Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui

fal  fal

asl

  • Arrivati 250 migranti e Bari si mobilita

    migranti col barconeSono 249 i migranti arrivati questa mattina al Porto di Bari. Prevalentemente uomini con la presenza di donne di cui due in stato di gravidanza avanzata e tre minori. Tutte le persone saranno distribuite nei centri accoglienza di tutta Italia secondo il piano definito dal Ministero degli Interni e la Prefettura.  

    Già da ieri e dalle prime ore di questa mattina è attiva la macchina dell'accoglienza coordinata dalla Prefettura e dalla Questura con la collaborazione della Direzione generale del Comune di Bari.  

    Il Pronto intervento sociale è attivo per un turno continuo a partire dalle ore 7.30 per prestare assistenza specialistica a soggetti in condizioni fragilità sociale (minori, donne incinta); sul posto sono presenti anche un presidio della ASL per controlli sanitari e della Questura per procedere alle identificazioni. Il Servizio sociale - Area immigrazione sarà presente per le valutazioni sociali e concorderà con il magistrato del Tribunale dei minori i provvedimenti più opportuni per i minori non accompagnati. Sono stati interessati inoltre i mediatori culturali di Casa delle culture e, attraverso l'assessorato al Welfare del Comune di Bari, si stanno coordinando la rete delle associazioni dell'area povertà e i turni dei volontari.

    L'AQP ha messo a disposizione un’autobotte per dispensa acqua.

    La rete delle realtà pubblico-private e del volontariato laico e cattolico ha messo a disposizione volontari e mediatori interculturali che per tutta la giornata si alterneranno per supportare le operazioni di sbarco. Inoltre, grazie al supporto di Ladisa e della Caritas, verranno distribuiti cibi e pasti caldi per tutta la giornata.

    In questa prima giornata le associazioni Equanina e In.Con.Tra forniranno abiti e scarpe per le prime necessità dei migranti. Da domani invece sarà avviata la raccolta straordinaria, aperta a tutta la cittadinanza, di scarpe estive e abiti in buone condizioni da uomo, da donna e bambino, oltre che di cibi a lunga conservazione (biscotti, omogeneizzati, scatolame, succhi di frutta, olio) utili per la distribuzione e per la preparazione presso le mense della città e materiali per l'igiene personale (carta igienica, assorbenti, pannolini per bambini, ecc). 

    Tutti i cittadini che vorranno contribuire potranno portare i propri viveri già da oggi pomeriggio alle 15 presso gli uffici immigrazione dell'assessorato al Welfare, in piazza Chiurlia.

  • Bari, finalmente la Asl ha distribuito i vaccini antinfluenzali

    vacciniCon l’inizio della distribuzione delle dosi ai medici di medicina generale da parte della Asl Bari è entrata nel vivo la campagna vaccinale contro l’influenza, particolarmente importante nel corso della pandemia Covid-19.

    La Asl Bari ha incaricato una piattaforma logistica dotata di celle frigorifere e di veicoli per la consegna diretta negli studi dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta delle prime dosi: le consegne sono iniziate, il sistema andrà completamente a regime nei prossimi giorni. Incaricati del Dipartimento di prevenzione stanno collaborando con gli operatori della piattaforma di logistica per la suddivisione delle dosi dirette agli ambulatori. È iniziata anche la vaccinazione degli operatori sanitari e degli incaricati di pubblico servizio.

    Le prime dosi sono state distribuite oggi ai medici di Medicina generale che operano al quartiere San Paolo di Bari, riforniti del 40% dei quantitativi richiesti. Già a partire da domani mattina ed entro 4- 5 giorni sarà consegnato il resto delle 450mila dosi di vaccino previste per i medici di Medicina generale e per i pediatri di Libera scelta ai quali potranno rivolgersi tutti i cittadini aventi diritto che intendono aderire alla campagna di prevenzione.

    Gli operatori del Sisp stanno monitorando l’arrivo dei quantitativi e la successiva distribuzione in programma ai singoli medici e ai singoli pediatri. Per i medici che ne facciano richiesta, c’è inoltre la possibilità di rivolgersi direttamente al distributore, previo accordo con il Dipartimento di prevenzione che sta provvedendo anche alla costituzione della scorta per le prossime settimane.

    Per tutta la Puglia è stato aggiudicato l’acquisto di 2,1 milioni di dosi.

    “Non c’è nessun ritardo nell’avvio della campagna di vaccinazioni antifluenzale – spiega l’assessore alle Politiche della Salute, Pier Luigi Lopalco. Fine ottobre è il momento giusto per l'avvio della campagna vaccinale; rispetto agli scorsi anni abbiamo deciso di anticipare perché ci aspettiamo un maggiore afflusso di utenti da vaccinare e nelle Asl le procedure di distribuzione sono state già avviate. Già dall’inizio di ottobre abbiamo iniziato a vaccinare gli operatori sanitari e di pubblica utilità. Abbiamo acquistato vaccini per chiunque ne abbia bisogno: non c’è bisogno di fare corse o di avere fretta. Tutti gli aventi diritto saranno chiamati a vaccinarsi: ricordiamo che il picco influenzale è atteso per gennaio-febbraio 2021. Da oggi e per tutto novembre ci sarà tempo per vaccinarsi”.

    Già da lunedì la Asl Lecce ha iniziato la distribuzione tramite i distretti di oltre 280mila dosi per i medici di medicina generale e i pediatri del territorio.

    Anche a Brindisi dalla scorsa settimana è iniziata la distribuzione ai medici delle prime 50mila dosi, dal 1° novembre partirà la seconda tranche, in anticipo rispetto allo scorso anno.

    130mila sono le dosi già distribuite in provincia di Foggia e man mano che le ditte produttrici consegneranno le altre, si completerà la fornitura.

    Nella Bat sono state già distribuite a cura del Dipartimento di Prevenzione 30mila dosi dall’inizio della settimana.

    Anche a Taranto la distribuzione è già in corso da circa una settimana a cura del Dipartimento di Prevenzione.

  • Comune e Asl Ba insieme contro la violenza a donne e minori

    Comune BariApprovato il protocollo operativo tra il Comune di Bari e la Asl Ba per la costituzione e l’organizzazione dell’equipe multidisciplinare integrata di Ambito finalizzata alla prevenzione e contrasto della violenza su donne e minori.

    Il protocollo operativo, che recepisce tutte le direttive regionali in materia di prevenzione e contrasto alla violenza, segue il protocollo d’intesa siglato dal Comune di Bari con la Asl Ba il 15 gennaio 2016 e, di fatto, regola i rapporti tra il Comune di Bari, con i servizi socio-educativi territoriali e l’ufficio Immigrazione, e la Asl Ba, con i consultori familiari cittadini.

    Le azioni dell’equipe sono tese all’accompagnamento delle vittime di violenza attraverso l’ascolto e il supporto della donna e/o minore al fine di definire un progetto di sostegno individualizzato. L’equipe ha il compito, cioè, di promuovere la cultura della non violenza utilizzando procedure e strumenti atti a qualificare e sostenere il percorso di autonomia delle vittime.

    “Si tratta di un importante protocollo finalizzato alla costituzione di un’equipe socio sanitaria integrata per la presa in carico delle vittime di violenza e dei minori – commenta l’assessore al Welfare Francesca Bottalico - un passo fondamentale cui seguiranno, a breve, la pubblicazione del primo programma sperimentale di prevenzione e tutela dei minori e l’avvio di azioni integrate sulla prevenzione dedicate agli adolescenti con la nascita di nuovi presidi educativi e l’individuazione di educatori di prossimità. Azioni e percorsi che assumono particolare rilevanza non soltanto perché dimostrano il forte impegno e la volontà di lavorare sulla pre-adolescenza e sull’adolescenza ma soprattutto alla luce dell’ultimo episodio che ha visto, ancora una volta, una ragazza e, in questo caso, i suoi violentatori, tutti minorenni, nel ruolo di vittime e autori di una violenza che parla di disagio, di contesti sociali problematici, di modelli e difficoltà relazionali. Quella consumata ieri è una drammatica storia di disagio, l’effetto di un sistema sociale, economico, mediatico, formativo e familiare che ci chiede di investire in maniera determinata e continuativa sulla prevenzione, l’educazione all’affettività, l’ascolto, il sostegno alla genitorialità e sull’educazione di genere”.

    Il documento approvato in giunta delinea le modalità operative di gestione dei casi di violenza in situazioni di emergenza e di non emergenza, definendo in maniera precisa i compiti di ciascun professionista di cui si compone l’equipe multidisciplinare integrata, ovvero l’assistente sociale del Municipio, lo psicologo del consultorio familiare e il referente del Centro Antiviolenza. A queste figure, a seconda delle situazioni in esame, possono aggiungersi altri specialisti, operatori o professionisti, dei servizi pubblici e privati, come educatori, pediatri, neuropsichiatri infantili, ginecologi e medici legali, per la valutazione e il trattamento dei singoli casi di maltrattamento/abuso.

    In sostanza, le procedure prevedono che l’utente si rivolga ai Servizi Socio-educativi territoriali, al Servizio Sociale dell’Ufficio Immigrazione o ai Consultori familiari d’ambito e che da questi venga accolto con un primo colloquio con l’assistente sociale e/o lo psicologo.

    Se nel corso del colloquio si rileva che l’utente sia stato vittima di violenza, gli si forniscono informazioni sui servizi offerti dai Centri antiviolenza e, previo consenso dell’interessato, si segnala il caso al Centro antiviolenza.

    Laddove nel corso del colloquio si riscontri invece una situazione di pericolo concreto per l’utente, previo consenso dell’interessato, sarà il Centro antiviolenza a raggiungere in loco la vittima e ad accompagnarla presso la propria sede. In questo caso il Centro antiviolenza provvederà all’accoglienza, al sostegno psicologico, alla consulenza legale, all’assistenza e all’accompagnamento della vittima nel presentare denuncia agli organi competenti, nonché all’individuazione e all’inserimento in struttura protetta.

    Sia in situazioni di emergenza sia di non emergenza, il Centro antiviolenza convocherà l’equipe per definire la progettualità e nominare il case manager. Si provvederà alla stesura di un progetto condiviso, anche con il coinvolgimento della vittima, e si programmerà il monitoraggio della situazione e i tempi di verifica del progetto.

    Invece, in caso di accesso al pronto soccorso di uno dei presidi ospedalieri della città con segni di violenza, alle vittime sono assicurate assistenza e presa in carico e, ove presente, l’attivazione del protocollo operativo “Binario Rosa”.

    In caso di minori, essendoci una procedibilità d’ufficio, sia che il minore si rivolga direttamente al servizio sia che venga accompagnato da un adulto, la procedura è la seguente: se il servizio o l’equipe ravvisa situazioni di violenza conclamata o il racconto del minore è ritenuto attendibile, è tenuto a segnalare il caso sia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni sia a quella presso il tribunale ordinario; se il servizio o l’equipe riscontra una situazione di pericolo per il minore e reiterazione della violenza sullo stesso, si dovrà provvedere all’allontanamento e messa in protezione del minore (ex. Art. 403 C.C.) per mezzo degli operatori i Servizi Socio-educativi di competenza; se il servizio o l’equipe ritiene che non ci siano sufficienti elementi per procedere alla segnalazione all’autorità giudiziaria, deve mettere in atto tutte le iniziative necessarie all’approfondimento del caso (visita domiciliare, contatto con i servizi sociali comunali, etc.).

    Il protocollo prevede, infine, che per l’Ambito di Bari venga costituita la cabina di regia, della quale faranno parte un referente tecnico e uno amministrativo del Comune di Bari - ripartizione Servizi alla Persona, ufficio P.O.S. Coordinamento Politiche Sociali Minori e Famiglie - e della Asl Ba, con lo scopo di verificare periodicamente le attività svolte e le criticità emerse nella fase operativa e di rete, favorire percorsi di formazione degli operatori coinvolti e promuovere percorsi di collaborazione e integrazione con altri enti coinvolti.

  • Dipendenti Asl nei guai: prendevano il denaro dalle casse del Cup

    Guardia di finanza autoDevono rispondere per il reato di peculato in concorso. Finanzieri del Comando Provinciale di Bari appartenenti alla Compagnia di Trani, dipendente dal Gruppo di Barletta, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Trani nei confronti di tre dipendenti dell’Azienda Sanitaria Locale di Bari.

    L’attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani - diretta da Renato Nitti – ha potuto contare sulla collaborazione fornita a seguito di attività di auditing dell’ASL Bari che ha consentito, in prima battuta, di individuare indici di anomalia sui flussi finanziari dei versamenti e della consistenza di cassa del “C.U.P.- Ticket del Distretto Socio Sanitario/2” di Ruvo di Puglia (BA), ed i corrispondenti versamenti alla tesoreria della stessa Azienda sanitaria.

    Gli accertamenti svolti dai militari hanno permesso di accertare le responsabilità in capo a tre dipendenti infedeli, i quali, in ragione del loro ufficio o servizio, avevano il possesso e la disponibilità del denaro incassato presso il C.U.P., che poi omettevano di riversare alla tesoreria dell’A.S.L. di Bari, appropriandosene ed occultando la condotta con una rendicontazione omissiva e mendace, persino attraverso la simulazione di un furto. Le somme distratte ammontano ad oltre 16.000 euro.

    All’esito della ricostruzione i finanzieri hanno segnalato alla competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, per peculato (reato punito con una reclusione da quattro a dieci anni) tre dipendenti - che nel frattempo erano stati sospesi dall’Ente di appartenenza - e dato corso all’esecuzione nei loro confronti di un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente dei beni, fino al raggiungimento delle somme indebitamente sottratte.

  • Durante l'orario di lavoro in ospedale, curavano i propri interessi: scoperti 30 assenteisti

    ambulatorioCinque medici, una capo sala, una infermiera professionale, 17 impiegati amministrativi, cinque impiegati tecnici manutentori e uno esterno alla ASL, indagati perché si allontanavano dall’ufficio in orario di lavoro per motivi privati o per svolgere attività in altre strutture. Risponderanno a vario titolo di truffa aggravata ai danni di Ente Pubblico, Falsità ideologica commessa da Pubblico Ufficiale, Abuso d’ufficio e Peculato.

    Finanzieri della Tenenza di Molfetta, coordinati dal sost. proc. della Repubblica di Trani Silvia Curione, all’esito di una complessa indagine denominata “Quinto Piano”, protrattasi per oltre due anni, hanno fatto emergere circa 300 episodi di assenteismo ad opera di dirigenti medici, infermieri professionali ed impiegati del ruolo tecnico ed amministrativo del Presidio Ospedaliero “Don Tonino Bello”.

    Su richiesta della Procura della Repubblica di Trani, sono state eseguite 13 ordinanze di cui 12 di custodia cautelare degli arresti domiciliari e 1 obbligo di dimora nel Comune di residenza, emesse dal G.I.P. del citato Tribunale, Maria Grazia Caserta.

    Inoltre, saranno interrogati ulteriori indagati, per i quali è stata richiesta la misura interdittiva della sospensione dal servizio. Proseguono, invece, le indagini per definire altre posizioni.

    I provvedimenti sono stati notificati a Molfetta, Giovinazzo, Bisceglie, Barletta e Foggia.

    Le condotte fraudolente rilevate hanno riguardato sistematiche assenze dal luogo di lavoro in orario di ufficio, spesso formalmente autorizzate da permessi sindacali o da Legge 104/92, per svolgere attività presso altre strutture o per motivi privati, anche utilizzando le autovetture di servizio. In taluni casi è stata constatata la collaborazione di un soggetto esterno all’Azienda Sanitaria Locale, il quale si presentava per “smarcare” ai rilevatori la presenza.

    Si assentavano anche alcuni impiegati dell’Ufficio rilevazioni presenze e assenze preposti al controllo del corretto rispetto dell’orario di lavoro di tutti gli altri dipendenti che, approfittando della possibilità di accedere al sistema informatico, modificavano manualmente e fraudolentemente orari di lavoro.

    In merito all’accaduto si registra anche una nota del direttore generale della ASL Bari, Antonio Sanguedolce: “Abbiamo appreso – si legge – che questa mattina 30 persone che svolgono la propria attività lavorativa presso l’Ospedale di Molfetta sono indagate dalla Procura di Trani per i reati di truffa aggravata, falsità ideologica, abuso d’ufficio e peculato. Tra queste 30 persone, 12 sono state già arrestate. La Direzione Generale ha offerto, e continuerà ad offrire, massima collaborazione alle Autorità Giudiziarie competenti, e assicura la massima celerità nell’apertura dei procedimenti disciplinari previsti per legge e nella sospensione cautelare dal servizio prevista dalla legge a carico di tutti coloro che hanno abusato della loro qualità di dipendenti pubblici. In questi casi la legge (art. 55 quater del d.lgs 165/2001 e s.m.i) oltre alla sospensione cautelare dal servizio prevede anche il licenziamento disciplinare per tutti coloro che hanno falsato l’attestazione della presenza in servizio, e della violazione risponde anche chi abbia agevolato con la propria condotta attiva o omissiva la predetta condotta fraudolenta. L’ASL di Bari licenzierà senza indugio i dipendenti interessati dalla vicenda di che trattasi se i fatti contestati dalla procura di Trani dovessero essere confermati nelle modalità previste dalla legge”.

  • I medici di famiglia alla asl: garantire la sicurezza della guardia medica

    ambulatorioE’ stata ufficialmente consegnata alla direzione generale della ASL Bari nel corso della seduta del Comitato Permanente Aziendale, la ricognizione effettuata da un gruppo di lavoro di medici di Continuità Assistenziale della FIMMG dello stato delle sedi di guardia. Nel lavoro consegnato ai vertici aziendali sono stati individuati diversi criteri di valutazione dell’idoneità delle strutture e sono state esaminate tutte le sedi di guardia insistenti sul territorio della ASL BA per verificare se e in che misura i criteri sono soddisfatti.

    “Il risultato delle nostre valutazioni non è affatto incoraggiante rispetto a nessuno dei criteri individuati, ma il settore che rivela il deficit più grande e che desta più allarme è quello che riguarda la sicurezza delle sedi” ha dichiarato il dott. Pietro Drago, segretario provinciale FIMMG del settore Continuità Assistenziale. “Il problema della sicurezza dei medici è il più urgente da affrontare e risolvere perché non si può pensare di rischiare l’incolumità fisica per il lavoro”- prosegue il dott. Drago. “Il 60% delle sedi di C.A. nella nostra azienda sono gestite da un singolo medico per turno e dei 250 medici in organico, ben 120 sono donne. Non è secondario, infine, sottolineare che  garantendo la sicurezza dei medici si garantisce anche un servizio migliore i cittadini”.

    Negli ultimi mesi i casi di aggressioni ai medici di guardia riportati dalle cronache sono stati numerosissimi. Ma anche nei casi in cui non vi sono minacce esplicite alla sicurezza non è accettabile che continui ad operare in sedi indecorose con pochissime attrezzature e farmaci, tutt’altro che degne e a norma. Se si trattasse di strutture di privati, la stessa ASL BA le avrebbe chiuse tutte da tempo. Ci aspettiamo che l’ASL, sulla scorta del lavoro fatto si adoperi senza ritardo per porre rimedio a tutte le situazioni rilevate” ha concluso il dott. Drago.

    L'auspicio del sindacato FIMMG è che il documento di ricognizione possa diventare strumento per avviare il processo di messa in sicurezza e di adeguamento dei luoghi di lavoro. Il nostro senso di responsabilità ci porta a collaborare con la direzione generale, ma i medici aspettano risposte certe e non sono più disponibili ad accettare situazioni come quelle in cui in questo momento si lavora. 

  • Mascherine carenti, i medici vogliono che la asl chieda scusa

    ambulatorio“È inaccettabile la posizione della ASL Bari sui DPI, proprio nel momento in cui in Puglia si registra una crescita del numero di positivi, tra cui un medico di medicina generale barese, ricoverato per Covid-19 al Policlinico. Invito il direttore generale a procedere senza ulteriori ritardi a distribuire i dispositivi di protezione ai medici di medicina generale, come previsto per legge”. E’ polemica tra medici di famiglia e la Asl, come si evince dalle parole di Filippo Anelli, presidente Omceo Bari, in risposta alle dichiarazioni del DG Antonio Sanguedolce secondo cui la distribuzione dei DPI non si è mai interrotta.

    “La realtà che ci segnalano molti medici di famiglia è che i dispositivi di protezione non sono arrivati - continua Anelli - Ci aspettiamo dai vertici della ASL Bari delle scuse per gli inammissibili ritardi nella distribuzione, perché in questa seconda fase non ci sono più giustificazioni che tengano per la carenza di DPI”.

    L’Ordine dei medici di Bari condivide l’invito alla prudenza del Ministro Speranza: “L’aumento dei casi di Covid-19 e la ricomparsa delle polmoniti ci dice che il virus ormai nella nostra regione sta circolando liberamente. La curva di andamento del contagio non è attendibile ed è sottostimata, perché rileva solo i soggetti testati. Invece, il virus si diffonde non solo per i rientri dall’estero ma anche sul nostro territorio, soprattutto attraverso soggetti asintomatici e giovani. Vuol dire che non siamo più in grado di isolare i focolai e che si stanno quindi creando condizioni analoghe a quanto accaduto a dicembre-gennaio scorsi in Lombardia. L’unica soluzione è l’aumento dei tamponi e il tracciamento sistematico di tutti i contatti, dei sospetti e dei probabili. Bisogna rialzare la guardia per scongiurare un nuovo lockdown”.

    “C’è bisogno del massimo impegno da parte di tutti. Occorre seguire responsabilmente le indicazioni delle autorità nazionali e regionali e mettere in pratica tutte strategie di contenimento dell’epidemia, dal distanziamento all’uso della mascherina - continua Anelli - In modo particolare, l’accesso agli studi medici deve essere solo su appuntamento. Inoltre, chi ha sintomi respiratori deve contattare telefonicamente il proprio medico ed evitare di recarsi in ambulatorio, per scongiurare un’eventuale diffusione del virus. Le legittime rivendicazioni di molti colleghi purtroppo dovranno attendere. In questo momento serve la massima attenzione da parte della professione sul contenimento dell’epidemia. - conclude Anelli - e sono sicuro che i medici faranno la propria parte, come hanno sempre fatto, sia in ospedale che sul territorio. Abbiamo tutti gli strumenti per contrastare il diffondersi dell’epidemia ma occorre un’assunzione di responsabilità da parte di tutti”.

  • Nella discarica abusiva anche le cartelle mediche della Asl Bari

    discarica Gdf PolignanoUna discarica abusiva di un’area della superficie di 16.822 mq. sita nel Comune di Polignano a Mare è stata sottoposta a sequestro nell’ambito del piano di controllo del territorio finalizzato a prevenire e reprimere traffici illeciti, coordinato dal I Gruppo della Guardia di Finanza di Bari. Ciò anche in attuazione della Convenzione stipulata tra la Regione Puglia, la Guardia di Finanza, l’A.R.P.A. Puglia e altri attori istituzionali in materia di “Azioni di monitoraggio dei siti inquinati nel territorio della Regione Puglia”, al fine di assicurare il miglioramento dell’efficacia complessiva dell’azione di contrasto agli illeciti ambientali, anche sotto il profilo fiscale.

    In particolare, la discarica abusiva è stata individuata dalle Fiamme Gialle di Monopoli nei pressi di tre enormi fabbricati “scheletro”, di proprietà del Comune di Polignano a Mare, il cui accesso - in assenza di recinzioni e dispositivi di sicurezza - era alla mercé di chiunque. Nell’area antistante e all’interno degli immobili - originariamente progettati per il nuovo mercato ortofrutticolo, ma abbandonati ormai da diversi decenni - erano stati abbandonati per anni, direttamente sul suolo, rifiuti speciali quali materiale ferroso, rottami di autoveicoli, bitume, plastiche, oli esausti, pneumatici fuori uso, R.A.E.E., etc., quantificati dai militari in oltre 600 m3 di materiale.

    Tra i cumuli di rifiuti i militari operanti hanno rinvenuto anche diversi faldoni di documentazione sanitaria, risalente nel tempo, dell’ASL Bari contenente dati “sensibili” di ignari cittadini, in totale spregio della normativa in materia di “tutela della privacy”. Documentazione, questa, che è stata opportunamente inventariata e sequestrata notiziando la competente autorità giudiziaria.

    La discarica abusiva scoperta dai Finanzieri monopolitani non solo è risultata particolarmente pericolosa per l’ambiente, poiché il materiale rinvenuto è suscettibile di contaminare il terreno ed inquinare l’aria in caso di incendio, ma ha determinato anche rilevanti ricadute in termini di evasione della cd. “ecotassa”. Si tratta di un tributo speciale previsto per il deposito in discarica di rifiuti solidi che si applica anche a chiunque esercita illecitamente l’attività di discarica abusiva ovvero abbandona, scarica ed effettua deposito incontrollato di rifiuti e che ha quale finalità quella di garantire il ristoro del danno ambientale nonché quella di dissuadere dalla commissione di illeciti ambientali.

    Le Fiamme Gialle hanno, perciò, proceduto a constatare a carico del Comune di Polignano a Mare, quale obbligato in solido, l’ecotassa dovuta e le pertinenti sanzioni amministrative.

  • Ospedale Monopoli-Fasano, le aree acquisite dalla Asl Bari

    ospedale stanzaLa Asl Bari ha terminato, con la stipula degli atti notarili, il percorso relativo all’acquisizione a titolo oneroso, per pubblica utilità, della proprietà delle aree su cui dovrà sorgere il Nuovo Ospedale del Sud-Est barese Monopoli Fasano. L’importo definito ed accettato dalle ditte proprietarie/concordatarie è pari a circa 4 milioni di euro.

    “Mi fa piacere constatare - ha commentato il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano - che prosegue spedito il percorso amministrativo che porterà alla realizzazione, tra le province di Bari e Brindisi, di una struttura sanitaria all’avanguardia, che contribuirà moltissimo ad elevare la capacità di rispondere ai bisogni della salute dei pugliesi. La politica sanitaria della Regione Puglia si fa concreta, grandi e pochi ospedali per garantire la massima efficienza e la migliore qualità delle cure. I piccoli ospedali a cui eravamo abituati – ha continuato il Presidente - sono pericolosi e sono stati superati dai tempi e dalla innovazione tecnologica sempre più specialistica e altamente costosa. Molto territorio quindi per la cronicità con le Case della Salute e pochi ospedali grandi per le eccellenze”.

    Questo atto conclusivo permetterà alla Asl Bari di avviare con urgenza sia i lavori di bonifica bellicadell’intera area interessata all’intervento edilizio (per una superficie di progetto di mq. 178.000,00 comprensiva sia della localizzazione del Nuovo Ospedale sia delle relative aree destinate a viabilità interna, parcheggio e verde), sia i lavori di espianto e re-impianto degli ulivi monumentali. 

    “Siamo convinti – ha aggiunto il direttore del Dipartimento regionale Politiche della Salute Giancarlo Ruscitti - che occorrerà continuare a lavorare giorno dopo giorno con la stessa tenacia impiegata sinora, anche per superare eventuali e ulteriori ostacoli che potranno frapporsi. Dobbiamo essere determinati tutti nel raggiungimento dell’obiettivo finale”.

    “Per me è un onore e al tempo stesso una grande sfida – ha concluso il Commissario Straordinario della ASL Bari Vito Montanaro – poter misurare il gruppo di lavoro che rappresento dal punto di vista professionale con una realizzazione di portata storica come quella del Nuovo Ospedale del Sud-Est Barese Monopoli Fasano”.

  • Resta ad Andria la Direzione generale della Asl Bat

    GiorginoNessun trasferimento della Direzione Generale dell'Asl/Bt da Andria e dunque nessun allarme. Solo una non notizia che genera confusione perché è totalmente inventata. Nei giorni scorsi, diffusasi questa fake news, il sindaco Nicola Giorgino, ha chiesto aggiornamenti e dettagli, sul punto, al direttore generale dell'Asl Bt ricevendo assicurazioni sul carattere solo ricognitorio del sopralluogo effettuato nella vicina città di Trani. “Anche in questo come in altri casi - dichiara il sindaco - ho verificato direttamente alla fonte la consistenza ed il contenuto della notizia diffusasi in città e letta sulle testate giornalistiche. Come ha sottolineato lo stesso Delle Donne in una nota del suo ufficio stampa, anche dal mio colloquio è emersa la natura meramente tecnica del sopralluogo rientrante. Dunque è solo una indagine conoscitiva sullo stato dei luoghi e di conservazione”.

    Resta, ovviamente, il tema della ottimizzazione della struttura in fatto di sicurezza e di servizi per l'utenza e per il personale dipendente della Direzione Generale, tema sul quale “siamo impegnati nell'attuazione di ulteriori misure destinate a migliorare ancora la qualità funzionale della sede di via Fornaci assicurando tutta la collaborazione necessaria con la competente direzione generale”.

    Dunque “nessun silenzio assordante da parte mia – continua Giorgino – ; al contrario sono intervenuto immediatamente sul direttore generale, ho verificato l'inesistenza della notizia e ho assicurato ed assicuro l'impegno a risolvere rapidamente le criticità lamentate. Resta ovviamente l'assoluta determinazione ad  assicurare alla città questo importante presidio operativo/amministrativo della Asl e ad evitare, quindi,  qualsiasi tentativo di diversa natura. Per questo sottolineo l'operatività con la quale giusto in questi giorni si è conclusa  la vicenda dell'ex asilo di via Gabelli. Questa Amministrazione è la stessa infatti che ha concluso, dopo anni e anni di parole, la permuta degli immobili con la Asl,  offrendo la disponibilità di una sede adeguata presso  l'ex-asilo nodo di via Gabelli, diventata poi, appunto in questi giorni, un Centro Vaccinazioni all'avanguardia, in cambio del vecchio Poliambulatorio di piazza Duomo. Questa è la migliore conferma della nostra operatività e della attenzione assoluta posta al tema delle strutture sanitarie della città”.

  • Un'ambulanza disponibile 24 ore su 24 all'aeroporto di Bari

    Ambulanza Croce RossaASL Bari e Aeroporti di Puglia hanno firmato un protocollo di intesa per la gestione del servizio di Primo soccorso sanitario aeroportuale e per fornire assistenza sanitaria a passeggeri, visitatori e dipendenti dello scalo barese

    Un’ambulanza fissa operativa h24 in aeroporto per fornire assistenza sanitaria e trasporto a pazienti obesi e non. La ASL di Bari – sulla base di un protocollo di intesa firmato con Aeroporti di Puglia S. p. A. - ha attivato un servizio di 118 bariatrico per il trasporto e soccorso urgente di passeggeri e/o operatori infortunati che richiedano l’impiego dell’ambulanza da un luogo all’altro all’interno dell’aeroporto o verso una struttura ospedaliera.

    Il servizio è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa nella quale sono intervenuti il presidente della Regione Michele Emiliano, il direttore del Dipartimento Salute, Vito Montanaro, il direttore generale della Asl, Antonio Sanguedolce e il direttore generale di Aeroporti di Puglia, Marco Catamerò.

    “Pochi aeroporti in Italia sono dotati di questo servizio unico in Puglia– ha dichiarato Emiliano – che ha una triplice finalità: assicurare una postazione di 118 in aeroporto per le procedure di emergenza, coprire un’area comprendente Bari e molti comuni limitrofi finora scoperta da una postazione di emergenza/ urgenza e attivare una ambulanza dedicata ai pazienti bariatrici che attraverso un sistema automatizzato possono essere assistiti e soccorsi in tutta sicurezza”.

    Il presidente Emiliano ha ricordato inoltre che la rete 118 in Puglia è un’eccellenza e sarà potenziata con nuove postazioni per alleggerire i pronto soccorso e con la internalizzazione degli operatori per una maggiore professionalizzazione degli stessi. “Attualmente il servizio è gestito da società esterne che potranno continuare ad occuparsi di altro tipo di trasporti non più di urgenza – ha continuato Emiliano – in questa ottica di potenziamento della rete abbiamo convertito i punti di primo intervento sostituendoli con le postazioni 118, in quanto sono molto pericolosi perché qui c’è il rischio di perdere quei minuti che al contrario è possibile recuperare con il 118 nelle situazioni di emergenza.”

    La ASL di Bari conta 50 postazioni di 118 nel territorio di sua competenza affidate a 500 operatori con una media di 10 interventi ogni ora.  “L’ambulanza attivata è uno dei due mezzi bariatrici di cui ci siamo dotati – ha spiegato il dg della ASL di Bari, Antonio Sanguedolce – dal 1° febbraio ad oggi, in appena dieci giorni sono stati eseguiti già 3 interventi di soccorso. La convenzione stipulata con l’Aeroporto ha come obiettivo quello di garantire migliori prestazioni a passeggeri e anche dipendenti nei casi di emergenza e urgenza – ha aggiunto Sanguedolce - è un nuovo presidio sanitario, con un servizio di urgenza ed emergenza a tutti gli effetti, in una logica di integrazione dello scalo aeroportuale con la rete del servizio sanitario territoriale.

    La nuova postazione bariatrica contribuisce ad aumentare la sicurezza sanitaria aeroportuale. “La collaborazione tra Aeroporti di Puglia con il 118, è un’ulteriore conferma di come la cultura dell’assistenza sanitaria di primo intervento e soccorso sia centrale rispetto al tema della sicurezza aeroportuale strettamente legata all'attività dell'emergenza sanitaria dedicata ai passeggeri in transito nei nostri scali pugliesi”, ha precisato il direttore generale Marco Catamerò. “Il nuovo presidio sanitario che nasce dalla stretta e proficua collaborazione con la Asl di Bari – ha proseguito Catamerò - è espressione del lavoro sinergico con le istituzioni locali da sempre attenti a migliorare la qualità dei servizi aeroportuali della Regione Puglia. Questa collaborazione si inserisce nel percorso di responsabilità sociale dell’impresa, da tempo intrapreso da Aeroporti di Puglia”.

    Il servizio

    A bordo dell’ambulanza bariatrica operano un infermiere professionale esperto in gestione delle emergenze e in tecniche di rianimazione e un autista soccorritore, presenti 24 ore su 24, 7 giorni su 7, compresi i festivi, per garantire il primo soccorso in emergenza nell’area aeroportuale.

    L’ambulanza è l’unica presente in Puglia ad essere attrezzata per fronteggiare gli interventi assistenziali per pazienti obesi. E’ dotata di un sistema tecnologico avanzato che consente di sollevare e trasportare i pazienti in tutta sicurezza, attraverso una barella automatizzata capace di contenere persone fino a 300 chili di peso. Gli operatori possono avvalersi inoltre di una sedia motorizzata per i trasporti difficili studiata con un sistema di cingoli per permettere ai pazienti obesi di essere spostati con maggiore facilità evitando anche ai soccorritori sforzi eccessivi.

    La nuova ambulanza è inoltre dotata di tutti i dispositivi necessari per rilevare e monitorare i valori parametrici dei pazienti (pressione, saturazione, etc..) e di un sistema di cardiologia telematica. L’infermiere può infatti eseguire una traccia elettrocardiografica a 12 rilevazioni che viene visualizzata attraverso il tablet dalla control room del Policlinico, dove il cardiologo di guardia rinvia in tempo reale il referto con la diagnosi elettrocardiografica, in modo tale da mettere in sicurezza il paziente e assicurare un intervento tempestivo in ospedale in caso di necessità.