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  • A Barletta ancora segnalazioni di cattivi odori

    Barletta puliziaProseguono a Barletta le segnalazioni da parte di cittadini che, soprattutto nelle ore notturne, avvertono cattivi odori in diverse zone della città e proseguono anche i controlli del territorio, a tappeto, da parte della polizia municipale, per capire l’origine e gli eventuali responsabili dei fenomeni che causano queste emissioni odorigene e per poter intervenire. A tal fine, però, è indispensabile la collaborazione dei cittadini.

    Oltre a scrivere sui social, la cosa più importante è segnalare qualsiasi anomalia (fumo, fiamme, tutto quello che si vede e si avverte e in quale zona) alle forze dell’ordine e alla polizia municipale (in questo caso chiamando al numero 0883332370) perché possano intervenire al momento, nella speranza di capire cosa stia accadendo.

    Intanto, gli agenti del nucleo ambientale della polizia municipale hanno denunciato un uomo, un 45enne agricoltore del posto, per incendio di rifiuti, avvenuto nei giorni scorsi in una contrada nei pressi di via Foggia. Accertamenti sono invece ancora in corso per l’incendio appiccato nella notte fra mercoledì e giovedì della scorsa settimana, in via vecchia Canosa.

  • Barletta, si indaga sui cattivi odori in città

    barletta palazzo di citta esternoDiverse sono le segnalazioni da parte di cittadini di Barletta che, la scorsa notte, hanno avvertito cattivi odori in diverse zone della città. Sono stati attivati controlli del territorio a tappeto, da parte della polizia municipale, per capire quale sia l’origine e la fonte di tali emissioni odorigene e per poter intervenire.

    A tale scopo, l’invito alla cittadinanza è quello di fare riferimento alla Centrale operativa della Polizia municipale per utili e opportune segnalazioni, chiamando il numero 0883332370. “Al momento non si riesce ad andare oltre il dato olfattivo del cattivo odore – ha detto il sindaco Cosimo Cannito – per questo chiediamo la collaborazione di tutti, perché potrebbe essere utile a comprenderne la causa. Se doveste accorgervi di roghi, di fumo o altro che si possa collegare a questo fenomeno, vi prego di segnalare tali anomalie ai vigili perché si possa capire cosa accade di notte da provocare tali olezzi”.

  • Cattivi odori a Barletta, Cannito si rivolge alla Procura

    Cannito fascia tricolore“Quanto accaduto ieri è gravissimo e lesivo del benessere dei cittadini, si tratta di azioni criminali, i cui responsabili dovranno essere individuati e perseguiti e dovranno rendere conto alla città e ai cittadini di questo oltraggio”.

    Lo ha detto il sindaco di Barletta, Cosimo Cannito aprendo la conferenza stampa convocata con urgenza per fare il punto della situazione e informare la cittadinanza sui provvedimenti adottati e i controlli effettuati dopo che, ieri sera, si è verificato il persistere in tutta la città di un odore forte e acre che rendeva l’aria malsana e irrespirabile. Un fenomeno che, se pure non nuovo, ieri si è manifestato in maniera insopportabile arrivando, in una calda serata di estate, a limitare la libertà dei cittadini, che hanno dovuto chiudersi in casa.

    Per questo il sindaco ha annunciato i primi provvedimenti, fra cui il coinvolgimento della Procura della Repubblica di Trani, con la preparazione di un esposto contro ignoti, e la convocazione di un consiglio comunale straordinario e monotematico, per informare la cittadinanza e coinvolgerla.

    “Siamo arrabbiati perché ci si sente impotenti davanti a questo fenomeno che persiste nonostante i nostri sforzi per cercare di capirne la causa e nonostante il coinvolgimento e la collaborazione dei cittadini. E a questo, poi – ha proseguito il primo cittadino – si aggiungono le speculazioni di chi, in una parte dell’opposizione, strumentalizza politicamente il problema anziché unire le forze. Chi specula su queste cose è uguale a chi ne è responsabile”. D’altro canto, una attestazione

    di vicinanza per quanto sta accadendo e l’impegno a sollecitare gli organi preposti, è invece arrivata al primo cittadino da parte della senatrice Assuntela Messina.

    “I controlli ieri sera sono stati immediati – ha aggiunto l’assessore all’Ambiente Ruggiero Passero – e da essi è emerso che le aziende che insistono sul territorio cittadino non erano operative. Abbiamo inoltre interpellato l’Arpa che ci fornirà i dati registrati dalle centraline che, però, rilevano solo gli inquinanti, mentre per le emissioni odorigene attiverà indagini specifiche”. “Anche noi e i nostri figli respiriamo questa stessa aria e su questa vicenda la volontà dell’Amministrazione comunale – hanno concluso sindaco e assessore – è quella di riuscire a individuare i responsabili di questi atti scellerati, raggiungeremo questo risultato”.

    Il sindaco Cannito, inoltre, ha verificato se al pronto soccorso ieri vi siano stati accessi legati all’aria malsana. “Non è accaduto – ha riferito - ma non vuol dire nulla perché il cattivo odore è stato

    avvertito in modo pesante e molesto”. Cannito ha anche sentito il

    sindaco di Trani per comprendere se anche lì si fosse verificato lo stesso fenomeno. Cosa che ieri non è accaduta ma due giorni fa sì e per tale motivo anche a Trani sono in corso verifiche.

    Il comandante della Polizia municipale Savino Filannino ha riferito dei controlli scattati ieri sera nell’immediato del verificarsi del fenomeno e viste le numerose segnalazioni dei cittadini che arrivavano al comando della polizia municipale a partire dalle 21.30. Verifiche e controlli che non hanno portato a rilevare alcuna anomalia nel territorio cittadino. Il presidente del consiglio comunale Sabino Dicataldo ha sottolineato l’importanza del consiglio comunale straordinario e monotematico, la conferenza dei capigruppo che si riunirà domani pomeriggio deciderà se celebrarlo mercoledì come auspicato. “Il consiglio comunale sarà aperto ovviamente alla cittadinanza e chiederemo la presenza delle forze dell'ordine perché tutti siamo coinvolti in questa vicenda, perché la salute è di tutti”.

  • Cattivi odori a Barletta, forse individuate le cause

    barletta palazzo di citta esternoUn guasto a un motore di una azienda che si occupa della lavorazione di sottoprodotti animali e vegetali, il cui stabilimento si trova a Trani e la sede legale ad Andria, sarebbe la causa dei cattivi odori che la sera di domenica scorsa, 18 agosto, hanno pervaso gran parte del territorio cittadino rendendo l’aria irrespirabile e costringendo i cittadini a restare in casa con balconi e finestre chiusi. E’ quanto emerso dai controlli messi in campo la sera stessa e dalla collaborazione fra le polizie municipali di Barletta e Trani e fra i sindaci dei due capoluoghi della Bat, Cosimo Cannito e Amedeo Bottaro. Tali riscontri, insieme all’esposto presentato dalla polizia municipale di Barletta, sono al vaglio della Procura di Trani, insieme a un altro rapporto emerso da controlli effettuati nella sola città di Barletta ieri sera.

    “Questo non vuol dire che abbiamo risolto il problema - ha detto il sindaco Cannito – i controlli proseguiranno e, anzi, saranno intensificati con l’ausilio di droni, essi rappresentano una tecnologia di grande supporto per il controllo del territorio e la metteremo in campo il prima possibile”. “Se i cittadini vivono un disagio, o un potenziale pericolo per la salute, il nostro interesse è scoprirne le cause per restituire loro serenità e benessere perché, voglio ribadirlo, quanto accaduto domenica, è stato di una gravità inaudita, si è arrivati ad essere limitati nella libertà di respirare all’aria aperta, a dover stare chiusi in casa”, ha aggiunto il primo cittadino. “Questa amministrazione comunale, in poco più di un anno, in materia ambientale, ha fatto quello che mai era stato fatto prima – ha concluso Cannito – facendo tesoro anche del lavoro svolto in città dai movimenti ma dando poi dimostrazione, sul campo, di essere capaci di farci carico dei problemi ambientali della città”. A tal proposito l’assessore all’Ambiente Ruggiero Passero ha elencato i provvedimenti e le strategie attivati. L’implementazione del monitoraggio ambientale dell’aria con le centraline mobili, i 52 piezometri per il controllo del sottosuolo e della falda, il protocollo d’intesa con Asl, medici, associazioni ambientaliste e Isde per il biomonitoraggio delle unghie dei bambini che partirà a ottobre prossimo, con l’intento di monitorare anche il latte materno; l’apertura del dipartimento provinciale di Arpa Puglia a Barletta; la raccolta della plastica in mare, già partita, che vede Barletta, con Molfetta, comune capofila in Puglia per questa attività, grazie alla collaborazione dei pescatori, e unico capoluogo in cui avviene; un progetto che sta portando avanti il CNR ISPRA con il comune di Barletta per il monitoraggio delle microplastiche nella zona dell’Ofanto. “Dopo Taranto – ha detto l’assessore Passero – Barletta, dal punto di vista ambientale, è la città più monitorata di Puglia, i nostri controlli proseguiranno, la presenza di Arpa darà maggior vigore alle nostre attività e la magistratura e gli organi inquirenti faranno il resto, questo è il percorso che intendiamo seguire e che ci porterà sicuramente a risultati positivi”.

    Il consiglio comunale monotematico, inizialmente previsto per domani, non ha poi trovato la completa condivisione della conferenza dei capigruppo che ha comunque preso atto della mozione presentata dal Movimento 5 Stelle, a sua volta favorevole a celebrare il consiglio subito. “Si tratta solo di un rinvio – ha ribadito il sindaco - che consentirà di arrivare in aula con maggiori elementi e di accogliere tutte le proposte che verranno presentate”.

    Non è mancata, infine, una nota polemica da parte del primo cittadino nei confronti dell’assessorato regionale all’Ambiente, dal cui rappresentante istituzionale Cannito si sarebbe aspettato una attestazione di vicinanza o una manifestazione di interessamento per quanto accaduto. “Questa è solo l’ultima delle occasioni perse da parte della Regione per dimostrare interesse nei confronti di questo territorio e di questa città, pare che non esistiamo e questo crea disappunto e rammarico”.

  • Odori nauseabondi a Monopoli, sequestrato sansificio abusivo

    sansificio abusivoContinua incessante l’attività della Polizia Locale di Monopoli, finalizzata al monitoraggio e contrasto dei disturbi provocati dalle emissioni odorigene sgradevoli, che vede in prima linea soprattutto il sindaco, Angelo Annese, e l’Ufficio Ambiente del Comune, diretto dall’ing. Antonicelli.

    Quello degli odori molesti è un campo di intervento altamente labile; tuttavia, seguendo la scia dei cattivi odori, andando, come si suol dire “a naso”, è possibile scoprire tante altre situazioni censurabili.

    In data 2 gennaio scorso, a seguito di segnalazione inviata da un cittadino direttamente al sindaco, che lamentava l’emissione nell’atmosfera di fumi fortemente sgradevoli, personale di questo Comando, unitamente al dirigente della IV Area Organizzativa Ambiente del Comune di Monopoli, ing. Antonicelli, ha effettuato un sopralluogo all’interno di un opificio, situato in via Marina del Mondo. Dalla prima descrizione dei luoghi è apparsa una situazione di possibile degrado ambientale; tuttavia si è deciso di investigare meglio con l’ausilio dei tecnici dell’Arpa – Puglia.

    Successivamente, il giorno dopo, la Polizia Locale, unitamente ad una squadra dell’Arpa Puglia – Dipartimento Provinciale di Bari Servizio Territoriale – diretta dal Direttore del Dipartimento, ing. Giuseppe Gravina, a seguito di sopralluogo congiunto, ha proceduto al sequestro preventivo d’urgenza di una superficie di circa 5000 mq di pertinenza del predetto stabilimento la cui ubicazione, da accertamenti esperiti per il tramite dell’ufficio tecnico, ricade in parte in zona tutelata dal Codice dei Beni culturali e del Paesaggio.

    Quello che si è presentato al personale della Polizia Locale, diretto dal Vice Commissario Leone, non era sicuramente un piacevole profumo, il pucciniano “olezzava la terra”.

    «Il sequestro – spiega il Comandante della Polizia Locale Michele Cassano – si è reso necessario poiché nella predetta area sono stati accertati diversi fatti costituenti reato tra cui l’abbandono incontrollato di rifiuti speciali e pericolosi (diversi quintali di materiale ferroso, semiassi di autotreno con relativi pneumatici in evidente stato di deterioramento, carcasse di veicoli non di categoria M1 ed N1) che nel loro insieme hanno configurato una chiara attività di gestione di rifiuti non autorizzata a cui si aggiunge la presenza di percolato derivante da sansa che, così come constatato dall’ARPA, rappresenta una forma di inquinamento del sottosuolo».

    Del sequestro d’urgenza dell’area è stata resa subito edotta la competente autorità giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Bari.

    Il rappresentante legale dell’azienda, unitamente al proprietario del suolo, sono stati deferiti alla competente Autorità Giudiziaria per violazioni inerenti il Testo Unico dell’Ambiente; sono in corso ulteriori attività di indagine finalizzate all’accertamento di altre violazioni.

    I reati ipotizzati sono tutti inseriti nel testo unico sull’Ambiente, D.Lgs. 152/06 e vanno dall’abbandono di rifiuti speciali e pericolosi su suolo, alle emissioni di fumi in atmosfera senza averne dato la preventiva comunicazione prescritta, dall’ aver cagionato con il lagunaggio delle acque di percolazione della sansa, l’inquinamento del suolo e sottosuolo con sostanze non pericolose, al non aver dotato lo stabilimento di impianto di trattamento delle acque meteoriche.