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peculato

  • Arrestato il comandante dei carabinieri di Cassano Murge

    Gazzella dettaglioE’ agli arresti domiciliari il comandante della stazione dei Carabinieri di Cassano delle Murge. Si tratta del maresciallo Cosimo Maldarizzi, 56 anni, arrestato per peculato, omessa denuncia da parte di pubblico ufficiale e depistaggio. La vicenda riguarda fatti degli anni 2018-2019. Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri del Comando provinciale di Bari.

    Maldarizzi nel giugno 2018 si sarebbe impossessato di una cisterna durante le operazioni di ritrovamento di otto mezzi provento di furto nelle province di Bari e Taranto. La cisterna sarebbe poi stata consegnandola a un suo conoscente, gestore di un noto agriturismo nella zona di cassano Murge.

    Poi, l’anno successivo, l’avrebbe fatta ritrovare una volta venuto a conoscenza delle indagini avviate sulla vicenda, tentando di far sembrare la mancata riconsegna al proprietario come una sorta di “svista”. Le indagini son state coordinate coordinata dal sostituto procuratore Chiara Giordano. La misura cautelare è stata firmata dal gip del Tribunale di Bari Paola Angela De Santis.

  • Dipendenti Asl nei guai: prendevano il denaro dalle casse del Cup

    Guardia di finanza autoDevono rispondere per il reato di peculato in concorso. Finanzieri del Comando Provinciale di Bari appartenenti alla Compagnia di Trani, dipendente dal Gruppo di Barletta, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Trani nei confronti di tre dipendenti dell’Azienda Sanitaria Locale di Bari.

    L’attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani - diretta da Renato Nitti – ha potuto contare sulla collaborazione fornita a seguito di attività di auditing dell’ASL Bari che ha consentito, in prima battuta, di individuare indici di anomalia sui flussi finanziari dei versamenti e della consistenza di cassa del “C.U.P.- Ticket del Distretto Socio Sanitario/2” di Ruvo di Puglia (BA), ed i corrispondenti versamenti alla tesoreria della stessa Azienda sanitaria.

    Gli accertamenti svolti dai militari hanno permesso di accertare le responsabilità in capo a tre dipendenti infedeli, i quali, in ragione del loro ufficio o servizio, avevano il possesso e la disponibilità del denaro incassato presso il C.U.P., che poi omettevano di riversare alla tesoreria dell’A.S.L. di Bari, appropriandosene ed occultando la condotta con una rendicontazione omissiva e mendace, persino attraverso la simulazione di un furto. Le somme distratte ammontano ad oltre 16.000 euro.

    All’esito della ricostruzione i finanzieri hanno segnalato alla competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, per peculato (reato punito con una reclusione da quattro a dieci anni) tre dipendenti - che nel frattempo erano stati sospesi dall’Ente di appartenenza - e dato corso all’esecuzione nei loro confronti di un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente dei beni, fino al raggiungimento delle somme indebitamente sottratte.