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Policlinico

  • "Il nostro policlinico", 128 segnalazioni in un mese

    Info point policlinicoInformazioni su orari e modalità di prenotazione, ubicazione dei reparti e attese al pronto soccorso: sono queste le richieste più frequenti arrivate al servizio di messaggistica istantanea via Whatsapp “Il nostro Policlinico” 080 559 60 60 attivato a ottobre dal Policlinico di Bari.

    Dall’inizio del 2021, nel periodo che va da gennaio ad aprile, sono stati recapitati 511 messaggi. Una media di 128 al mese. Stando ai dati statistici elaborati dalla direzione sanitaria, il 45% dei messaggi riguarda richieste di informazioni generiche e aspetti organizzativi. Gli utenti hanno bisogno di sapere come fare a prenotare una visita, dove trovare un particolare laboratorio o qual è la strada per raggiungere un reparto, quali sono gli orari di accesso per le prestazioni ambulatoriali.
    Tra le problematiche dei pazienti segnalate e risolte attraverso il servizio Whatsapp ci sono inoltre difficoltà a contattare il reparto per la prenotazione di prestazioni di controllo e riprogrammazione delle prestazioni sospese a causa della pandemia. Sono pervenuti messaggi di elogio per il personale sanitario in servizio al Policlinico e richieste di informazione su ticket e rimborsi.

    Il canale di comunicazione diretta con l’azienda ospedaliero-universitaria è a disposizione di cittadini e pazienti per segnalare criticità relative al funzionamento dell’ospedale e offrire suggerimenti per migliorare la qualità dell’accoglienza e dei servizi. Ricordiamo che è possibile inviare anche fotografie di eventuali situazioni critiche riscontrate all’interno della struttura per consentire alla direzione di risolvere i problemi con maggiore tempestività. Tutte le segnalazioni vengono visualizzate e prese in carico dagli operatori della control room del Policlinico di Bari che hanno il compito di verificare i problemi e proporre eventuali interventi e correttivi da adottare.

    Viaggia a oltre 4mila messaggi al mese, invece, la chat, sempre via Whatsapp, attivata per la prenotazione di esami e visite presso il Policlinico di Bari. Allo 080 559 5959 è possibile inviare un messaggio con la foto dell’impegnativa medica per ricevere direttamente sul proprio telefono cellulare la prenotazione. Si tratta di un’alternativa alla prenotazione telefonica che consente al cittadino di non dover attendere in linea per parlare con un operatore.

  • A 16 anni il fratello tredicenne gli dona il midollo osseo e gli salva la vita

    Policlinico BariSedici anni compiuti nel reparto di ematologia del Policlinico di Bari per una leucemia linfoblastica acuta in recidiva. Dopo le terapie iniziali gli ematologi hanno scelto l'unica strada possibile: il trapianto allogenico di midollo osseo. Donatore il fratellino tredicenne.
    “Abbiamo effettuato al Policlinico il primo trapianto con un paziente e un donatore entrambi in età pediatrica”, annunciano il prof. Pellegrino Musto, direttore dell'unità operativa di ematologia e trapianto dove si è svolto il trattamento, il dottor Nicola Santoro, direttore dell’oncoematologia pediatrica del Policlinico e la dottoressa Paola Carluccio, responsabile del programma trapianti.
    “La procedura è stata ben tollerata, il paziente è stato dimesso e nei prossimi mesi, si potranno valutare gli effetti del trattamento sulla malattia”, evidenziano i medici.
    Con questo trattamento il Policlinico di Bari diventa dunque uno dei pochissimi centri dell’Italia meridionale ad effettuare trapianti per tumori in età infantile e adolescenziale, costituendo un polo di riferimento regionale ed extra-regionale per questi pazienti.
    Presso l’unità trapianti dell’ematologia del Policlinico vengono effettuati ogni anno circa 50 trapianti da donatore (allogenici) o utilizzando cellule dello stesso paziente (autologhi) e adesso si è aperta una nuova possibilità per i pazienti in età pediatrica.
    Il trapianto è stato la finalizzazione di un lavoro di squadra che ha coinvolto, in particolare, tutto lo staff medico e infermieristico del centro trapianti dell’ematologia e dell’oncoematologia pediatrica, gli anestesisti che hanno partecipato all’espianto del midollo osseo del donatore, i radioterapisti e gli ematologi dell’Ospedale di Brindisi, dove è stata eseguita la radioterapia “total-body”, il centro trasfusionale e il laboratorio di tipizzazione tissutale del Policlinico, e infine l’Associazione italiana contro le leucemie e i linfomi di Bari, che ha supportato la famiglia del paziente.

  • A Bari 14 trapianti di cellule staminali nonostante il virus

    Aferesi staminaliQuattordici trapianti autologhi ed allogenici di cellule staminali effettuati nei primi quattro mesi del 2020 nell'unità operativa di ematologia del Policlinico di Bari, esattamente lo stesso numero di quelli praticati nello stesso periodo del 2019. A questi vanno aggiunti due trapianti eseguiti presso la onco-ematologia pediatrica diretta dal dottor Nicola Santoro. L'emergenza coronavirus non ha fermato l'infusione delle cellule staminali che per i pazienti con tumori del sangue costituisce una reale speranza di cura per patologie come leucemie acute, linfomi, mielomi e sindromi mielodiplastiche.

    Tutti i trattamenti programmati sono stati rispettati, naturalmente con protocolli di sicurezza più rigidi. I pazienti sono stati sottoposti a tampone prima della procedura e sono stati effettuati gli accertamenti previsti dal Centro Nazionale Trapianti anche sulle cellule dei donatori compatibili da registro, che sono arrivate da Brescia, Como, dalla Polonia e dalla Germania, ma anche dalla figlia di un paziente, per un trapianto “aploidentico”.

    “Il nostro è un lavoro di squadra e interdisciplinarietà – spiega il prof. Pellegrino Musto, direttore dell’U.O. di Ematologia del Policlinico di Bari e presidente della Società italiana di ematologia sperimentale - Grazie alla stretta collaborazione di trasfusionisti, infettivologi, anestesisti, rianimatori, radiologi, laboratoristi, microbiologi, oculisti, gastroenterologi e dermatologi, che ci hanno supportato con il loro quotidiano lavoro di consulenza, mai venuto meno, siamo riusciti a mantenere i nostri standard anche in epoca coronavirus, assicurando comunque ai pazienti le procedure trapiantologiche necessarie”.

    Per i pazienti che si sottopongono a questo tipo di trattamento nella sezione trapianti del reparto di ematologia, coordinata dalla dr.ssa Paola Carluccio, è normalmente necessario un periodo di isolamento assoluto, generalmente di circa un mese, in camere singole a pressione positiva e filtrate. Anche per loro nessun tipo di visita da parte dei propri cari ma contatti assicurati attraverso smartphone e tablet. Undici pazienti, che da gennaio hanno effettuato il trapianto, sono già tornati a casa.

  • A Bari il reparto di nefrologia è d'eccellenza

    Policlinico BariLa nefrologia universitaria del Policlinico di Bari si conferma quale centro di eccellenza e importante punto di riferimento per la ricerca e la sperimentazione. L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha infatti selezionato la struttura barese quale destinataria di un finanziamento di 2 milioni di euro nell'ambito del bando "Ricerca indipendente".
    Il progetto vincitore, grazie al quale sono stati assegnati i fondi per la ricerca, riguarda una sperimentazione di farmaci per la cura del rene policistico (ADPKD). Il progetto è stato ideato e condotto dal prof. Loreto Gesualdo, ordinario di nefrologia e Presidente della scuola di medicina dell'Università degli studi di Bari, e dal dott. Giovanni Piscopo, medico nefrologo del Policlinico barese.
    Lo studio metterà a confronto l'efficacia di due farmaci, tolvaptan e metformina, in 150 pazienti italiani con rene policistico, e sarà sviluppato attraverso il coinvolgimento di dodici Nefrologie da tutta Italia, il cui operato sarà coordinato dalla Nefrologia di Bari. Il lavoro è stato già avviato negli scorsi giorni; infatti la settimana scorsa sono stati arruolati i primi pazienti.
    "Si tratta di un progetto di grande importanza perché apre prospettive interessanti per un nuovo approccio farmacologico alla malattia del rene policistico", spiegano Gesualdo e Piscopo in occasione della Giornata mondiale del rene. "Inoltre – chiariscono - si tratta di uno studio totalmente indipendente da finanziamenti da parte delle case farmaceutiche ed è il primo di questo tipo condotto nell’Università di Bari. Permetterà di capire se, oltre all’unico farmaco attualmente disponibile per il trattamento del rene policistico, in futuro sarà possibile avvalersi anche di un altro supporto farmacologico. Si tratta della metformina, già da tempo impiegata nella cura del diabete e che secondo studi preliminari, anche della Nefrologia Universitaria del Policlinico, parrebbe efficace nel rallentare la progressione dell’ADPKD".
    Una ulteriore prospettiva di cura per i pazienti affetti da rene policistico, che, accrescendo il numero delle terapie disponibili, può incrementare anche le possibilità di rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità della vita.

  • A Bari una catena di trapianti per salvare quattro vite

    Emiliano e Gesualdo“Oggi parliamo delle eccellenze della sanità pugliese. Il sistema dei trapianti nella nostra regione sta facendo passi da gigante grazie al coordinamento del prof. Gesualdo e grazie al sacrificio e alla disponibilità e alle capacità professionali di decine di medici, non solo pugliesi ma di tutta Italia, che consentono il migliore utilizzo degli organi disponibili. Ultimamente il nostro sistema ha potuto partecipare, grazie all’eccellenza che ha raggiunto, ad un processo di scambi incrociati di organi che consente di procedere all’implementazione dell’organo anche in casi di incompatibilità. Si tratta di un sistema che attraverso un algoritmo consente, anche in caso di incompatibilità, di allocare l’organo giusto sul paziente giusto anche a distanza di moltissimi chilometri l’uno dall’altro e tra famiglie diverse, data la disponibilità dei consanguinei alla donazione. Questo procedimento prevede una eccellenza straordinaria non solo nella qualità dell’espianto e del reimpianto, ma anche nella velocità di esecuzione dell’operazione, perché tutto deve avvenire in pochi minuti. C’è un filmato bellissimo del prof. Gesualdo che riceve dalla Polizia stradale il frigorifero portatile con l’organo che proveniva da Padova, e vederlo è stata una emozione fortissima. Onestamente ho avuto le lacrime agli occhi, perché so cosa significa far giungere l’organo in tempi utili, e questo grazie a tutta la macchina della Repubblica che ha partecipato alla buona riuscita dell’operazione. Questa è l’Italia che ci piace ricordare qui in questi giorni caldissimi di Ferragosto nei quali però sono tutti al lavoro al Policlinico di Bari”.

    Sono le parole del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano durante la conferenza stampa odierna al Policlinico di Bari per commentare la buona riuscita di uno dei primi trapianti al rene cross-over del programma Deck, insieme a Loreto Gesualdo, coordinatore del Centro Regionale Trapianti.

    Al Policlinico di Bari è stato infatti eseguito un trapianto di rene incrociato (modalità cross-over) che permetterà di allungare la vita di quattro persone, evitando loro la dialisi, con l'utilizzo di un solo organo da donatore deceduto. Il programma seguito, che si chiama 'Deck' (DECeased-Kidney) e prevede l'uso di organi da donatore deceduto, ha innescato una catena di trapianti tra coppie immunologicamente incompatibili. Un aiuto importante per implementare i trapianti di rene da donatore vivente tra persone che, anche se legate affettivamente, sono spesso incompatibili tra loro. 

    “Oggi - ha detto il prof. Gesualdo - stiamo vivendo una bella storia di emozioni fatta di uomini e donne, realizzata per la prima volta a Bari. Siamo entrati in una catena di donatori non consanguinei, che hanno messo a disposizione il proprio rene, e abbiamo così trapiantato quattro vite umane. La disponibilità di un donatore da cadavere di Genova ha permesso l'innesco della catena con trapianto di un ricevente di Padova la cui moglie, di 47 anni, ha messo ieri a disposizione il suo rene per una donna ricevente pugliese il cui marito, l'11 settembre, donerà a sua volta ad un'altra coppia incompatibile padovana. Il rene della coppia padovana sarà donato ad un ricevente in lista d'attesa da cadavere, che chiuderà la catena".

    La dottoressa Lucrezia Furian, della unità di Chirurgia dei trapianti di rene e pancreas dell'ospedale padovano, spiega che l’eccezionalità del caso consiste nel fatto che "si è innescata una catena di trapianti tra coppie immunologicamente incompatibili" grazie al fatto che "un paziente ha potuto ricevere un organo da un soggetto deceduto e in questo caso la donatrice che voleva donare, ma il cui organo non era compatibile, ha donato ad un altro soggetto che a sua volta aveva un donatore con lui incompatibile".

    Ad eseguire per la prima volta in Puglia questo tipo di intervento è stata l'equipe del professor Michele Battaglia, direttore del Centro trapianti di rene del Policlinico. L'organo per il trapianto è arrivato a bordo di una auto della polizia stradale di Padova ed è stato trapiantato a Bari martedì pomeriggio.

  • Aclepios 3, i lavori finalmente alle battute finali

    asclepios3 3È una grande piazza corredata di panchine circolari ad aprire le porte al nuovo complesso ospedaliero del Policlinico di Bari, Asclepios 3. Il progetto è stato firmato dall’architetto spagnolo Albert de Pineda, ritenuto uno dei massimi esperti di progettazione ospedaliera che questa mattina ha partecipato al sopralluogo nel cantiere insieme al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore, e al rettore dell’Università, Stefano Bronzini. Tra le più importanti realizzazioni dell’architetto catalano l’Hospital del Mar a Barcellona, l'Hospital Residencial do Mar a Lisbona, il Centro di Ricerca Biomedica di Barcellona, l'ospedale pediatrico di Panama, i laboratori di ricerca biomedica del Campus di Amburgo, il centro di ricerca ospedaliero MedUni di Vienna.

    “Questo è l’ospedale del futuro perché è un ospedale pensato per l’umanizzazione- ha commentato Albert de Pineda - è un ambiente che accoglie il paziente, non è uno spazio aggressivo come la maggior parte degli ospedali, è un ospedale amico”.

    La progettazione di Asclepios 3 è stata effettuata seguendo i canoni dell’ospedale modello, porgendo particolare attenzione agli aspetti di umanizzazione, socialità, interattività, appropriatezza, affidabilità e innovazione.

    L’edificio, in tutto 27mila metri quadri e quasi 200 posti letto dotato di sale operatorie, ospiterà il complesso chirurgico e dell'emergenza dei dipartimenti ad attività integrata ovvero: Cardiologia ospedaliera, Cardiologia universitaria, Malattie apparato respiratorio universitaria, Malattie apparato respiratorio ospedaliera “De Ceglie”, Cardiochirurgia universitaria, Chirurgia toracica universitaria, Chirurgia vascolare universitaria.

    Il padiglione prevede 40 posti letto di terapia intensiva e semi intensiva e 155 posti letto di degenza ordinaria, suddivisi in 57 stanze doppie e 24 degenze singole (all’occorrenza adattabili a due posti letto), 7 stanze per pazienti diversamente abili e 10 degenze per gli isolati con possibilità di accogliere sia degenti immunodepressi sia infettivi. Per un totale di quasi 200 posti. Saranno a disposizione inoltre le sale operatorie. Sarà realizzato un tetto verde per garantire l’isolamento.

    Al piano terra si trova la hall di ingresso con la reception e spazi di attesa. È prevista inoltre la realizzazione di una caffetteria. Gli ambulatori, in tutto 29, sono situati al piano terra e al primo piano. Le stanze di degenza, invece, trovano spazio dal secondo al quinto piano. Al secondo piano è stato ricavato un ampio spazio destinato ad accogliere l’unitá di terapia intensiva organizzata all’interno di un grande openspace.

    “Abbiamo quasi terminato una delle opere più importanti del sistema ospedaliero della Puglia e per il Policlinico di Bari che è l’hub ospedaliero centrale della nostra regione - ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano -. È un lavoro di grande profilo, potremmo persino discutere di architettura oggi perché si tratta di un segno architettonico di grande rilievo, ma ovviamente per noi la cosa più importante oggi è rafforzare ulteriormente un dispositivo generale, che consentirà al Policlinico di superare il suo principale limite che è la vetustà. Il Policlinico era bellissimo quando è stato costruito, ma adesso gli ospedali si fanno con un criterio completamente diverso, non più a padiglioni, ma a blocchi, a piastre interconnesse, per spostare velocemente il paziente soprattutto in termini di emergenza. Queste sono strutture che nascono per gestire tutte le questioni tempo-dipendenti nella maniera più efficiente e rapida e nella sicurezza degli operatori, garantendo al paziente la migliore efficacia possibile della interconnessione tra i vari settori di cura di cui il policlinico dispone”.

    “Stiamo già pensando all’organizzazione con l’obiettivo di abitare il nuovo padiglione entro la fine dell’anno - ha dichiarato il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore - Asclepios 3 è una struttura modernissima con ambienti dedicati alle procedure chirurgiche che servirà a dare una risposta all’esigenza di spazi tecnologicamente avanzati di cui il Policlinico ha bisogno”.

  • Al Bano in concerto al Policlinico per gli operatori del Covid

    conferenza stampa Al BanoSarà dedicato a tutti gli operatori sanitari che hanno lavorato nei reparti Covid il concerto che si terrà domani venerdì 3 luglio nell’atrio interno del Policlinico di Bari. A rendere omaggio ai professionisti della sanità ci sarà il cantautore Al Bano con la sua mini band diretta dal maestro Alterisio Paoletti e l’Orchestra sinfonica della Città metropolitana di Bari guidata dal maestro Marco Renzi.

    L’evento, in linea con i protocolli anti-Covid che prevedono il distanziamento fisico, è riservato a una delegazione di medici, infermieri e operatori sanitari del Policlinico di Bari: 200 i posti a sedere. Si accede solo su invito. L’area sarà transennata e controllata per evitare assembramenti. A partire dalle 14.30 di domani il portone di accesso al Policlinico di piazza Giulio Cesare sarà chiuso per consentire il montaggio del palco e si potrà accederà in ospedale dall’ingresso adiacente, sempre da piazza Giulio Cesare, dell’ex pronto soccorso.

    Il concerto comincerà alle ore 20. Si esibirà prima l’Orchestra metropolitana, in scaletta la sinfonia La gazza ladra di Rossini, “Casta Diva” dalla Norma di Bellini, “La calunnia” da Il Barbiere di Siviglia di Rossini, “Quel guardo il cavaliere” del Don Pasquale di Donizetti, “E lucevan le stelle” dalla Tosca di Puccini, “Habanera” della Carmen di Bizet, “Nessun dorma” dalla Turandot di Puccini. A seguire ci sarà Al Bano con la sua band.

    “Sarà una festa per tutti i nostri professionisti. Abbiamo fronteggiato l’emergenza Covid19 con un grande sforzo e una grande organizzazione, vogliamo ricordare il periodo passato insieme. Di quei giorni porteremo nel cuore la generosità di Al Bano che in un pomeriggio di pioggia si è presentato sotto l’hotel allestito per ospitare 80 medici e infermieri in servizio nel Covid Hospital che non potevano tornare a casa e ha cantato per loro. Quel giorno il maestro promise di ritornare a cantare a fine lockdown e ha mantenuto la parola: a lui e a tutti i professionisti che hanno dato la disponibilità a esibirsi gratuitamente va il nostro grazie” ha dichiarato il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore.

    “Sarà il concerto del ringraziamento per festeggiare la fine di tre mesi terribili durante il quale non è mai mancata la solidarietà a medici e infermieri; sarà la giornata delle emozioni” ha detto il professor Loreto Gesualdo, presidente della Scuola di Medicina dell’Università degli Studi di Bari.

    “Quando la bontà chiama bisogna rispondere tutti facendo il nostro dovere di essere umani – ha detto in conferenza stampa oggi Al Bano - La mia sarà una partecipazione dedicata alla vita con la V maiuscola: è una gioia ancora una volta stare con voi e per voi. Per me sarà l’occasione di esprimere quello che passa nell’animo di un essere umano. Voglio che sia una giornata da ricordare così come ricordo quel giorno di pioggia in cui ho cantato a Bari sotto l’hotel dove riposavano medici e infermieri impegnati nella lotta al Covid. L’umanità vince sempre”.

    “Ci siamo lasciati alle spalle mesi terribili, in cui abbiamo temuto di poter perdere tutto ciò che conta, e se adesso siamo tornati a guardare con fiducia al futuro lo dobbiamo in primo luogo ai medici e agli operatori sanitari che in questo tempo sono stati in prima linea a combattere il virus, spesso sopportando turni massacranti in condizioni difficilissime – ha detto il sindaco della Città metropolitana di Bari, Antonio Decaro - Per questo, ora che il peggio sembra passato, l'Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari ha scelto di rendere omaggio alle donne e agli uomini che durante la fase acuta dell’emergenza sono rimasti a presidiare i nostri malati negli ospedali organizzando una serie di concerti nelle strutture ospedaliere della terra di Bari. Momenti dedicati alla bellezza della musica, che ha il potere di renderci felici e di farci sentire più forti, come accadrà domani nell’atrio del Policlinico quando, accanto al maestro Renzi e agli orchestrali, risuonerà la voce forse più amata di Puglia, quella di Al Bano, che desidero ringraziare perché non si stanca mai di testimoniare la sua appartenenza a questa terra, al nostro popolo. Se c’è una cosa che il Covid-19 ci ha insegnato, è il valore immenso delle relazioni umane, dello stare insieme, delle piccole cose quotidiane che ci sembravano scontate e di cui abbiamo riscoperto l’importanza. Domani, insieme, seppure a distanza di sicurezza, festeggeremo il ritorno alla vita e gli eroi "normali" di questa esperienza terribile che ci ha segnato duramente ma che non ci fermerà”.

    “Da poco abbiamo ripreso le attività dal vivo. Ma l’attività dell’orchestra metropolitana non si è mai interrotta: gli orchestrali hanno realizzato video musicali dedicati a chi in questo periodo difficile ha messo a rischio la propria vita per curare i pazienti. Sia pur a distanza la nostra orchestra ha portato la musica nei luoghi della sofferenza; domani sera lo farà dal vivo e da vicino in ospedale. Questa è anche l’occasione interessante per stringere un’alleanza tra l’Orchestra della Città metropolitana e il Policlinico di Bari e far entrare la musica, strumento potente per alleviare la sofferenza, in ospedale” ha commentato la delegata alla Cultura della Città metropolitana, Francesca Pietroforte.

  • Al Policlinico 30% in più di ore in sala operatoria

    Policlinico BariIl bilancio 2019 del Policlinico di Bari si chiude con un recupero di 27 milioni di euro. Il piano strategico di efficientamento avviato dalla direzione generale ha consentito un significativo miglioramento rispetto al 2018 riducendo la perdita da 41 milioni dell’esercizio precedente a 14 milioni di oggi.  A influenzare la performance sono senza dubbio gli effetti derivanti dal cosiddetto “aumento produttivo”. La componente assistenziale 2019 – ospedaliera, specialistica e farmaceutica – con un valore di 281 milioni di euro, ha fatto registrate un incremento complessivo rispetto ai volumi 2018 di 10,5 milioni di euro.
    In particolare nel 2019 sono cresciuti sia i ricoveri in regime ordinario, complessivamente 40.402, sia le attività in day service, pari a 37.480.
    A registrare il maggior incremento di produttività, in termini di volumi e in termini di complessità, sono state le unità operative di Neurochirurgia universitaria (+2,5 milioni di euro), Chirurgia epatobiliare e Centro trapianti (+2,1 milioni di euro), Chirurgia toracica universitaria (+884mila euro). Con il segno più anche le attività di Neurologia universitaria, Urologia, Ortopedia, Chirurgia generale, Medicina interna ospedaliera, universitaria “Baccelli” e “Murri”.
    Le sale operatorie a disposizione sono passate da 16 a 21 e questo ha determinato l’aumento delle ore di sala operatoria da 48mila del 2018 a 63mila del 2019 con un incremento pari al 30%. A crescere è stato anche il numero di ore di sala operatoria per la chirurgia robotica in particolare quella urologica.
    Significativi i numeri dei trapianti: 295 quelli effettuati nel 2018, 348 quelli fatti nel 2019 con una crescita del 18%. In particolare i trapianti di rene sono passati da 55 a 73 e quelli di cornea da 108 a 158.
    Aumentano anche i volumi delle prestazioni erogate in regime di day service: in tutto 37.480 rispetto alle 31.445 del 2018. L’incremento pari a 6.035 rispetto all’anno precedente è attribuibile principalmente alle specialità di Oculistica, Ortopedia e Oncologia.
    L’effetto positivo dell’incremento dal valore di attività ha garantito il riconoscimento da parte della Regione Puglia di un maggior valore del contributo per le cosiddette funzioni non tariffate per complessivi 4,3 milioni di euro.
    “Nel 2019 il Policlinico di Bari ha concentrato gli sforzi verso patologie complesse per offrire ai pazienti provenienti da tutta la Puglia una risposta sanitaria concreta e d’eccellenza in loco, necessaria per evitare che si debba andare fuori a curarsi. L’aumento dei volumi della produttività è riconducibile proprio al trattamento dell’alta complessità di cui il ‘Policlinico di Puglia’ è l’unico hub a valenza regionale - commenta il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore – Il risultato del 2019 arriva anche grazie all’impegno della Regione Puglia che si è concretizzato nel finanziamento di alcuni investimenti fatti dall’azienda, in primis il nuovo pronto soccorso, circa 3 milioni di euro che sono stati interamente riconosciuti e quindi hanno contribuito al risultato economico”. Il 2019, infatti, è stato l’anno del restyling del pronto soccorso: la struttura, rimessa a nuovo in tempi record, è stata inaugurata e aperta a ottobre.
    Il piano strategico aziendale 2019-2021 articolato in azioni di intervento sia sul piano dell’efficienza strutturale e dei processi produttivi, sia su quello della razionalizzazione di importanti voci di costo prevede: la riorganizzazione logistica dei reparti medici e chirurgici; la riorganizzazione degli ambienti e della disponibilità delle sale operatorie; la riorganizzazione delle attività ambulatoriali; la riorganizzazione dei processi aziendali e delle risorse umane ai fini della razionalizzazione; la condivisione delle risorse strumentali finalizzata all’uso più efficiente e più efficace delle stesse; la razionalizzazione del consumo dei farmaci, in particolare antibiotici, e dei dispositivi medici; l’incremento dell’attività produttiva e il miglioramento dei parametri di produzione.
    Tuttavia, a seguito dell’emergenza Covid19, il piano di efficientamento adottato dal Policlinico di Bari dovrà necessariamente essere riformulato e riadattato alle nuove esigenze sanitarie.

  • Al Policlinico 72 parti Covid ma senza nessun problema

    parto covidIn prima linea per l’assistenza delle pazienti in gravidanza e positive al Covid. La clinica di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico di Bari ha fatto fronte alla seconda ondata pandemica, che ha registrato un forte aumento dei casi di gravide positive, con una nuova organizzazione dell’assistenza sanitaria e dei percorsi di accesso. Grazie al coordinamento del nuovo modulo di Ostetricia Covid, affidato al direttore dell’unità operativa professor Ettore Cicinelli e alla professoressa Antonella Vimercati, e allo sforzo di tutto il personale medico e paramedico sono state assistite 93 pazienti Covid a partire da agosto.

    In particolare sono stati 72 i parti di gestanti Covid + mentre gli altri 21 accessi hanno riguardato ulteriori prestazioni ostetriche e ginecologiche. La maggior parte delle donne positive che hanno fatto riferimento alla clinica di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico di Bari erano provenienti dalla città di Bari e dai comuni dell’hinterland barese, ma si è registrato anche un 33% di accessi di pazienti provenienti dalla provincia Bat; il 10%, invece, è composto da straniere.

    Da una prima analisi dei dati effettuata dalla professoressa Vimercati risulta che il 53% delle gravide positive al Sars-Cov-2 ha presentato sintomi: l’11% ha riportato dispnea e febbre, e, fortunatamente, solo il 4% ha avuto bisogno del ricovero in terapia intensiva a causa della presenza di sintomi gravi. Nell’8% delle pazienti erano presenti comorbidità come ipertensione, diabete, epatogestosi; il tasso di taglio cesareo primario, risultato pari circa al 28%, non è aumentato rispetto alle gravide no Covid.

    Particolarmente delicata è stata l’assistenza in quei casi (4%) in cui al riscontro dell’infezione materna si è associata anche quella di una grave patologia fetale (malformazioni multiple o altre patologie indipendenti dal Covid) che hanno aumentato l’ansia e i timori delle gestanti, comunque sempre rassicurate.

    Massima attenzione alla condizione di fragilità delle gestanti Covid positive che, alla normale ansia di un periodo già così delicato, sommano le preoccupazioni e i timori di una malattia che può avere conseguenze sia sulla madre che sul feto/neonato: non è un caso se nel 6% dei casi è stata registrata l’insorgenza di una depressione postpartum.

    I tamponi effettuati sui neonati hanno dato sempre esito negativo: non è stato registrato alcun caso di trasmissione verticale. Gli esiti materni e neonatali dell’infezione da Sars-Cov-2 in gravidanza sembrano a oggi meno gravi rispetto ai quadri clinici severi di altre malattie respiratorie virali.

    “Il Policlinico di Bari, ancora di più in questa seconda ondata pandemica, è rimasto il punto di riferimento principale delle gestanti Covid positive e grazie alla riorganizzazione dei percorsi e dell’assistenza, che ha garantito 9 posti letto in area rossa e 6 posti in area grigia, è riuscito ad assicurare prestazioni sanitarie in sicurezza – spiegano il professor Cicinelli e la professoressa Vimercati - Un grande contributo, oltre a medici, infermieri e operatori sociosanitari, lo hanno dato le infermiere e le ostetriche che con grande competenza e sacrificio hanno gestito la sala parto rossa dove sono anche avvenuti contemporaneamente più parti di donne positive, in condizioni di occupazione totale dei posti letto previsti”.

  • Al Policlinico ambulatorio chirurgico sulle patologie del pancreas

    ambulatorio chirurgia 2È stato attivato dal Policlinico di Bari il primo ambulatorio chirurgico dedicato esclusivamente alla patologia bilio-pancreatica. Il nuovo ambulatorio afferente all’unità operativa di Chirurgia Generale Universitaria “V.Bonomo” guidata dal professor Mario Testini è aperto ai pazienti una volta a settimana (il giovedì dalle 14 alle 17). È possibile prenotare sia prime visite chirurgiche che visite chirurgiche di controllo: tramite Cup 0805592701 o via mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Il centro garantisce l’assistenza specialistica per le patologie biliari e pancreatiche. In particolare: Neoplasie del pancreas [Il carcinoma del pancreas ha un’incidenza da 1 a 10 casi su 100000 abitanti essendo la 4° causa di mortalità per tumore sia negli uomini che nelle donne. Solamente il 20% di tutti i pazienti può essere sottoposto a una chirurgia che asporti radicalmente la malattia]; Patologie benigne e maligne di pancreas, vie biliari extraepatiche e duodeno; Lesioni cistiche del pancreas [si riscontrano nel 2 -5 % dei pazienti che eseguono ecografia o risonanza magnetica dell’addome]; Pancreatiti acute e croniche [la pancreatite in Italia ha un’incidenza che si aggira intorno ai 12 casi su 100000 abitanti] 5. Calcolosi della colecisti e della via biliare extraepatica [Si stima che in Italia il 20% delle donne e il 14% degli uomini siano affetti da calcolosi biliare]. 

    A coordinare l’ambulatorio, allestito negli spazi dei poliambulatori chirurgici del Policlinico di Bari al piano terra, è la dottoressa Giovanna Di Meo. “Si tratta di un ambulatorio unico sul territorio che prenderà in carico patologie biliari e pancreatiche che hanno un trend in crescente incremento. La patologia del distretto biliopancreatico è ad oggi una delle principali cause di migrazione sanitaria fuori regione: l’organizzazione di un ambulatorio chirurgico rappresenta una risposta per arginare la mobilità passiva e per offrire ai pazienti un’assistenza ad alta specializzazione”.
     

  • Al Policlinico arrivano 20 elettrocardiografi wifi

    Centrale telecardiologiaVenti elettrocardiografi di ultima generazione che collegati in wifi alla centrale di telecardiologia permettono di ottenere in pochi minuti un referto specialistico. È l'ultima innovazione nel campo della telemedicina in cui ha investito il Policlinico di Bari. È stata sperimentata nei mesi scorsi con successo nel Covid Hospital, evitando l'ingresso dello specialista cardiologo nelle aree rosse. Ogni giorno sono stati eseguiti oltre 50 elettrocardiogrammi sui pazienti covid ricoverati in malattie infettive, senza che nessun paziente sia uscito dalla sua stanza. I dispositivi nella fase 2 verranno progressivamente assegnati ad altri reparti.

    “Abbiamo fronteggiato l'emergenza covid con tutti i mezzi, anche tecnologicamente più avanzati – spiega il direttore generale del Policlinico Giovanni Migliore – adesso trasformiamo questo investimento un'opportunità per il nostro ospedale assicurando minori spostamenti dei pazienti, maggiore continuità operativa, velocità ed efficacia delle attività dei reparti”.

    La telecardiologia di emergenza urgenza è una delle eccellenze sanitarie della nostra regione, viene utilizzata come supporto alla diagnostica delle sindromi coronariche nel servizio di 118, gestita dal Centro regionale di Telemedicina del Policlinico di Bari, guidato dal dott. Ottavio Di Cillo, direttore dell'Area E-Health Aress Puglia.

    La stessa piattaforma, grazie all'adeguamento del servizio informatico del Policlinico, è adesso utilizzata anche per la condivisione di tracciati elettrocardiografici all'interno della rete ospedaliera. È stato inoltre attivato un canale per il teleconsulto intra ospedaliero.

    “Il teleconsulto cardiologico potrà essere esteso ad altre specialistiche – conclude Di Cillo - Permette non solo di avere un collegamento video con il paziente, ma attraverso il sistema si può accedere a tutti i dati clinici, i dati anamnestici, l’elettrocardiogramma, le radiografie, per avere un quadro completo e una second opinion diagnostica”.    

  • Al Policlinico di Bari torna da lunedì la procreazione assistita

    Policlinico BariAl Policlinico di Bari dopo cinque anni riparte la Procreazione medicalmente assistita di primo livello. Da lunedì il centro specializzato presso la clinica di Ostetricia e Ginecologia, le cui attività erano state parzialmente interrotte per lavori di adeguamento normativo e funzionale e di ampliamento, sarà nuovamente a disposizione delle coppie che hanno problemi riproduttivi.
    Si è concluso, infatti, l'iter necessario per l'autorizzazione regionale del centro per riprendere le prestazioni di primo livello e la conservazione dei gameti maschili di pazienti a rischio infertilità. Nella biobanca presente al Policlinico, dove attualmente sono crioconservati a -196 gradi più di 17mila campioni di materiale biologico, sarà possibile crioconservare il liquido seminale di quei pazienti, in particolare gli oncologici, che abbiano la necessità di congelare gli spermatozoi. Contenitori specifici anche per i gameti di pazienti Hiv, Hcv e Hbv positivi.
    Il centro per la Pma del Policlinico garantirà le seguenti prestazioni: consulenza per infertilità maschile e femminile, monitoraggio dell'ovulazione, riserva ovarica (ecografia e dosaggi ormonali), inseminazione intrauterina, prelievo citologico per tampone cervicovaginale, consulenza per la preservazione della fertilità maschile, spermiogramma e test di capacitazione, crioconservazione di liquido seminale, rinnovo della crioconservazione dei gameti, follow up nei pazienti oncologici. In fase di organizzazione anche il prelievo di corticale ovarica per la crioconservazione. I pazienti potranno contattare il centro al numero 080.5592248.
    "Sono particolarmente soddisfatto che il Policlinico possa nuovamente assicurare il servizio di procreazione assistita - commenta il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore - Ci siamo impegnati sin da subito per riprendere l'attività, c'è stato uno sforzo comune da parte di tutti i professionisti e dell’ufficio tecnico. Grazie anche all’assunzione del personale specializzato necessario Il Policlinico di Bari torna a essere un prestigioso punto di riferimento pubblico per la Pma. Ma questo è solo il primo passo: nei prossimi mesi completeremo le procedure per assicurare a Bari e al servizio sanitario pugliese, e non solo pugliese, un centro di terzo livello con strutture adeguate e professionisti specializzati".
    Va avanti, infatti, all'interno del Policlinico il cantiere per la nuova struttura destinata a ospitare il futuro centro di Pma per il secondo e il terzo livello. "Sono contento che il Policlinico di Bari dopo cinque anni torni ad offrire non solo un’attività assistenziale importante - dichiara il professor Ettore Cicinelli, direttore della clinica di Ginecologia e Ostetricia - ma anche un settore scientifico, di ricerca e formativo per gli specializzandi che potranno avere esperienza diretta delle tecniche più avanzate di Pma. Mettiamo a disposizione della sanità pubblica un'importante risorsa clinica e didattica".

  • Al Policlinico disponibili altri 44 posti letto per il Covid

    letti Covid balestrazziIl padiglione Balestrazzi apre ai pazienti Covid. All’interno del plesso del Policlinico di Bari sono stati allestiti 44 nuovi posti letto ad alta intensità di cura. Al primo piano della struttura, infatti, trovano spazio i posti letto di Terapia intensiva respiratoria e una sezione dedicata alla Nefrologia Covid. La direzione sanitaria ha organizzato nel reparto turni interdivisionali per rispondere alle esigenze di cura più complesse dei pazienti: per ogni turno saranno in servizio due medici pneumologi, due nefrologi e un anestesista. Nel padiglione Balestrazzi, dunque, potranno essere ricoverati malati che necessitano di ventilazione non invasiva e pazienti dializzati. A coordinare il reparto saranno la professoressa Elisiana Carpagnano, pneumologa, il professor Loreto Gesualdo, nefrologo, e il dottor Giuseppe Columbo, intensivista.

    “Abbiamo risposto all’ulteriore sforzo che ci ha richiesto la Regione Puglia per far fronte alla cura del Covid e per questo sento di dover ringraziare tutti i nostri professionisti che sono in prima linea. Oggi attiviamo altri 44 posti all’interno del padiglione Balestrazzi che in sole due settimane è stato riconvertito alle necessità della Terapia intensiva respiratoria Covid grazie al lavoro dei medici della direzione sanitaria e dello staff di ingegneri e tecnici del Policlinico di Bari. Abbiamo accelerato gli interventi e l’attivazione per rispondere alla rapida evoluzione della pandemia – dichiara il direttore generale, Giovanni Migliore – Mettere insieme, sotto lo stesso tetto, professionisti di specialità diverse come gli pneumologi, gli anestesisti e i nefrologi, inoltre, rappresenta un valore aggiunto nella cura dei pazienti Covid che spesso hanno patologie associate e hanno bisogno di assistenza interdisciplinare”.

    L’attivazione dei 44 posti letto è stata portata a termine in anticipo rispetto alla tabella di marcia indicata dal piano regionale Covid che prevedeva la conclusione degli interventi nel Balestrazzi per la fine di novembre. Ogni posto letto è dotato di un monitor multiparametrico e di un ventilatore ad alta performance per fare ventilazione sia in modalità invasiva sia in modalità non invasiva. I 44 monitor sono collegati a una centrale di controllo che sarà presidiata 24 ore su 24 per il monitoraggio di tutti i parametri vitali.
    Così il Policlinico di Bari destina al Covid 250 posti letto. Nella prima fase dell’emergenza, al picco della pandemia, il numero massimo di pazienti ricoverati contemporaneamente era stato di 181 e il numero massimo di posti letto che erano stati attivati ad Asclepios completi di staff medico e infermieristico era stato di 204. “Rafforziamo la rete Covid, senza tuttavia dimenticare le altre patologie – aggiunge il direttore generale - Il Policlinico infatti continua ad assicurare prestazioni di alta specialità senza interrompere le attività essenziali e indifferibili”.

    L’unità operativa di Oncologia presente nel Balestrazzi si trasferisce in una sede più adatta alle esigenze dei pazienti più fragili che non avranno alcun contatto con il Covid: gli ambulatori troveranno spazio nell’ex Nefrologia ristrutturato in tempi record.

  • Al Policlinico donati due organi da pazienti positivi

    Policlinico ingressoNon si ferma la macchina delle donazioni e dei trapianti di organo al Policlinico di Bari e nonostante la pandemia proseguono le attività. Per la prima volta a donare sono stati anche i pazienti positivi al Covid. Grazie alla generosità delle famiglie di un uomo e di una donna che purtroppo non ce l’hanno fatta sono state salvate due vite a Torino e a Palermo. I due pazienti positivi al Coronavirus, ricoverati nei due reparti di Rianimazione del Policlinico di Bari diretti dal professor Nicola Brienza e dal professor Salvatore Grasso, hanno potuto donare il fegato: uno è stato trapiantato a Torino, l’altro a Palermo. Entrambi gli interventi sono riusciti con successo.

    Il protocollo prevede che in caso di positività al Covid possano essere donati solo gli organi salvavita quali cuore e fegato e che a ricevere il trapianto possano essere o pazienti in urgenza Covid positivi o pazienti presenti in lista d’attesa per il trapianto e che sono guariti dal Covid sviluppando gli anticorpi.
    “Un grande ringraziamento va alle famiglie dei due donatori che pur nel dolore hanno trovato la forza di compiere uno straordinario gesto di solidarietà: in un caso i familiari erano tutti stati colpiti dal Covid e hanno voluto esprimere comunque il consenso alla donazione nonostante la malattia che aveva toccato anche loro; nell’altro caso è stata la moglie del paziente con i suoi figli adolescenti a volere che una parte del marito continuasse a vivere – spiega il dottor Vincenzo Malcangi, coordinatore Donazioni e Trapianti del Policlinico di Bari – È possibile donare gli organi anche se si è risultati positivi al coronavirus. E questo non solo grazie alla generosità delle famiglie, ma anche e soprattutto grazie allo straordinario lavoro di tutto il Policlinico di Bari e allo sforzo dei medici e degli infermieri della Rianimazione che stanno sopportando un grosso carico di lavoro a causa della pandemia e che, nonostante tutto, non si tirano mai indietro quando c’è da salvare una vita anche a distanza. Portiamo avanti il programma donazioni anche durante il Covid”.

    “È uno straordinario messaggio di speranza nel giorno in cui si commemorano le vittime del Covid: è il miglior modo per rendere omaggio a chi non c’è più – dichiara il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore – alle famiglie dei due donatori va la nostra vicinanza e la gratitudine di tutto il Policlinico per il gesto di generosità che ha consentito di salvare due vite. Il ringraziamento non può non andare anche a tutti i professionisti impegnati in prima linea che hanno reso possibile le donazioni”.

  • Al Policlinico esami radiologici consultabili anche da casa

    Rx policlinicoTutti coloro che fanno esami di diagnostica per immagini al Policlinico di Bari e all'ospedale pediatrico Giovanni XXIII hanno da oggi la possibilità di consultare direttamente da casa il referto e scaricare privatamente le immagini senza bisogno di tornare in radiologia per ritirarle sul “vecchio” CD o DVD.

    Un servizio digitale importante per i cittadini che si sottopongono a radiografie, tac, risonanze magnetiche e tutti gli altri esami radiologici in previsione della piena riapertura dei servizi ambulatoriali di radiologia e senologia.

    Effettuato l'esame, attraverso un modulo, verrà chiesto il consenso a ricevere tramite messaggio sul proprio cellulare un codice (OTP – one time password) con il quale accedere alla piattaforma on line di consultazione dei referti. Collegandosi basterà inserire il proprio codice fiscale, il numero di ritiro e l'OTP per poter avere accesso al referto firmato digitalmente dal radiologo e scaricare le immagini diagnostiche.

    “Abbiamo realizzato un'attività di modernizzazione e smaterializzazione dei referti – spiega Nicola Serrone, responsabile dell'ufficio informatico del Policlinico - Il sistema RIS-PACS è stato fortemente voluto dal direttore Migliore e serve per gestire tutte le attività radiodiagnostiche dall’accettazione all’esame, dalla refertazione all’archiviazione digitale. Prima abbiamo lavorato alla digitalizzazione e consultazione delle immagini radiologiche da tutti i reparti all'interno dell'azienda e adesso mettiamo a disposizione del cittadino l'accesso alla piattaforma nel massimo rispetto della privacy”.

    “È un risultato importante – sottolinea il prof. Antonio Amato Stabile Ianora, direttore dell'unità operativa di Radiodiagnostica - Limitiamo, in questa fase, anche i contatti e gli accessi dei pazienti che non dovranno più tornare a 72 ore dall'esame a ritirare il referto firmato come avveniva in passato. Il passaggio dal RIS Radiologia al RIS-PACS rende tutto il processo più comodo, efficiente e veloce per i medici, i tecnici di radiologia e i cittadini”.

  • Al Policlinico eseguiti 8 trapianti in 24 ore

    team 8 trapiantiOtto trapianti sono stati eseguiti in una 24 ore no stop al Policlinico di Bari. Le operazioni sono cominciate venerdì mattina e l'ultimo intervento si è concluso questo pomeriggio. Uno straordinario impegno che ha visto più di cento operatori sanitari coinvolti in quattro sale operatorie del padiglione Asclepios e Rubino, attive in contemporanea per salvare otto vite.
    Il prof. Aldo Milano, direttore dell’unità operativa di Cardiochirurgia, con la sua equipe è stato impegnato in un doppio trapianto di cuore su un uomo di 59 anni e una donna di 58 anni.
    Il prof. Luigi Lupo, direttore dell'unità operativa di Chirurgia generale e Trapianti di fegato, ha eseguito il trapianto su un uomo di uomo di 56 anni e una donna di 54 anni.
    I quattro trapianti di reni sono stati eseguiti dall'equipe del prof. Michele Battaglia, direttore dell'unità operativa di urologia e trapianto di rene, il ricevente più giovane è stato un uomo di 32 anni.
    Le operazioni di prelievo e donazione tra cinque strutture ospedaliere diverse sono state seguite dal Centro Regionale Trapianti, coordinato dal prof. Loreto Gesualdo e le squadre di anestesisti sono state dirette dal prof. Salvatore Grasso, direttore dell'unità operativa di Anestesia e Rianimazione del Policlinico.
    Tre i donatori. Un uomo di 60 anni deceduto nella notte tra il 23 e il 24 luglio all'ospedale Vito Fazi di Lecce, un uomo di 51 anni di Bari deceduto al Di Venere e l'ultimo prelievo eseguito nella notte a Castelfranco Veneto dalla dott.ssa Irene Scalera ha permesso di intervenire d'urgenza per un trapianto di fegato.
    “Un grande risultato per la scuola trapiantologica pugliese”, evidenzia con orgoglio il coordinatore del Centro Regionale Trapianti e presidente della scuola di Medicina dell'Uniba, prof. Loreto Gesualdo. “È stato uno sforzo importante – continua il prof. Gesualdo – che ha visto tutte le equipe coinvolte in contemporanea su più sale. La cultura della donazione in Puglia sta crescendo anche grazie a queste testimonianze di buona sanità. Dobbiamo continuare su questa strada ricordando che chi dona vive due volte”.  
    “La nostra riconoscenza va in primo luogo alle famiglie dei donatori, ma un grazie per lo straordinario impegno, deve andare anche ai nostri professionisti. Il Policlinico si conferma una struttura di riferimento nazionale; effettuare 8 trapianti in contemporanea, tra cui due di cuore, comporta uno sforzo organizzativo che pochi ospedali in Italia sono in grado di assicurare”, sottolinea il direttore generale del Policlinico Giovanni Migliore.
    “Siamo infine particolarmente soddisfatti, perché in brevissimo tempo Asclepios, dopo aver svolto un ruolo fondamentale per la Puglia, nel fronteggiare l’emergenza Covid, è stato restituito alla sua funzione originale”, conclude.

  • Al Policlinico eseguito trapianto di rene col paziente sveglio

    Equipe trapianti prof BattagliaUn trapianto di rene su paziente sveglio, non sottoposto ad anestesia generale, è stato eseguito per la prima volta al Policlinico di Bari su un uomo di 59 anni, originario di Altamura. L'intervento è perfettamente riuscito e il paziente è attualmente ricoverato nel reparto di urologia.

    Si è trattato di una donazione da vivente. In questo caso è stata la moglie, 56 anni, che risultando idonea ha espresso il consenso al prelievo dell'organo per il trattamento della grave insufficienza renale di suo marito.

    Per effettuare l'intervento il paziente è stato sottoposto a un'anestesia spinale neuroassiale. Una tecnica eseguita in pochissimi centri in Italia per effettuare i trapianti di organo. Al Policlinico di Bari l'hanno realizzata due giovani anestesiste, le dottoresse Miriam Varvara, 36 anni, e Claudia Piacente, 33 anni, laureate in medicina all'Università di Bari e rientrate al Policlinico dopo alcuni anni di specializzazione fuori regione. Fanno parte dell'equipe del prof. Michele Battaglia, direttore della unità operativa complessa di urologia e trapianto di rene dell’azienda universitario ospedaliera Policlinico di Bari, che ha eseguito l'intervento.

    “I vantaggi di questa tecnica sono notevoli – spiegano le anestesiste – Il paziente ha una ripresa più agevole, non venendo intubato respira meglio, sono esclusi gli effetti collaterali di anestetici oppioidi come nausea, vomito e paralisi intestinale. Il paziente può riprendere subito a mangiare e bere autonomamente. E si riduce, così, anche la degenza post operatoria in reparto”.

    “Non ci siamo mai fermati – sottolinea il prof. Battaglia – abbiamo eseguito nei mesi dell'emergenza Covid una decina di trapianti e adesso sperimentiamo nuove tecniche con un team di giovani anestesiste dedicate alla trapiantologia”.

    È calato, invece, il numero delle donazioni. “Voglio fare un appello – aggiunge il prof. Battaglia - perché la donazione di organi post mortem è importante, può contribuire a salvare e migliorare molte vite. È una scelta che dobbiamo con forza continuare a sensibilizzare e rendere consapevole”.

  • Al Policlinico i primi contratti per operatori socio sanitari

    firma policlinicoIl Policlinico di Bari ha avviato venerdì mattina la firma dei contratti con gli Operatori Socio-Sanitari (OSS) risultati vincitori del concorso unico regionale. Complessivamente saranno 346 gli operatori che, a partire dal 1 settembre, entreranno progressivamente in servizio per occuparsi dell'assistenza ai pazienti del Policlinico di Bari.

    Gli Operatori Socio-sanitari sono una figura importante nell'organizzazione dei reparti per l'attenzione che sono chiamati a rivolgere al benessere dei pazienti ricoverati e che affianca il lavoro degli altri professionisti preposti all’assistenza sanitaria.

  • AL Policlinico il nuovo reparto di medicina trasfusionale

    Policlnico medicina trasfusionaleTre piani per oltre 2mila metri quadri. Con sensori di presenza, luci a led, impianti ad alta efficienza energetica. È stato inaugurato oggi il nuovo reparto di Medicina trasfusionale all’interno del padiglione Asclepios 2 alla presenza del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e del direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore.
    Il primo piano, 1.180 metri quadri, è dedicato agli accessi esterni e gli ambienti sono stati suddivisi in due aree: quella per i donatori e quella per i pazienti.
    Nello spazio riservato ai donatori, circa 7.500 accessi l’anno, oltra a un’ampia sala di attesa con zone privacy per la compilazione dei questionari, ci sono una stanza dedicata alle associazioni dei donatori e un punto ristoro attrezzato dove vengono offerti caffè, the, succo di frutta, fette biscottate e merendine a coloro che hanno donato il sangue. L’ambulatorio per la donazione è dotato di 10 postazioni con poltroncine rosse. L’attività nel primo semestre del 2020, nonostante l’emergenza Covid19, non ha subito stop: le donazioni complessive sono cresciute del 4,9%.
    All’area clinica riservata ai pazienti esterni o ricoverati in ospedale si accede da un ingresso distinto rispetto ai donatori. Il percorso è strutturato in modo da consentire la sosta in sala d’attesa ed essere successivamente visitati dal medico nella stanza visita prima di essere sottoposti a terapia infusionale (trasfusionale) o a procedure terapeutiche specifiche che possono includere aferesi terapeutica, fotoferesi o raccolta di cellule staminali periferiche.
    Al primo piano sono presenti inoltre studi medici, spogliatoi per il personale, direzione, stanza del coordinatore e locali di servizio.
    Al secondo piano, 870 metri quadri, è situata l’emoteca per la distribuzione degli emocomponenti (emazie, plasma, piastrine), i laboratori per le indagini di immunoematologia, per la lavorazione degli emocomponenti, un’area tecnica con i congelatori a -40°/-80°C gradi per la conservazione degli emocomponenti. Un montacarichi trasferisce le sacche e i campioni dall’area prelievi e donazioni ai laboratori e viceversa.
    Al piano terra infine è situata la criobanca per la manipolazione cellulare e il congelamento delle cellule staminali. Gli ambienti sono dotati di un impianto di immissione/estrazione di emergenza che garantisce 25 ricambi d’aria all’ora in caso di allarme per condizione di sotto-ossigenazione.
    Nel corso del 2019, incremento attività rispetto al 2018 per procedure ad alta complessità.
    Attività clinica-terapeutica: fotoferesi extracorporea +5,8%; produzione emocomponenti per uso topico: +16,1%; produzione cellule staminali +58,2%; produzione emocomponenti per uso topico: +16,1%.
    Nei primi 6 mesi del 2020, nonostante l’emergenza Covid-19: +4.9% donazioni complessive sangue intero e multicomponent: (nonostante la sospensione delle raccolte c/o istituti scolastici); raccolta plasma iperimmune dopo valutazione anticorpi neutralizzanti in 30 pazienti guariti (lo screening è stato eseguito in 47 pazienti).

  • Al Policlinico il robot preleva un rene per il trapianto

    Battaglia Prof Michele trapiantoIl braccio robotico e la mano umana. Nel campo operatorio attraverso un piccolo taglio sul fianco del paziente entra il braccio del robot. A distanza, attraverso la console, la mano del chirurgo esegue il prelievo del rene dal donatore vivente per trapiantarlo su un famigliare con una insufficienza renale cronica “irreversibile”.

    Al Policlinico di Bari per la prima volta sono stati eseguiti due interventi di nefrectomia con “tecnica robot assistita” dall'equipe del prof. Michele Battaglia, direttore del Centro trapianti rene e urologia I, che pochissimi centri in Italia eseguono.

    “La novità del prelievo dell’organo con tecnica robot assistita - spiega il prof. Michele Battaglia - è legata non tanto e non solo alla mininvasività della procedura, che si può realizzare con la laparoscopia, quanto alla assoluta sicurezza in situazioni complesse come nel caso di anomalie di numero delle arterie renali del donatore. O come nel secondo intervento effettuato la rimozione di un tumore dal surrene prima del prelievo del rene con tre arterie”.

    Questi interventi eccezionali sono stati la tappa finale di un lungo percorso realizzato all’interno del “programma trapianto da donatore vivente” dell'unità operativa di Nefrologia diretta dal prof. Loreto Gesualdo che vede coinvolti, innanzitutto, i consanguinei del ricevente. Il programma è il frutto della collaborazione multidisciplinare di urologi, nefrologi, immunologi, patologi clinici, psicologi, esperti di imaging, infettivologi, anestesisti-rianimatori.

    Il trapianto di rene da donatore vivente al Policlinico di Bari è ormai un percorso efficace e consolidato nel tempo. Lo scorso anno, nonostante la crisi pandemica, sono stati eseguiti ben 21 trapianti da vivente, e il centro trapianti di Bari è stato il terzo in Italia per questo tipo di procedura.