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Politecnico

  • "Natural...mente scuola" con l'istituto "Leonardo da Vinci" di Bisceglie

    Naturalmente scuola 2017 2Per la Puglia il progetto vincitore si chiama, “Organicview”. E’ stato elaborato dagli studenti del Liceo scientifico Leonardo da Vinci di Bisceglie e consiste nell’inserimento di celle fotovoltaiche organiche nello spessore di tutte le superfici vetrate dei velivoli. La parte fotostatica è costituita da composti organici che simulano il processo di fotosintesi clorofilliana.

    Per la Campania la vittoria è stata assegnata agli studenti della scuola I.T.I. “E. Barsanti” di Pomigliano d’Arco (NA) grazie al progetto “AEGM srl”, che mira a ridurre le emissioni di CO2 negli aeroporti attraverso la movimentazione elettrica dei velivoli, al posto dell’impiego degli usuali veicoli a combustibile.

    I due progetti vincitori, selezionati tra più di 2100 studenti di Puglia e Campania e 58 idee di business attinenti al settore aeronautico, si sono aggiudicati la nona edizione del progetto “Natural…mente Scuola”, il programma di educazione all’imprenditorialità e alla sostenibilità rivolto alle Scuole di Secondo Grado di Puglia e Campania promosso da “Boeing”, “Leonardo” e “Avio Aero” con la collaborazione del Politecnico di Bari, partner dell’iniziativa dal 2012.

    La giornata conclusiva e di premiazione si è svolta ieri nel campus universitario del Poliba alla presenza degli organizzatori, dei rappresentanti aziendali, della scuola. Il Rettore del Politecnico, Eugenio di Sciascio non ha fatto mancare la sua partecipazione e, oltre ad incitare gli studenti ad impegnarsi con idee nuove e originali, ha ricordato gli stretti legami che l’ateneo ha con le aziende del settore aeronautico che sostengono il progetto giunto alla sua nona edizione.  

  • A Politecnico due giorni per cercare una possibilità di lavoro

    Ingresso amministrazione PolitecnicoPer due giorni consecutivi: 14 e 15 giugno, laureati, laureandi e studenti del Politecnico avranno la possibilità di incontrare i responsabili delle Risorse Umane di imprese nazionali e internazionali e di richiedere informazioni sulle opportunità di carriera professionale, in maniera diretta ed informale.

    L’iniziativa, al suo esordio, si chiama, “Career Fair” e vuole rappresentare un concreto e qualificato momento di incontro tra laureati e studenti del Poliba con il mondo del lavoro.

    La due giorni barese costituisce un'opportunità unica per confrontarsi con i rappresentanti delle Aziende presenti ed orientare le proprie scelte professionali. La partecipazione all'evento è anche occasione ideale per esplorare le varie opportunità di carriera nel settore, creare o consolidare il proprio network professionale e/o per avviare un contatto finalizzato a nuove opportunità professionali.

    Il Career Fair presenterà incontri rapidi e diretti con i responsabili delle risorse umane aziendali; veloci rappresentazioni del brand aziendale, seminari e workshop su particolari temi di interesse per chi muove i primi passi verso il lavoro.

    Nel corso della prima giornata (14 giugno), dalle ore 9.00 alle 18.00 si succederanno presentazioni aziendali di 30 minuti (speed brand), colloqui individuali (speed date) in ambienti allestiti per le singole aziende per accogliere studenti, laureati e docenti. Inoltre, alle 15.30, nell’aula magna “Attilio Alto” è prevista una interessante tavola rotonda sui temi delle nuove professionalità nell’ambito dell’ingegneria e dell’architettura, alla quale parteciperanno rappresentanti aziendali, associazioni del settore e professionisti.

    La seconda giornata (15 giugno) dalle 9.00 alle 14.00, sarà dedicata a Seminari sui temi dell’orientamento alle professioni e sui consigli utili per la ricerca attiva del lavoro. In questa giornata, per alcuni laureati sorteggiati tra gli iscritti alla manifestazione, sarà offerta la possibilità di realizzare gratuitamente un video curriculum con l’ausilio di esperti del settore.

    Gli studenti e i laureati interessati infatti, potranno registrarsi all’evento attraverso il seguente link: http://careerfair-poliba.azurewebsites.net/

    Il Carrer Fair è stato organizzato dall’ufficio Placement del Politecnico di Bari. Esso fa parte di un progetto della Regione Puglia, denominato “Poliba4place”, dove il numero 4 indica le iniziative del progetto. Le altre tre sono: la Training Academy che è un percorso formativo focalizzato a sviluppare le competenze trasversali; il Training Grant, una formula di incentivo attraverso un’indennità di rimborso per la realizzazione di tirocini extracurriculari e la Poliba4Place app, relativa ai servizi di placement del Politecnico.

    La manifestazione si svolgerà presso l’atrio coperto “Cherubini” (campus universitario) secondo il seguente programma completo: 14 giugno, ore 9:00, inaugurazione e saluti istituzionali, prof. Eugenio Di Sciascio - Magnifico Rettore del Politecnico di Bari ; Sebastiano Leo - assessore Regione Puglia Formazione e Lavoro. A seguire, ore 10:00 - 16:00 Museo della Fotografia Speed date; ore 10:00 - 15:30 Atrio Coperto “Cherubini” Speed brand; ore 15:30 - 17:30 Aula Magna “Attilio Alto” Tavola Rotonda “Le nuove professioni nell’ambito dell’ingegneria e dell’architettura”.

    Il 15 giugno, ore 9:00 - 13:00 Atrio Coperto “Cherubini”, Seminari; ore 10:00 - 13:00 Museo della Fotografia Realizzazione video CV.

  • Al Politecnico di Bari test sierologici per tutti

    Cupertino test sierologicoPoliclinico di Bari e Politecnico di Bari insieme nella lotta al Coronavirus. È partita questa mattina la campagna di screening sierologico sui dipendenti del Politecnico di Bari. Il personale sanitario del Policlinico di Bari, delle unità operative di Igiene e di Patologia Clinica Ospedaliera, ha effettuato i primi prelievi ematici necessari per effettuare i test per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2. Il primo a sottoporsi al test è stato il rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino. Sono in tutto quattrocento le persone tra docenti, dipendenti tecnici amministrativi, dottorandi e assegnisti di ricerca che hanno chiesto di accedere al servizio.

    La convenzione siglata tra Policlinico e Politecnico rientra tra le misure di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica Covid19 e prevede anche l’effettuazione del tampone nasofaringeo in caso di esito positivo del test sierologico.

    “Oggi siamo qui per iniziare questa collaborazione tra istituzioni, Policlinico e Politecnico, che ha un obiettivo importante: prendersi cura della salute della comunità accademica – ha commentato il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore – la collaborazione inizia oggi e continuerà nei prossimi mesi con ulteriori progetti sperando di sviluppare sinergie utili a tutto il territorio”.

    “Abbiamo iniziato l’esecuzione dei test sierologici sul personale del Politecnico e sui ricercatori, è un segnale di attenzione verso la comunità. In un momento così difficile bisogna riuscire a dare l’idea di essere comunità e di riuscire a interagire con le altre istituzioni del territorio. Un grazie all’azienda ospedaliera Policlinico che si è resa disponibile anche a questa forma di collaborazione, speriamo sia solo la tappa di un percorso più lungo” ha detto il rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino.

    “Il Politecnico come pubblica amministrazione sta dando un bellissimo esempio di attenzione ai suoi dipendenti nel voler analizzare attraverso questa indagine sierologica il rischio concreto di acquisire l’infezione nel setting di un ufficio, visto che da due mesi hanno riaperto tutti gli uffici – ha spiegato il professore Silvio Tafuri, docente di Igiene e responsabile della Control room del Policlinico di Bari - mappare questo rischio è importantissimo anche in vista di ulteriori misure restrittive sulla popolazione”.

  • Al Politecnico nuovo corso di laurea che sfida l'innovazione

    Ingresso amministrazione PolitecnicoEconomia, arte, cultura ma anche formazione nell’81^ edizione della Fiera del Levante. Nel Modulo 1 del Padiglione Nuovo è infatti stato presentato il nuovo corso di laurea Magistrale del Politecnico di Bari in “Industrial Design” alla presenza del Commissario della Fiera del Levante Antonella Bisceglia, del presidente della Camera di Commercio di Bari Alessandro Ambrosi, del Rettore del Politecnico di Bari Eugenio Di Sciascio, di Domenico Laforgia, direttore del dipartimento di Innovazione, Sviluppo economico e Formazione della Regione Puglia e di Annalisa Di Roma, responsabile del corso. Il piano di studi è stato costruito per andare in contro alle necessità del territorio e ai temi del design industriale a livello globale, con l’obiettivo di fornire agli allievi una preparazione adeguata ad affrontare le crescenti sfide dell'innovazione.

    “Ringrazio il Politecnico per la collaborazione che questo assicura alla Fiera del Levante non solo nell'organizzazione di iniziative come quella di oggi, ma per la loro presenza e partecipazione che qualificano il messaggio che l'Ente Fiera cerca di trasmettere”. Così il commissario della Fiera Antonella Bisceglia ha ringraziato i rappresentanti del Politecnico per il loro lavoro finalizzato alla valorizzazione delle eccellenze imprenditoriali e formative del territorio: “Il Politecnico – ha continuato - introduce così il tema dell'innovazione e delle tecnologie come prospettive utili affinché settori tradizionali possano incrementare il loro appeal nei confronti del mercato locale e soprattutto di quello internazionale. Avere qui la loro presenza sui temi della domotica e del design è un segnale del fatto che questa è la direttrice giusta per innovare e incrementare la capacità produttiva e la presenza sul mercato degli imprenditori e dei produttori presenti in Fiera”.

    “Stiamo cercando con la Camera di Commercio di intensificare i rapporti con il Politecnico – ha dichiarato Alessandro Ambrosi - perché dal design ad altro, credo che tutto quello che può sviluppare il know-how del Politecnico può servire tantissimo alle aziende del territorio. Stiamo cercando di metterlo in pratica. E questa à la dimostrazione, una delle tante in cui lavoriamo costantemente a braccetto con il professor Di Sciascio, con tutta l'Università e la Regione. Spero che questa Fiera abbia dimostrato che questi sforzi vanno nell'unica direzione di una crescita del territorio a cui miriamo tutti e cerchiamo di raggiungere”.

    Entusiasta, il Rettore del Politecnico barese, espone i motivi della creazione di un nuovo corso di studi: “Il Politecnico ha attentamente esaminato le opportunità e le prospettive di un tale corso di laurea magistrale e le possibilità di occupazione che questo può portare. E partendo da un dato significativo: nel panorama di corsi di laurea triennali di disegno industriale italiano, il corso barese del Politecnico è il secondo per capacità di occupazione secondo solo al politecnico di Milano.

    È partendo da questo, e dai bisogni del territorio, che abbiamo inteso costruire questo corso. Tutto erogato in lingua inglese proprio per costruire un corso aperto. Perché le università restano un presidio di tecnologia di scienza, ma sono proiettate a ricercare l’obiettivo di costruire realtà e futuro”.

    Ma il nuovo corso di studi sarà un volano per nuove specializzazioni e prospettive per tutto il territorio pugliese, come sottolineato dal professor Domenico Laforgia: “Crediamo che il territorio in questo momento abbia bisogno dei nostri prodotti innovativi. - dice -Il territorio sta facendo dei passi da gigante in ogni direzione e le nostre aziende stanno provando a crescere e a darci risultati.

    Andare a raccogliere i creativi pugliesi e farli lavorare con la specializzazione di una magistrale, per mettersi al servizio del sistema dello sviluppo economico, può voler dire davvero cambiare il volto di questa realtà territoriale e quello di nostre molte aziende. Il politecnico con uno sforzo importante permetterà agli studenti di competere e far competere le nostre aziende a livello nazionale e internazionale”.

    Per la professoressa Di Roma, responsabile del corso, infine “serve investire nei settori che hanno una vocazione di esperire nuove capacità creative nei settori manifatturieri pugliesi. Il nuovo corso ha consolidato un nuovo curriculum nella formazione magistrale, che nasce di intenti come il saper fare tecnico-scientifico, proprio del politecnico di Bari, in tutte quelle discipline che a maggior carattere tecnico ingegneristico e a carattere gestionale riescono a connotare una figura matura che sa combinare la propria cultura già maturata in un percorso triennale. Questo corso si è caratterizzata dalla volontà di matchare le competenze tecniche con le competenze umanistiche che vengono dal mondo del design e dell’architettura”.

  • Aperti i centri antiviolenza delle università baresi

    sportelli antiviolenza universitaSono stati presentati questa mattina, nell’Ateneo barese, i primi due sportelli antiviolenza dell’Università degli studi Aldo Moro e del Politecnico di Bari finanziati dall’assessorato comunale al Welfare e dalla Regione Puglia nell’ambito del programma “Rafforzare la non violenza”. I due presidi informativi rappresenteranno delle antenne territoriali di prevenzione e sensibilizzazione, accoglienza e orientamento degli studenti e dei docenti delle due università.

    L’iniziativa nasce grazie alla collaborazione interistituzionale tra il Comune di Bari, la Regione Puglia e le due università del capoluogo che hanno creduto nell’importanza di ospitare nelle proprie sedi dei punti di ascolto del Centro antiviolenza comunale, attualmente gestito dalla cooperativa Comunità San Francesco, al fine di offrire un presidio per informare, accogliere e sostenere le vittime di violenza ed eventualmente orientare coloro che vi si rivolgono.

    All’inaugurazione sono intervenuti il sindaco Antonio Decaro, il rettore dell’Università Aldo Moro Stefano Bronzini, il rettore del Politecnico Francesco Cupertino, l’assessora al Welfare Francesca Bottalico, la funzionaria regionale referente per l’antiviolenza Giulia Sannolla, la presidente della comunità San Francesco Antonia Cairo e la coordinatrice del Centro Antiviolenza Comunale Marika Massara.

    Con questa iniziativa, seconda in Italia dopo quella avviata a Torino, si consolida l’impegno nel contrasto alla violenza di genere attraverso programmi rivolti, in modo specifico, alle nuove generazioni e mirati a diffondere una cultura che promuova l’autodeterminazione e la libertà delle donne.

    Gli sportelli saranno attivi una volta al mese, a partire dal primo venerdì, dalle ore 9 alle 11, al primo piano del plesso Servizi e Placement del Politecnico di Bari (ingresso da via Orabona 4), e dal prossimo mese di marzo, a partire dal secondo venerdì, dalle ore 9 alle 11, in un’aula da individuare nell’Ateneo barese.

    Le attività, finanziate dall’assessorato al Welfare del Comune di Bari e, in parte, dalla Regione Puglia nell’ambito del programma “Rafforzare la non violenza”, prevedono una serie di azioni innovative, dal cohousing agli inserimenti lavorativi, a percorsi di formazione finalizzati a promuovere l’autonomia delle vittime attraverso un sostegno che consenta loro di raggiungere un maggior empowerment.

    Da tempo il Centro antiviolenza comunale ha avviato percorsi di sensibilizzazione e orientamento nei centri di aggregazione, nei centri sociali per minori, in quelli di ascolto per le famiglie e nelle scuole, anche con la collaborazione della rete Generareculturenonviolente dell’assessorato al Welfare, rivolti ad operatori, insegnanti, educatori e famiglie con l’obiettivo di promuovere culture non violente, educare all’affettività e alle relazioni positive, al rispetto di genere. In particolare, oltre all’apertura di sportelli antiviolenza e antimobbing sul territorio cittadino, sono state già avviate esperienze di autonomia abitativa attraverso il cohousing per donne vittime di violenza e promossi laboratori di destrutturazione degli stereotipi di genere funzionali al riconoscimento della matrice culturale della violenza di genere rivolti ai ragazzi e alle ragazze degli istituti scolastici secondari: nei prossimi mesi, invece, sarà avviato un percorso di formazione specialistica per operatori pubblici e privati del territorio per il rafforzamento della rete di prevenzione e contrasto alla violenza di genere.

    “Il contrasto alla violenza di genere è un impegno che tutte le istituzioni devono perseguire unite per invertire una tendenza drammatica, che solo nel 2019 ha fatto registrare 103 vittime di femminicidio nel nostro Paese - ha esordito Antonio Decaro -. Senza contare un altro dato sconcertante, secondo il quale, nel mese di marzo dello scorso anno, ogni 15 minuti una donna è stata oggetto di violenza. Numeri impressionanti, che ci interrogano su quanto è stato fatto e, soprattutto, su quanto ancora ci resta da fare per bloccare questa spirale impressionante e promuovere un deciso cambio di passo culturale. Nella nostra città in questi anni abbiamo lavorato intensamente da un lato per supportare le vittime che scelgono di denunciare, dall’altro per intercettare anche i casi in cui le vittime non hanno la forza o il coraggio per farlo. Questa collaborazione con le due università cittadine rappresenta un nuovo, importante passaggio del nostro impegno comune, che ci vede ancora una volta andare nei luoghi più rappresentativi della città per cogliere bisogni ed esigenze dei cittadini, e che nei prossimi anni ci vedrà lavorare fianco a fianco per promuovere una nuova cultura del rispetto degli altri, a partire dalle generazioni più giovani”.

    “Il benessere dei nostri studenti e dipendenti, nei luoghi di studio e di lavoro - ha dichiarato Francesco Cupertino - è per noi un elemento fondamentale per la qualità della formazione, dell’attività amministrativa e della ricerca scientifica. Aderiamo con piacere all’iniziativa del Comune di Bari certi di offrire, attraverso lo sportello di ascolto, un servizio prezioso alla nostra comunità. Anzi, ci auguriamo di poter potenziare la collaborazione con le istituzioni che condividono questa visione, perché il Politecnico possa offrire sempre più un ambiente dinamico e stimolante, nel quale si progetta il futuro dei nostri giovani, ma allo stesso tempo essere accogliente e attento alle esigenze di tutti e tutte”.

    “La lotta alla violenza di genere è una emergenza che ha bisogno di impegni concreti per contrastare un fenomeno i cui i numeri continuano ad essere allarmanti - ha aggiunto Stefano Bronzini -. L’Università di Bari partecipa al processo di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e, grazie alla collaborazione con il Comune e la Regione, offrirà uno spazio informativo che, oltre a garantire supporto e assistenza alle donne in difficoltà, servirà a informare ed educare le nuove generazioni sull’importanza e la delicatezza di un argomento troppe volte sottovalutato”.

    “Questa è la seconda esperienza del genere in Italia - ha evidenziato Francesca Bottalico -. Con l’attivazione dei due sportelli nelle università vorremmo che le donne, che vivono la violenza fisica o psicologica sulla loro pelle, si sentissero meno sole. Si tratta di una parte del percorso avviato dall’assessorato al Welfare nell’ambito di un intervento complessivo di contrasto alle violenze di genere composto da presidi di ascolto, tutela e accompagnamento ma specialmente da azioni culturali ed educative rivolte a tutti e a tutte. anche attraverso il supporto della rete generareculturenonviolente. Per questo motivo, dopo aver avviato momenti formativi nelle scuole, creato sportelli nei presidi cittadini del Welfare ed equipe itineranti nei Municipi, ci è sembrato naturale rivolgerci alle università, luoghi di crescita ed emancipazione per migliaia di ragazze e ragazzi. Da subito abbiamo raccolto la piena adesione dei rettori, che ringrazio e con i quali intendiamo ampliare questa collaborazione anche su altri temi come la prevenzione alle dipendenze, nell’interesse dell’intera comunità”.

    È possibile contattare il Centro antiviolenza comunale attraverso il numero verde 800 202330 e il numero attivo h24 328 8212906.

  • Architetti neolaureati del Politecnico vincono premio a Catania

    Castello di Ginosa r 1 2La tesi di laurea in architettura, “The Norman Castle of Ginosa (Taranto)”, dedicata al progetto di salvaguardia e valorizzazione del castello normanno di Ginosa ha conseguito il primo posto, Premio di architettura Fondazione Inarcassa/Cicop Italia onlus, ex-aequo alla tesi belga “Pont des Trous, Tournai (Belgium)” al concorso della Biennale del Restauro Architettonico e Urbano, BRAU 4, edizione 2018.

    La tesi di laurea, premiata dalla commissione giudicatrice, in una apposita cerimonia a Catania, nel Palazzo della Cultura, giovedì scorso, 19 aprile, è stata elaborata dai sei neo architetti del Politecnico di Bari: Martino Marasciulo (Fasano), Angela Colamonico (Santeramo), Carla Castellana (Putignano), Antonio Albanese (Locorotondo), Federica Fiorio (Bitonto), Federica Allegretti (Monopoli).

    Tale riconoscimento va ad arricchire il corposo palmares di riconoscimenti e premi ottenuti in Italia e all’estero da questo lavoro di tesi, a testimonianza della qualità e del rigore della sua proposta progettuale.

    Nella stessa manifestazione, il Politecnico di Bari, ottiene anche il terzo posto del podio grazie al riconoscimento ottenuto dalla tesi di laurea dedicata al centro antico di Locorotondo (Bari).Ex-aequo alle tesi di laurea in gara dell’Università di Firenze e dell’Università “Aristotele” di Salonicco (Grecia), la tesi dei laureati del Poliba propone le linee guida per il recupero del centro storico della città del sud-est barese attraverso strategie unitarie di intervento. Il lavoro di laurea è stato realizzato dai neo-architetti: Roberta Quaranta (Bari), Antonio De Liddo (Bari), Annalisa Cascione (Bitetto), Caterina Anelli (Rutigliano), Giorgio Maria Bevilacqua (Foggia), Serena Cellie (Brindisi). Tale ricerca di laurea si era già proficuamente distinta al XXVII Seminario internazionale di Architettura e Cultura Urbana Ricostruzione e innovazione di Camerino (Macerata) lo scorso anno.

    Entrambi i lavori premiati a Catania sono stati realizzati all’interno del Laboratorio di laurea in Restauro Architettonico. Coordinatore/relatrice delle due tesi: prof. Rossella de Cadilhac, docente del Poliba.

    Le Aree tematiche previste per la partecipazione alla Biennale per il corrente anno sono state: 1. Progetti di manutenzione permanente di piccole città. 2. Interventi di riqualificazione globale di Complessi Monumentali, sezione, questa, a cui hanno partecipato i neo laureati premiati Poliba. 3. Strategie per la riappropriazione degli edifici dimessi ubicati nei centri urbani ed extra-urbani; archeologia industriale. 4. Interventi sul patrimonio edilizio moderno.

    Tutti gli elaborati premiati nell’edizione 2018 saranno esposti in tutti i Paesi e le città partecipanti alla Biennale del Restauro BRAU4. Circostanza questa, che consentirà ai premiati una grande visibilità e opportunità di apertura professionale.

  • Arpa e Politecnico insieme per combattere l'inquinamento

    Politecnico di Bari ingressoRicerca scientifica, studi per la prevenzione e la tutela ambientale, soluzioni tecnologiche innovative applicabili presso gli insediamenti produttivi regionali al fine di prevenire e ridurre l’inquinamento, didattica e formazione, borse di studio, tesi di laurea, stage e tirocini formativi per studenti e neo laureati, sono gli ingredienti che caratterizzeranno la collaborazione strategica tra il Politecnico di Bari e l'Arpa Puglia, l'Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell'Ambiente, per i prossimi sei anni.

    L'intesa, contenuta in un apposito accordo quadro, è stata sottoscritta questa mattina nella Sala del Consiglio del Poliba dal rettore del Politecnico, Francesco Cupertino e dal direttore generale dell'Arpa Puglia, Vito Bruno.

    Sono intervenuti inoltre, i docenti del Poliba: Massimo La Scala, Giovanni Mummolo, Vito Gallo, Umberto Fratino, Nicola Martinelli, e per l'Arpa Puglia il direttore scientifico Vincenzo Campanaro, il direttore del Dipartimento di Taranto, Vittorio Esposito, la dirigente dell’Unità operativa semplice (Uos) Servizio Tecnologie della Sicurezza e Gestione dell’Emergenza Emanuela Laterza, il direttore responsabile del Centro Regionale, Nicola Ungaro e la responsabile del settore Attività formative, Michela Elia.

    Il Politecnico di Bari e l’Arpa, per lo svolgimento delle attività di ricerca, sviluppo tecnologico ed innovazione, intendono attuare, con la firma dell'accordo quadro, forme di collaborazione sempre più aderenti alle esigenze del territorio regionale con particolare riferimento alle problematiche ambientali degli insediamenti industriali presenti in Puglia.

    Il Poliba, che ha tra i propri fini istituzionali la formazione, la ricerca, il trasferimento tecnologico al sistema socio-economico del territorio favorirà e potenzierà tale collaborazione anche attraverso progetti di ricerca in partnership nazionali ed internazionali. In particolare Politecnico e Arpa Puglia prevedono iniziative di ricerca di base ed applicata sugli elementi dell’ambiente fisico sui fenomeni di inquinamento, sulle condizioni generali di rischio ambientale nel corretto uso delle risorse naturali e sulle forme di tutela dell’ecosistema.

    «Viviamo in un’epoca di grandi cambiamenti – commenta il rettore del Politecnico, Francesco Cupertino – in cui la tecnologia e l’innovazione avranno un ruolo sempre più determinante nella società e la Puglia è una regione ricchissima di risorse, un laboratorio privilegiato per sperimentare modelli di sviluppo sostenibile. Il caso Taranto – aggiunge il rettore – ha dimostrato drammaticamente come il precedente modello di sviluppo sia finito, ma allo stesso tempo rappresenta una grande opportunità per chi ha imparato la lezione e vuole cambiare passo. Per queste ragioni – conclude Cupertino – collaboriamo con Arpa Puglia, un punto di riferimento per la tutela dell’ambiente nel Territorio, intorno al quale potremo aggregare istituzioni, enti, imprese e associazioni che condividono gli stessi obiettivi e che hanno compreso il valore di un ecosistema fondato sull’innovazione».

    L'accordo quadro, a cui seguiranno specifici accordi attuativi su materie di studio e progetti, instaura un rapporto di collaborazione strategico di lungo termine, rinnovabile, nel quale le attività condotte dal Politecnico di Bari si integreranno con le corrispondenti attività e servizi erogati dall’Arpa dedicate soprattutto alla prevenzione e tutela ambientale, alla salute dei cittadini, al corretto uso delle risorse naturali e tutela dell'eco-sistema.

    “Questa iniziativa – ha dichiarato Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia - rientra nell'ambito delle attività promosse dalla Direzione generale dell'Agenzia, per consolidare e rafforzare la capacità di fare sistema con soggetti pubblici della ricerca così da integrare la funzione tipica di controllo dell’Agenzia con l’attività di studio e ricerca orientate verso tecnologie innovative finalizzate al monitoraggio delle varie matrici ambientali. Un’Arpa rinnovata e proattiva nella transizione verso la sostenibilità, proiettata verso nuovi traguardi, in sinergia con il Politecnico di Bari”.

    La collaborazione scientifica tra Politecnico e Arpa consentirà anche di riversare le esperienze maturate al Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale (Snpa) del quale l’Arpa Puglia è parte integrante.

  • Bari e la Cina, si profila una fruttuosa collaborazione

    Comune BariNella mattinata di ieri il vicesindaco Eugenio Di Sciascio ha ricevuto a Palazzo di Città Luigi Yao, responsabile in Italia del Consiglio cinese per la promozione del commercio e degli investimenti internazionali (CCPIT). L’incontro è stato promosso dall’Istituto di cooperazione con i Paesi terzi (ICPT) presieduto dal prof. Giuseppe Pace, che nel 1986 supportò il Comune di Bari nella sottoscrizione del gemellaggio con la città di Canton in Cina.

    Fondato nel 1952, il Consiglio cinese per la promozione del commercio internazionale è l’agenzia nazionale di promozione degli investimenti e del commercio estero. Con 32 sedi nel mondo, 23 articolazioni settoriali, 600 filiali in Cina e 150.000 imprese associate, il CCPIT rappresenta e supporta l’industria nazionale cinese ed elabora le strategie e le politiche di investimento all’estero.

    Tra i compiti principali, l’attuazione delle strategie di sviluppo nazionali, la definizione degli investimenti bilaterali e la cooperazione economica e tecnologica, la promozione della cooperazione commerciale all’estero, l’organizzazione di delegazioni commerciali ed economiche di alto profilo all’estero, la partecipazione alle fiere commerciali e conferenze all’estero, la partecipazione agli affari del Bureau International des Expositions (BIE) e del World Expo per conto del governo cinese e la formazione e la consulenza strategica per le imprese cinesi.

    L’incontro è stato organizzato nell’ambito del rapporto di cooperazione bilaterale tra Italia e Cina (definito dall’accordo della Nuova Via della Seta) e tra il Comune di Bari e la città di Canton (rinnovato lo scorso mese con la visita del vicesindaco Di Sciascio in Cina) e ha visto il CCPIT manifestare la volontà di approfondire le potenzialità della città di Bari in termini di ricerca e sviluppo, dotazione infrastrutturale e industriale, cultura e turismo.

    Al centro del confronto l’articolazione del sistema universitario, la collaborazione con l’azienda cinese Huawei sulle nuove tecnologie, la vocazione commerciale della nostra città, di cui la Fiera del Levante rappresenta la storica espressione, la centralità delle infrastrutture aeroportuali e portuali che hanno consentito una significativa crescita turistica internazionale, che potrà ulteriormente qualificarsi attraverso il volo diretto per la Cina attualmente in fase negoziale.

    “Ritengo che Bari possa e debba cercare sempre più una sua identità internazionale - ha commentato Eugenio Di Sciascio -, sia per veicolare la sua immagine a fini turistici - sebbene in crescita, il mercato cinese è ancora ricco di potenzialità - sia per cogliere le opportunità che si aprono sul piano industriale. Ho annotato con piacere la volontà della delegazione cinese di guardare strutturalmente a interazioni con le città italiane andando oltre il binomio Roma-Milano. Ora tocca a noi impegnarci per costruire proposte concrete che ci consentano di valorizzare al meglio i canali creati”.

    L’agenda del CCPIT prevedeva, dopo la visita al Comune di Bari, incontri bilaterali con Regione Puglia, Confindustria Bari-BAT, Università degli Studi di Bari, Politecnico di Bari.

  • Dal Politecnico di Bari il nuovo presidente di Urban

    Martinelli NicolaIl prof. Nicola Martinelli, ordinario di Urbanistica presso il DICAR – Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura del Politecnico di Bari è il nuovo presidente dell'associazione nazionale, “Urban@it - Centro nazionale di studi per le politiche urbane”. Lo ha deciso l'Assemblea dei Soci lo scorso 29 gennaio. Subentra nell'incarico al prof. Valentino Castellani, già Sindaco di Torino.

    Costituita nel 2014, sede a Bologna, “Urban@it – Centro nazionale di studi per le politiche urbane”, è un’associazione composta da 16 Università italiane: Università di Bologna, Politecnico di Milano, Università Milano Bicocca, Università Luigi Bocconi di Milano, Università Iuav di Venezia, Università di Firenze, Università La Sapienza di Roma, Università Roma Tre, Università Federico II di Napoli, Politecnico di Bari, Politecnico di Torino, Università della Basilicata, Università Aldo Moro di Bari, Gran Sasso Science institute, Università di Genova, Università di Torino e dalla Società Italiana degli Urbanisti (SIU).

    Mission. Il Centro si candida – dice il prof. Martinelli - a costruire e consolidare un rapporto forte e di reciproca alimentazione tra il mondo della ricerca, delle istituzioni, della produttività e della cittadinanza attiva attorno al tema delle politiche urbane. Esso aspira a qualificarsi come centro qualificato al servizio delle città e della pubblica amministrazione, proponendosi di convogliare la ricerca, universitaria e non, al fine di alimentare programmaticamente l’innovazione nelle politiche pubbliche.

    La Puglia. “Urban@it” è attualmente impegnata nel territorio regionale in qualità di consulente scientifico con il Progetto di Adisu Puglia, “Puglia regione universitaria: studiare e vivere in città accoglienti e sostenibili”. Il Progetto prevede che i quattro Atenei Pugliesi: Poliba, Uniba, Unisal, Unifg, approfondiscano dei temi di ricerca osservandoli a partire dalla realtà delle città universitarie pugliesi al fine di ricostruire il rapporto università e città in tema di Diritto allo Studio e proporre, nel concreto azioni, politiche e progetti tra quelli di competenza dell’Assessorato regionale all’Istruzione e dell’Adisu.

    Urban@it, inoltre, con l’Alleanza per lo sviluppo sostenibile (ASviS) è impegnato per la realizzazione del progetto “Strategie sostenibili per un’Agenda metropolitana” con la Città Metropolitana di Bari (progetto finanziato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare).

  • Dal Politecnico uno spazio eventi in piena sicurezza

    Politecnico cartello campusSin dalle prime disposizioni governative, dovute all’emergenza COVID 19, il Politecnico di Bari ha dovuto riorganizzare e rimodulare le sue attività: dal lavoro interno dei suoi dipendenti (smart-working) alla didattica per gli studenti, ponendosi, da subito, anche a servizio al territorio. L’iniziativa del Poliba, RIAPRO, ha consentito alle aziende private la consulenza necessaria per la riconversione e la produzione di accessori di protezione anticovid, ma ha anche permesso studi e sperimentazioni su dispositivi e nuovi materiali.

    E’ nel solco di supporto e consulenza scientifica al territorio, alle aziende, anche di altro settore, tenute a rispettare le norme sulla sicurezza nell’ambito delle proprie attività, che si pone l’accordo (unico nel suo genere) del Politecnico con la società barese, “Spazio Eventi”, leader nazionale nel settore dell’organizzazione di eventi pubblici; unica azienda del Sud ad aver organizzato nel 2017 alcuni degli eventi dell’ultimo G7, tenutisi a Roma, per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

    L’accordo prevede la realizzazione di un nuovo modello di gestione degli eventi ai tempi del coronavirus che stabilisca scientificamente le linee guida e le prassi concrete per organizzare un evento sicuro: dalla gestione efficace all’allestimento funzionale.

    Nello specifico, l’accordo, prevede la progettazione e la consulenza architettonica di luoghi, percorsi, procedure, nonché le indicazioni che la società di servizi dovrà tenere in considerazione al fine di organizzare eventi, anche di grandi dimensioni.

    L’intesa, sottoscritta dal Rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino e dall’amministratore di “Spazio Eventi”, Vittorio Rinaldi, potrà contare sulle competenze tecnico-scientifiche di un pool di esperti e ricercatori coordinati dal pro Rettore, Loredana Ficarelli e sul know how organizzativo e gestionale della stessa società.

    L’accordo segna un impegno importante su entrambi i fronti: quello accademico, che mette a disposizione le proprie conoscenze scientifiche ed i propri esperti, e quello imprenditoriale che, nonostante il momento di crisi e di instabilità, vuole investire risorse economiche e professionali per un nuovo modello di gestione degli eventi, fiere e congressi replicabile su larga scala.

    Entrambe le parti, dovranno, di volta in volta, prendere in considerazione, ai fini del progetto dell’evento: forme e dimensioni, materiali, distanziamento tra le persone, vie di accesso dedicate, limitazione del numero degli ingressi, utilizzo di sistemi di prenotazione e assegnazione posti on line, percorsi interni differenziati, sanificazione costante, riciclo e filtro dell’aria negli ambienti chiusi, disposizione in sicurezza delle sedute in platea.

    Particolare rilevanza potrà assumere, da subito, la spendibilità della collaborazione di “Spazio Eventi” con il Politecnico nell’ambito della progettazione e allestimento degli spazi della prossima edizione della Fiera del Levante, in programma a Bari ad ottobre, di cui la società “Spazio Eventi” e allestitore ufficiale o della location, Cava del Sole, dedicata a Matera Capitale della Cultura 2019.

  • Emergenza mascherine, in campo anche il Politecnico di Bari

    mascherinaIl Politecnico di Bari ha costituito un gruppo di lavoro che fornisce indicazioni utili alle aziende che vorrebbero convertire la loro attività nella produzione di dispositivi per affrontare e contenere la diffusione del COVID19, da destinare alla popolazione e al personale sanitario.

    La risposta delle imprese è stata massiccia: in dieci giorni sono arrivate 165 domande da tutte le province pugliesi ma anche da altre regioni, come Basilicata e Campania. Per la maggior parte si tratta di piccoli produttori dei settori tessile, confezionamento, lavorazione di materiale plastico. «Stiamo facendo una ricognizione delle capacità produttive di queste aziende - spiega il rettore del Politecnico, Francesco Cupertino - per poter arrivare rapidamente ad un prodotto sicuro e di qualità».

    Il gruppo di lavoro, chiamato RIAPRO (Riconversione Aziendale per la Produzione di DPI) è formato da docenti, ricercatori e imprenditori e lavora in collaborazione con la Regione Puglia e con tutte le autorità competenti. I primi campioni sono già in fase di realizzazione. «In questo momento difficile, abbiamo messo le nostre competenze a disposizione della Regione e del Paese – dice il rettore Cupertino – per dare un contributo alla gestione dell’emergenza. Stiamo gestendo una quantità enorme di richieste – aggiunge il rettore – nonostante le difficoltà del momento, mentre siamo contemporaneamente impegnati a garantire in modalità telematica lezioni, sedute di laurea, segreterie studenti e ogni altra attività didattica, di ricerca e di rapporti con il territorio, con un grande sforzo del nostro personale». Per consentire un rapido scambio di informazioni e buone prassi, è stata anche costituita una cabina di regia a livello nazionale, della quale fanno parte i rettori di numerose università, da Nord a Sud.

    In Puglia, come in altre regioni, c’è una forte esigenza di riconfigurazione di imprese per la produzione di sistemi di protezione, mascherine e anche tute, camici, visiere e gambali. Il Consiglio dei Ministri ha introdotto norme che semplificano la certificazione dei dispositivi, soprattutto per le mascherine filtranti destinate alla popolazione ma, per i dispositivi destinati al personale sanitario, è necessaria una autorizzazione a produrre da parte di ISS (Istituto superiore di sanità).

    Il bando ministeriale dei dicasteri per lo Sviluppo economico, dell’Università e Ricerca e dell’Innovazione stimola il ruolo delle Università come laboratori per la certificazione della conformità tecnica e a livello locale il Politecnico di Bari sta lavorando a stretto contatto con l’Università di Bari, per tutti gli aspetti chimico-biologici e medici. Intanto, la cabina di regia nazionale sta cercando di definire una linea comune alle università per la certificazione. Allo stato attuale, il Politecnico di Bari ha messo a punto una specifica tecnica per la produzione di mascherine filtranti destinate alla popolazione, concordata con la Protezione Civile e alla quale le aziende interessate possono attenersi http://www.poliba.it/it/ateneo/riapro-riconversione-aziendale-la-produzione-di-dpi .

  • Il Politecnico alle urne in completa modalità online

    Cupertino FrancescoChiamata alle urne, per la prima volta in modalità totalmente on line, per la comunità studentesca del Politecnico di Bari. Il 15 e 16 dicembre prossimi si svolgeranno le elezioni per il rinnovo dei rappresentanti degli studenti negli organi di governo dell’ateneo, ossia il Senato accademico e il Consiglio di amministrazione, nel Consiglio degli studenti, nei Consigli di dipartimento; nel consiglio di amministrazione dell’Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario (Adisu) e nel Comitato per lo sport universitario. Sono 73, in totale, i membri da eleggere per il prossimo biennio accademico, distribuiti tra la sede di Bari e quella di Taranto.

    «È un gesto estremamente facile, visto che si potrà votare anche con lo smartphone, eppure molto importante – commenta il rettore, Francesco Cupertino – perché stiamo chiamando gli studenti a scegliere chi, tra di loro, ritengono i più adatti a partecipare alle scelte di governo del Politecnico in un periodo storico eccezionale. Infatti stiamo progettando – aggiunge il rettore – il futuro del nostro ateneo con grande determinazione e ottimismo, consapevoli della nostra missione per lo sviluppo del Territorio e del Paese, nonostante l’incertezza della situazione generale attuale. In questa fase così importante – conclude Cupertino – tutta l’attenzione è rivolta all’eccellenza della formazione e alle opportunità di lavoro che possiamo offrire agli studenti, perché senza di loro non esisteremmo».

    Per sottolineare il legame particolare con i ragazzi, il rettore Cupertino ha voluto che si organizzasse una tribuna elettorale on line, una novità anche questa. I candidati, due rappresentanti per ogni lista, sono stati convocati per giovedì 10 dicembre su webex: ogni coppia di candidati risponderà a quattro domande sui temi degli spazi per gli studenti; orientamento e placement, diritto allo studio e, infine, un contributo libero di idee sul Politecnico del futuro. Un confronto a tutto campo, quindi, con il rettore stesso nei panni del moderatore. La tribuna elettorale, aperta al pubblico, sarà trasmessa su @PolibaOfficial - la pagina Facebook del Politecnico di Bari.

  • Il Politecnico di Bari mette nel mirino la costa di Monopoli

    Monopoli Porta VecchiaDopo la rigenerazione della spiaggia di Porta Vecchia, all’esterno della cinta muraria della città, curata dal Comune di Monopoli, è stata avviata una collaborazione tra il Politecnico di Bari e l’amministrazione comunale per il monitoraggio dell’intervento.

    Ieri pomeriggio, 29 agosto, è stata installata nella sua posizione definitiva la Web Cam per il monitoraggio della linea di riva. La Web-Cam ogni tre ore acquisirà uno scatto della spiaggia. La sommatoria delle immagini acquisite consentirà lo studio del fenomeno e darà indicazioni sulle soluzioni sinora adottate con relativi tempi di vita. Inoltre, e soprattutto, permetterà l’individuazione di nuove strategie che possano rendere più stabile la spiaggia e consentano interventi di ricarica sempre più rarefatti (con riduzione dei costi) e di basso impatto ambientale.

    La consapevolezza che l’intervento non possa costituire una soluzione permanente, ma di durata limitata nel tempo, nulla toglie al successo ottenuto nella corrente stagione estiva ed è testimoniato dalle centinaia di cittadini che sono tornati ad affollare una delle spiagge libere simbolo della città. La rigenerazione della spiaggia, ormai del tutto scomparsa anche a seguito delle recenti mareggiate estive, è stata effettuata utilizzando sedimenti prelevati dai fondali a basse profondità.

    Il monitoraggio e lo studio da ieri avviato a Monopoli, in collaborazione con l’amministrazione civica locale, è incluso fra le azioni del progetto STIMARE. Il Progetto, di durata biennale, finanziato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, elaborato e promosso dal Politecnico di Bari e dall’Università di Bologna con il coinvolgimento diretto dei comuni di Margherita di Savoia (Puglia) e Riccione e Cervia (Emilia-Romagna) mira all’individuazione di strategie innovative per contrastare il rischio dell’erosione costiera. Il progetto è coordinato, per la Puglia, dal prof. Leonardo Damiani del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e Chimica del Poliba.

  • Il rettore del Politecnico di Bari tra le 100 eccellenze italiane

    Cupertino FrancescoC’è anche il Rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino, professore Ordinario di Convertitori, Macchine e Azionamenti Elettrici, distintosi per il settore dell’Ingegneria Elettronica, tra le cento personalità selezionate per il premio le “100 Eccellenze Italiane”.

    Il riconoscimento proviene dalla proposta segnalata dall’Osservatorio delle Eccellenze Italiane della casa editrice RDE e designate dal Comitato di Redazione con la sovrintendenza di un Comitato d’Onore, (Presidente, Aldo Carosi, Vicepresidente Vicario della Corte Costituzionale).

    L’apposita cerimonia, organizzata dall’Associazione LIBER, si è tenuta lo scorso giovedì, 5 dicembre a Roma, nella rinomata Sala della Protomoteca del Campidoglio.

    Gli organizzatori dell’iniziativa hanno voluto anche per il corrente anno premiare i 100 protagonisti e le istituzioni della migliore Italia, in virtù del prezioso contributo recato da ciascuno di essi alla crescita del nostro Paese.

    I settori da cui provengono i cento protagonisti sono: ricerca, medicina, turismo, beni culturali, sport, agroalimentare, enogastronomia, fashion, ingegneria, design, arredamento, architettura, edilizia, meccanica, ingegneria, domotica, cantieristica navale, automobile, scultura, pittura, fotografia, filosofia, poesia, diritto, economia, finanza, servizi, ambiente, sociale, musica, cinema, teatro.

  • Inquinamento a bari, l'Ue finanzia progetto del Politecnico

    Politecnico di Bari ingressoNell’ambito del programma di ricerca Information and Communication Technologies - Horizon 2020, l’Unione Europea ha finanziato con oltre 8,5 milioni di euro “Passepartout”, iniziativa “innovation action”. Al progetto, che rientra tra i programmi di H2020 in cui sono coinvolti 18 partner di 10 nazioni, partecipa anche il Comune di Bari, assieme al Politecnico (dipartimenti di Ingegneria elettrica e dell’Informazione e di Meccanica, Matematica e Management) e all’Università degli Studi “Aldo Moro” (dipartimento interateneo Uniba e Poliba di Fisica), e al Cork Institute of Technology irlandese (coordinatore di progetto), la Technical University di Vienna, la Technical University di Monaco e ad aziende internazionali come la Ecospray Technologies, azienda italiana leader nei sistemi di depurazione, idraulica navale e biocombustibili, e la Nanoplus (Germania), leader nella realizzazione di laser a semiconduttori.

    Passepartout nasce per realizzare il primo sistema tridimensionale per il monitoraggio di inquinanti e il controllo della qualità dell’aria e dei processi industriali in grado di operare su un’area urbana: sarà costituito da un network IOT di sensori di gas ottici, innovativi e ad alte prestazioni, montati su stazioni fisse, su veicoli circolanti e su droni. Il network fornirà informazioni in tempo reale sulla concentrazione di gas inquinanti, quali ossidi di azoto (NOx), anidride solforosa (SO2), ammoniaca (NH3), metano (CH4), monossido di carbonio (CO), anidride carbonica (CO2) e particolato atmosferico all’interno delle aree urbane. Il progetto, inoltre, consentirà ai cittadini di conoscere le aree urbane a maggior livello di inquinamento e i percorsi alternativi da percorrere attraverso l’uso di una app dedicata. Parte delle attività di sperimentazione e validazione si terranno proprio nella città di Bari con il supporto dell’amministrazione comunale.

    Ai partner baresi di Passepartout sono stati riconosciuti circa 1 milione 300mila euro: 605mila euro al Politecnico, 620 mila euro all’Università Aldo Moro e 50mila euro al Comune di Bari.

    “L’inquinamento atmosferico, costituito da gas tossici e particolato, è una delle principali cause di mortalità prematura - afferma Vincenzo Spagnolo, docente di Fisica del Poliba -. Si stimano oltre 4 milioni di morti all’anno a causa di ictus, malattie cardiache, cancro ai polmoni e problemi respiratori cronici”.

    “Il 97% delle città dei Paesi a basso e medio reddito, con più di 100.000 abitanti - aggiunge Pietro Patimisco, docente di Fisica dell’Università di Bari - non soddisfa le linee guida sulla qualità dell’aria dell’Organizzazione mondiale della sanità”.

    “Essere la prima città in cui verrà testato questo framework di sensori innovativi per il controllo della qualità dell’aria - sostiene il vicesindaco Eugenio Di Sciascio - è motivo di orgoglio per la città di Bari. Il progetto si inserisce perfettamente nel programma che punta a rendere Bari una città sempre più smart e senziente per migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini”.

    Per queste ragioni sono già previsti test di sensori del network nel Campus universitario barese e nelle vicinanze del porto di Bari, così come in Irlanda, presso l’osservatorio del Black Castle. 

  • Investimenti per l'ambiente, numeri da record "certificati" dal Politecnico

    Ingresso amministrazione PolitecnicoL'80% delle imprese italiane con oltre 80/100 dipendenti dichiara di impegnarsi in iniziative di Corporate Social Responsibility (CSR), per un investimento globale che ha raggiunto la cifra record di 1 miliardo e 122 milioni di euro.

    È questo uno dei dati del VII Rapporto sulla Responsabilità Sociale d'Impresa (RSI) in Italia, presentato questa mattina presso il Politecnico di Bari, con la partecipazione di Ferrovie dello Stato Italiane.

    Realizzata dall'Osservatorio Socialis, in collaborazione con l'Istituto Ixè, con il sostegno di FS Italiane, l’indagine evidenzia i terreni di maggiore impegno dichiarati dalle aziende impegnate in CSR anche nel Nord: coinvolgimento dei dipendenti, attenzione all'ambiente, lotta agli sprechi, ottimizzazione dei consumi energetici e ciclo dei rifiuti.

    "Per quanto concerne il terreno prescelto per le proprie attività di responsabilità sociale ­- ha spiegato Roberto Orsi, direttore dell'Osservatorio Socialis - a parte l’interno dell’azienda (scelto dall'83% delle aziende) le altre attività di CSR si concentrano in prima battuta sul territorio locale dell’azienda (36%); solo il 9% sceglie di intervenire all'estero. Dunque con la CSR le aziende cercano anche un miglioramento nei propri 'rapporti di vicinato' ”.

    È in questo contesto che con il progetto University Program, avviato in collaborazione con l'Osservatorio Socialis, FS italiane porta la propria esperienza di azienda orientata alla responsabilità sociale e si mette a disposizione degli studenti che vogliono esplorare attraverso la loro tesi di laurea i tanti aspetti dell'attività dell'azienda nel sociale.

    "Più un’impresa è grande - ha spiegato Fabrizio Torella, Responsabile Corporate Shared Value di FS Italiane – maggiore è la responsabilità sociale verso il Paese. Da sempre le Ferrovie hanno accompagnato lo sviluppo sociale, culturale ed economico dell’Italia e ora in un momento di prolungata crisi economica internazionale, che ha determinato nuove povertà e inarrestabili flussi migratori, la responsabilità che sentiamo è quella, partendo dalle nostre attività core, di dare un fattivo e concreto contributo allo sviluppo e alla coesione sociale. Per questo stiamo realizzando all’interno delle stazioni un nuovo modello di welfare basato sulla sussidiarietà circolare d’intesa col Terzo Settore e gli Enti Locali, che si  concretizza in numerose iniziative: gli Help Center e i centri di accoglienza, il riutilizzo di circa 500 stazioni per scopi sociali, ambientali e culturali, il recupero delle linee dismesse in piste ciclopedonali (Progetto Greenways), che creeranno occupazione e sviluppo territoriale  nel segno della mobilità e del turismo sostenibili.  Su questi temi segnalo, #opentreno, il blog dedicato alla sostenibilità e tanto altro. C’è bisogno di tutti, delle grandi e delle Piccole Medie Imprese (PMI), del Terzo Settore e delle Istituzioni locali, centrali ed europee per un grande patto della solidarietà: è questo il modo in cui intendiamo la CSR”.

    “Al Politecnico di Bari pensiamo che la CSR sia un tema chiave nella gestione d’impresa. Le imprese sostenibili, oltre a far bene alla società, sono più innovative e, sempre più spesso, sono premiate da clienti più consapevoli.” Così si esprime Pierpaolo Pontrandolfo, docente del corso di Business e sostenibilità, uno fra gli insegnamenti che al Politecnico espongono gli studenti ai temi della sostenibilità economica, ambientale e sociale. “Da alcuni anni, nell’ambito di Business e sostenibilità, - continua - i futuri ingegneri gestionali ibridano teoria e pratica grazie alle strette relazioni costruite nel tempo con le imprese del territorio. Già molto prima che, da solo qualche mese, il recepimento della direttiva comunitaria 2014/95 rendesse obbligatorio per le grandi imprese comunicare il proprio impegno sulla sostenibilità, alcune decine di Piccole Medie Imprese (PMI) locali, insieme con gli studenti di Business e sostenibilità, hanno svolto un percorso preparatorio alla predisposizione del report di sostenibilità. La Puglia - conclude Pontrandolfo - mostra segnali inequivoci di sensibilità ai temi oggi discussi”.

    FS italiane. L’impegno sociale in Puglia. In Puglia abbiamo al momento 15 stazioni date in comodato e due Help Center attivi a Foggia e Bari. Dall’ultimo Rapporto dell’Osservatorio Nazionale sul Disagio e Solidarietà nelle Stazioni l’Help Center di Bari ha erogato circa 117.000 interventi sociali e accolto nell’ultimo anno circa 2.000 persone disagiate. Tra le best practices di riuso delle stazioni segnaliamo Grumo Appula, centro sociale polifunzionale in particolare dedicato all’accoglienza di bambini con patologie autistiche, Canne della Battaglia, dedicata ad attività culturali legate alla famosa battaglia, Santeramo in Colle per le attività sociali, Ginosa Marina per il turismo.

  • Neolaureati del Politecnico premiati per uno studio su Locorotondo

    neolaureati locorotondoAnno Domini 1531. Piccoli appezzamenti coltivati dalle forme spesso irregolari irrompono qua e là tra fitto bosco, macchia mediterranea e pascolo sull’altopiano delle Murge del sud-est della Puglia, denominato Valle d’Itria. Alcuni poderi sono presidiati da piccole costruzioni rurali ad uso ricovero di forma conica: i trulli. Verso nord, su un evidente rilievo, è arroccato un castello. Distinte, alleate mura, frammentate da otto torri, percorrono e cingono, come una corona, la città di Locoretondi.

    Questa fu la prospettiva che ebbe Joan Vaguer, segretario della commissione spagnola, incaricato a svolgere un’inchiesta fiscale sui feudi e sui beni dei ribelli (così fu reputata la città pugliese dalla Corona di Spagna) quando arrivò nei pressi della città. Al fine di una ridistribuzione di tali beni ad altri feudatari di provata fedeltà, Locoretondi – annota Vaguer - conta solo cento fuochi (famiglie) e non più trecento dopo i recenti fatti di guerra legati alla 1°conflitto tra Carlo V di Spagna e Francesco I di Francia per il dominio dell’Italia.

    Anno Domini 2017. Di quella documentata visione cinquecentesca della città non resta più traccia: il castello aragonese, di forma quadrangolare, le mura, le torri di presidio nell’intorno. Lo ricorda solo lo stemma comunale: una Torre. Ciò che resta invece della contemporanea Locorotondo (oggi, circa 14 mila abitanti, quasi 500 nel centro storico) è il contenuto che quel castello, mura e torri hanno difeso per oltre trecento anni: il centro antico, cuore della sua memoria, della sua architettura unica, famosa in Italia e all’estero.

    Tuttora esso conserva un forte carattere identitario, per la particolarità del luogo, l’inscindibile legame con il contesto ambientale, l’unicità del rapporto con il paesaggio agrario ridisegnato dai terrazzamenti delimitati da muretti a secco in pietra calcarea, la singolarità dell’assetto urbano, dei materiali impiegati, delle tecniche costruttive tradizionali adottate.

    L’immagine del centro antico sedimentata nella memoria collettiva è affidata alla coralità dell’edilizia minuta e le “Cummerse”, costruzioni con il tetto spiovente, distinguono e rappresentano la città antica. Le Cummerse, in particolare, costituiscono per il lavoro di tesi il punto cruciale, essendo considerate come il patrimonio fondamentale di Locorotondo, e avendo il lavoro messo in evidenza l’urgenza di sottoporle a tutela.

    Le scale a mignano, gli sporti di gronda, gli apparati decorativi a corredo delle aperture, gli infissi tradizionali, le ringhiere, le ferrate, sono altrettanti elementi che concorrono a caratterizzare l’aspetto di Locorotondo che, per la sua singolarità, impone misure di salvaguardia.

    Locorotondo è un insediamento solo apparentemente ben conservato, in realtà a rischio di progressivo degrado, soprattutto antropico, per l’inadeguatezza dell’edilizia di base a rispondere ai moderni standard abitativi e soggetto a interventi e riusi spesso impropri che rischiano di compromettere irreversibilmente l’elevata qualità architettonica e ambientale dell’organismo urbano.

    Si pongono dunque delicati problemi di tutela e utilizzo che impongono una riflessione sulla necessità di un mirato recupero finalizzato ad una corretta fruizione attenta a preservare quei caratteri che fanno di Locorotondo un unicum irripetibile.

    Nella convinzione che il centro antico della cittadina murgiana costituisce una preziosa eredità di cultura materiale e di valori testimoniali, nell’interesse della sua difesa culturale ed architettonica nel Politecnico di Bari, si è sviluppata una tesi di laurea che ha impegnato per un anno sei studenti di architettura: Roberta Quaranta (Bari Palese), Antonio De Liddo (Bari), Annalisa Cascione (Bitetto), Caterina Anelli (Rutigliano), Giorgio Maria Bevilacqua (Foggia), Serena Cellie (Brindisi). Coordinatore e Relatore: prof. Rossella de Cadilhac, docente Poliba di restauro architettonico.

    La qualità del lavoro di ricerca svolto ha meritato una Menzione speciale e diritto di pubblicazione su “Architettura e Città” in occasione del XXVII Seminario internazionale Premio di Architettura e Cultura Urbana, SACU 2017, su “Ricostruzione e innovazione”, presso l’Università di Camerino.

    Lo studio, “Locorotondo, il centro antico”, composto da due volumi e relative tavole, ricerca e analizza le fasi storiche del Comune. La fase della conoscenza infatti, diventa fondamentale per attivare un processo consapevole di salvaguardia del patrimonio edilizio esistente. Suddivide il centro storico in 20 isolati. Documenta, classifica, censisce tutti gli elementi costruttivi-architettonici esterni-interni di ogni isolato e ne analizza i contenuti. 

    Tale inedito lavoro approda alla formulazione di linee-guida per un’appropriata conservazione e valorizzazione del nucleo antico, attraverso interventi di manutenzione (ordinaria e straordinaria), di restauro e risanamento conservativo, di recupero del centro antico, ponendo come condizione di base l’indispensabilità di un’approfondita conoscenza dei singoli manufatti, che rappresenta il momento preliminare ad ogni azione conservativa. Rivolge una particolare attenzione alla problematica del riuso e dell’attribuzione di funzioni compatibili, che si pone soprattutto per manufatti caduti in disuso, o sottoposti a cambi incongrui di destinazione funzionale proponendo - attraverso casi esemplificativi - soluzioni rispettose delle caratteristiche architettoniche e costruttive dei manufatti nel loro ineliminabile rapporto con l’aggregato di appartenenza.

    I neo laureati del Poliba inoltre, hanno focalizzato l’attenzione su un isolato (il n.3, adiacente a Porta Nuova) selezionato come caso-studio proprio in applicazione di quelle linee-guida, giungendo ad un progetto di restauro vero e proprio. La scelta dell’isolato campione ha offerto l’occasione per riflettere anche su un’area contigua, Piazza Mitrano, a cui l’isolato è strettamente legato, ma irrisolta dal punto di vista urbanistico e architettonico, ed alla quale la proposta progettuale ha tentato di dare una risposta sia alla scala architettonica che a quella urbana.

  • Nuovo rettore al Politecnico, sono cinque i candidati

    Politecnico cartello campusSono cinque i docenti che hanno proposto, entro ieri, 13 giugno (termine ultimo), la loro candidatura alla carica di Rettore del Politecnico di Bari per il prossimo sessennio 2019-2025.

    I candidati, in ordine alfabetico, sono: prof. ing. Riccardo Amirante, docente di “Macchine e Sistemi per l’Energia e l’ambiente”, afferente al Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management; prof. ing. Francesco Cupertino, docente di “Convertitori, macchine e azionamenti elettrici”, Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell'Informazione; prof. ing. Umberto Fratino, docente di “Gestione dei Bacini idrografici”, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica; prof. ing. Orazio Giustolisi, docente di “Gestione dei Sistemi Idraulici”, Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura;

    prof. ing. Mario Daniele Piccioni, docente di “Scienza delle Costruzioni”, Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura.

    Il prof. Luigi Maria Galantucci, che aveva manifestato l’interesse a proporre la sua candidatura, in una nota inviata ieri pomeriggio alla comunità del Poliba, ha preferito non partecipare alla competizione elettorale e di sostenere il programma del candidato, Francesco Cupertino.

    Le candidature sono state ratificate dal Decano del Politecnico, prof. Carmine Pappalettere in data odierna, questa mattina.

    Il corpo elettorale del Politecnico è composto da: professori ordinari e straordinari, associati, ricercatori a tempo indeterminato e a tempo determinato (Tipo A, Tipo B), rappresentanti degli studenti, personale dirigente, tecnico, amministrativo e bibliotecario per un totale di 605 aventi diritto di voto. Per le ultime tre categorie: ricercatori a tempo determinato di Tipo A, rappresentanti studenti e personale tecnico-amministrativo-bibliotecario il valore del voto sarà di tipo ponderato o pesato.

    L’elettorato attivo potrà esprimere una sola preferenza nella giornata di venerdì, 28 giugno nei due seggi appositamente allestiti a Bari (Aula magna “Attilio Alto”) e Taranto, sede decentrata, quartiere Paolo VI, secondo i seguenti orari: dalle 9.00 alle 16.00 (Bari), dalle 9.00 alle 15.00 (Taranto).

    Lo scrutinio avrà inizio, presso il seggio elettorale di Bari, subito dopo la chiusura, unitariamente all’urna elettorale del seggio di Taranto.

    Sarà eletto Rettore il candidato che avrà ottenuto la maggioranza assoluta dei voti. Nel caso di mancata elezione, sono previste altre due date con le medesime modalità: 2 luglio e 8 luglio. E’ prevista infine, un’ultima data: 16 luglio, in caso di ballottaggio tra i primi due candidati più suffragati.

  • Nuovo rettore al Politecnico: è Francesco Cupertino

    Cupertino abbraccia Di Sciascio dopo il votoFrancesco Cupertino, 46 anni, docente di “Convertitori, macchine e azionamenti elettrici”, afferente al Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell'Informazione è il nuovo Rettore del Politecnico di Bari per il sessennio 2019-2025. Settimo nella cronologia storica del Poliba, succede ad Eugenio Di Sciascio.

    Cupertino capitalizza l’ottimo successo registrato già nel primo turno (46%) e porta nel secondo round al suo attivo il 59% delle preferenze. L’antagonista, Umberto Fratino, nonostante i tempi ristretti a disposizione (si era votato venerdì scorso, 28 giugno) compie un grande balzo in avanti: dal 17% al 41%, ma non basta. Elevata, come nel primo turno la partecipazione al voto nei seggi di Bari e Taranto nell’unico giorno a disposizione per una percentuale totale pari all’89%. Hanno votato 544 elettori su 610 aventi diritto secondo le diverse categorie: docenti (91%); ricercatori tempo determinato tipo A (85%) dirigenti, tecnici, amministrativi e bibliotecari (91%); rappresentanti degli studenti (79%).

    Francesco Cupertino ha ottenuto dalla componente docente 130 voti a cui si sono aggiunti i voti pesati dei ricercatori a tempo determinato di Tipo A pari a 1,83; del personale tecnico-amministrativo-bibliotecario, 19,33 e dei rappresentanti degli studenti, 23,75 per un totale di 174,91 voti (59%).

    Ad Umberto Fratino sono andati 94 voti dei docenti; 1 voto dei ricercatori di Tipo A; 17,33 dei tecnici-amministrativi-bibliotecari e 9,81 dei rappresentanti degli studenti per un totale di 122,14 (41%). Le schede bianche sono state,10. Nulle, 8.

    Il neo Rettore del Poliba. Francesco Cupertino, è nato a Fasano (BR). Sposato, tre figli, dopo le scuole dell’obbligo e il liceo scientifico, “Leonardo da Vinci” della sua città, ha percorso l’intera carriera da studente prima, e da ricercatore e docente dopo, nel Politecnico di Bari.

    Si è laureato in Ingegneria Elettrotecnica a 25 anni, con 110/110 e lode. Dottore di Ricerca nel 2001 in Ingegneria Elettrotecnica. Ricercatore dal 2002 è diventato professore associato nel 2014 e Professore ordinario dal 2016.

    Da luglio 2010 è il responsabile scientifico del laboratorio “Energy Factory Bari”, il laboratorio dedicato all’aerospazio e all’energia, fondato da General Electric Avio e dal Politecnico di Bari nel quale operano circa 40 ricercatori con un budget annuo medio superiore ad un milione di euro.

    Insegna nel corso di laurea magistrale in Ingegneria Elettrica e nel corso di laurea magistrale in Ingegneria dell’Automazione del Politecnico di Bari; svolge la sua attività di ricerca scientifica nel campo dei convertitori, delle macchine e degli azionamenti elettrici. Collabora con prestigiose università come il Politecnico di Torino e la University of Nottingham nel Regno Unito.

    Francesco Cupertino è stato responsabile scientifico di diversi progetti di ricerca e fa parte di diverse organizzazioni scientifiche internazionali di settore. E’ autore, in collaborazione con colleghi del gruppo di ricerca, di oltre 130 pubblicazioni scientifiche tra cui: 37 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali; 1 capitolo di libro; 97 pubblicazioni scientifiche su atti di congressi internazionali.

    Francesco Cupertino si insedierà nella carica di Rettore del Politecnico di Bari dal prossimo 1 ottobre.

  • Politecnico di Bari, la prima votazione non elegge il rettore

    Politecnico voto questa mattinaNulla di fatto alla prima votazione per la elezione del nuovo Rettore del Politecnico di Bari per il sessennio 2019-2025.

    Nonostante la forte affluenza alle urne di Bari e Taranto, 92%; hanno votato 559 elettori su 610 aventi diritto, nessuno dei cinque candidati-Rettore ha ottenuto la maggioranza assoluta richiesta dei voti, 50% +1.

    Francesco Cupertino, 46 anni, del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell'Informazione è stato il più suffragato con il 46% di preferenze, molto vicino alla meta del 50%, e ha riportato a suo favore in totale 143,45 voti (tra voti interi e pesati). Dietro il vuoto con il gruppo degli altri quattro candidati, singolarmente lontani. Al secondo posto, Umberto Fratino, 54 anni, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica con il 17% e 53,78 voti; Mario Daniele Piccioni, 54 anni, del Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura con il 15% e 45,54 voti; Orazio Giustolisi, 55 anni, Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura con il 12%, pari a 38,67 voti e infine, Riccardo Amirante, 50 anni, Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management con il 10% , determinato da 32,40 voti complessivi.

    Le schede bianche sono state, 6, le nulle altrettante, 6.

    Come si ricorderà, si è votato nei due seggi elettorali allestiti a Bari (aula magna “Attilio Alto”) e Taranto (Centro interdipartimentale “Magna Grecia”, quartiere Paolo VI). Hanno votato, la fascia docenti (professori ordinari; professori associati; ricercatori a tempo indeterminato; ricercatori a tempo determinato tipo B; ricercatori a tempo determinato tipo A); il personale dirigente, tecnico, amministrativo e bibliotecario; i rappresentanti degli studenti.

    Il voto che ognuno ha espresso ha avuto valore pesato pari a uno (1) per le categorie dei docenti sino ai ricercatori a tempo determinato di tipo B, mentre per le restanti categorie ha avuto valore pesato: per i ricercatori a tempo determinato di tipo A il singolo voto è stato pari a 0.167; quello del personale tecnico amministrativo bibliotecario 0.165 e infine, quello dei rappresentanti studenti 0,510.

    Si tornerà alle urne, per la seconda votazione, martedì, 2 luglio, con pari orario e modalità.