per l’esercizio di attività economiche ovvero ingenti contributi pubblici. Secondo indiscrezioni sarebbe indagato l' assessore  Alfonso Pisicchio.

     

    In particolare, grazie alle polizze fideiussorie false - rilasciate da un cittadino monopolitano, peraltro, in assenza delle necessarie verifiche patrimoniali/finanziarie - gli imprenditori hanno ottenuto anche un’accelerazione dell’iter burocratico senza correre il rischio di subire un controllo in ordine alla loro validità.

    Nel corso delle indagini è stato accertato che, nel triennio 2018/2020, gli imprenditori che hanno fatto ricorso alle polizze false hanno percepito illecitamente contributi regionali a fondo perduto, a valere sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR 2014/2020), per oltre 50 milioni di euro.

    Oltre alle illecite attività connesse all’emissione e all’utilizzo di polizze false, gli accertamenti sinora svolti hanno consentito di rilevare che un esponente politico locale, per il tramite del proprio fratello - in cambio della promessa del sostegno elettorale in vista delle prossime elezioni regionali - si sarebbe adoperato, in più occasioni, al fine difavorire l’assunzione di talune persone di sua conoscenza presso società baresi, aggiudicatarie di rilevanti appalti di servizi o beneficiarie di contributi pubblici. .