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  • Attraversa i binari e finisce sotto il treno: morto un 40enne a Bari

    binari 2Potrebbe essere stato travolto dal treno mentre attraversava in tutta fretta i binari, restando ucciso sul colpo, l’uomo che questa mattina è stato trovato morto a Bari nei pressi della stazione centrale. E’ questa l’ipotesi più verosimili secondo i primi rilievi effettuati dagli investigatori. L’incidente sarebbe avvenuta alle prime ore di questa mattina, presumibilmente all’alba quando non c’era ancora luce.

    La vittima è un pregiudicato 40enne, Natalino De Bari. Aveva alcuni precedenti per furto. Da quanto sembra, non si può parlare di suicidio ma piuttosto di incidente. Inevitabilmente, il traffico ferroviario è rimasto bloccato per oltre due ore, con i treni bloccati nelle stazioni di Bari e di Torre a Mare. Successivamente, la circolazione è ripresa su un solo binario, a senso unico alternato, attorno alle 10.30.

  • Bari ricorda le vittime dell'incidente ferroviario del 2016

    lapide disastro ferroviario del 12 luglio 2016 1 2Si è tenuta questa mattina, presso la fontana monumentale di piazza Moro che fronteggia la stazione centrale di Bari, la cerimonia per la posa di una lapide in ricordo delle ventitré vittime del disastro ferroviario del 12 luglio 2016 sulla tratta Andria-Corato.

    Di fronte a un evento tragico che ha segnato profondamente la comunità pugliese e l’intero Paese, l’amministrazione comunale ha voluto così testimoniare l’affetto della città di Bari per le famiglie delle vittime e l’auspicio affinché tragedie come quella di due anni fa non si ripetano mai più.

    “Oggi siamo qui per non dimenticare, per stare insieme e abbracciare idealmente i familiari delle vittime e tutti i sopravvissuti del disastro ferroviario che il 12 luglio di 2 anni ha strappato la vita a 23 persone innocenti - ha detto Antonio Decaro -. Chi c’era, quel giorno, davanti alle immagini dell’incidente, ricorderà gli occhi dei presenti, lo sgomento, la paura, l’incredulità per quello che era accaduto. Io stesso ho sempre raccontato che sono diventato ingegnere dei trasporti perché, avendo un padre aiuto macchinista delle Ferrovie dello Stato, mi ero innamorato dei treni, della velocità, del senso di libertà che mi trasmettevano. Tutto d’un colpo il treno, che era sempre stato simbolo di libertà, diventava simbolo di morte: i convogli si erano accartocciati, le lamiere intrappolavano ancora i feriti. Chi c’era quel giorno ricorderà anche le centinaia e centinaia di soccorritori che hanno fatto un lavoro straordinario, e nessuno potrà dimenticare l’affetto dei pugliesi, migliaia di persone accorse negli ospedali per donare il sangue, centinaia di medici e infermieri a disposizione delle strutture che accoglievano i feriti. In queste ore, ce lo ricordano i giornali, inizia il processo, con diverse persone rinviate a giudizio. La giustizia farà la sua parte, probabilmente nel corso del processo emergeranno altre responsabilità, ma niente potrà restituire ai familiari la vita dei loro cari, interrotta tragicamente quel maledetto 12 luglio. Oggi abbiamo voluto organizzare questa piccola cerimonia accogliendo una richiesta dei familiari delle vittime. Questa targa, che reca impressi i nomi di tutti loro, abbiamo voluto metterla in un luogo simbolico perché questa è la stazione del capoluogo di regione, una sorta di stazione delle stazioni dove arrivano tutti i convogli ferroviari che passano dalla Puglia. Di qui passano ogni giorno anche migliaia e migliaia di persone, ed è un luogo simbolico perché questa fontana, con l’acqua che zampilla, è il simbolo stesso della vita”.

    Il sindaco ha poi dato lettura dei nomi delle vittime iscritti sulla lapide commemorativa: “Noi non vi dimentichiamo”: così ha concluso suo intervento.

    Presente anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: “Il 12 luglio è una data durissima per noi da ricordare. Nei prossimi giorni – ha ricordato – comincia il processo che, tempestivamente, la procura di Trani, ha istruito. In quella sede cercheremo delle risposte alle tante domande dei familiari delle vittime che si chiedono come sia stato possibile che in una tratta regionale che da decine e decine di anni si faceva senza problemi, si sia verificato uno dei più gravi incidenti della storia italiana e non solo pugliese. Questo evidentemente costituisce per noi un monito alla responsabilità. Tutti indipendentemente dal loro ruolo, devono fare il proprio lavoro ogni giorno con grande attenzione e con grande cautela soprattutto pensando prima di tutto alla sicurezza delle persone. Mi auguro che questa data, così drammatica, rimanga nella mente dei pugliesi come la data della responsabilità”.

  • Cadavere sui binari a Mola, riaperta la tratta Lecce-Bari

    binari 2E’ stata riaperta lunedì mattina alle 7,20, sia pure inizialmente a velocità ridotta, la circolazione ferroviaria nella stazione di Mola di Bari, sulla linea Bari – Lecce. L’interruzione è durata di fatto un’ora e mezza, dalle 5,50, a causa del cadavere di un uomo.

    I treni hanno subito ritardi fino a 60 minuti, mentre 15 convogli regionali sono stati cancellati in maniera parziale o totalmente, arrecando inevitabilmente disagi ai viaggiatori, soprattutto pendolari. Trenitalia ha così dovuto rivedere la riprogrammazione del servizio ferroviario regionale ricorrendo a cancellazioni e limitazioni, provvedendo a garantire il servizio sostitutivo con autobus. Sul corpo sono in corso gli accertamenti dell’autorità giudiziaria e della Polizia Ferroviaria. Sempre Trenitalia comunica che durante l'interruzione della circolazione su tutti i convogli sono stati effettuati annunci, inviati 2500 sms e 1200 email grazie al servizio Infopush e distribuiti 810 kit con cibo e bevande.

    Il cadavere è stato poi identificato in un 42enne barese, presumibilmente suicidatosi. L’indagine è coordinata dal pm Gaetano De Bari.

  • Capotreno aggredito a bordo, i sindacati: "Ora basta"

    Polfer stazione BarlettaCapotreno aggredito durante il controllo dei biglietti sul Treno 703 Roma-Bari, all'altezza della stazione di Barletta. E per questo domani, 31 agosto FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, ORSA, UGL e FAST incroceranno le braccia in segno di protesta del grave evento lesivo dell'incolumità e della sicurezza dei lavoratori tutto il personale equipaggio treno (macchinisti e personale di bordo).

    “L' aggressione odierna è l'ultima di una serie di episodi che attanaglia i lavoratori del personale ferroviario nell'espletamento delle proprie funzioni – si legge in una nota dei sindacati – . Chiediamo alle Istituzioni di intervenire per ridurre i rischi dovuti ad aggressioni a bordo treno e nelle stazioni ferroviarie oltre a denunciare un fenomeno, quello delle aggressioni, che sta assumendo connotati di un vero allarme sociale. Bisogna rafforzare la vigilanza a bordo dei treni e nelle stazioni ferroviarie. Contemporaneamente il personale di bordo, a partire dalla data odierna, effettuerà controlleria esclusivamente laddove sussistano condizioni di sicurezza compatibili con l'espletamento delle proprie funzioni”.

  • Ciclisti che usano il treno, arrivano 11 velostazioni

    Giannini Gianni assessoreSono 11 i progetti selezionati e finanziati per la costruzione di velostazioni all’interno o nelle vicinanze delle stazioni ferroviarie pugliesi.

    Si tratterà di luoghi dove parcheggiare in sicurezza la propria bicicletta e usufruire di servizi come la manutenzione, il noleggio o le informazioni turistiche, nei pressi delle stazioni ferroviarie, favorendo i pendolari e i turisti.

    I comuni che usufruiranno di questa tranche di finanziamento sono Molfetta, Foggia, Candela, Lecce, Ruvo di Puglia, Ugento, Putignano, Palo del Colle, Corato, Giovinazzo e Grottaglie.

    I finanziamenti arrivano dopo la pubblicazione dell’avviso pubblico “Interventi per la realizzazione di velostazioni all’interno o in prossimità di stazioni ferroviarie”, con una dotazione complessiva di tre milioni di euro, provenienti dai fondi europei Por Puglia.

    La realizzazione di nuove velostazioni in prossimità delle stazioni ferroviarie consentirà ai Comuni beneficiari di garantire un deposito custodito e sicuro per le biciclette, con annessi servizi di ciclofficina, di riqualificare le aree ferroviarie, dando impulso a politiche di promozione di nuove e sostenibili modalità di trasporto urbano, riducendo l’utilizzo del mezzo motorizzato in luogo di mezzi di trasporto a basse emissioni.

    E’ infine in preparazione un nuovo bando che consentirà l’utilizzo delle risorse ancora disponibili.

    “La realizzazione di velostazioni – commenta l’assessore ai Trasporti Giovanni Giannini -contribuisce allo sviluppo ecocompatibile della Puglia in linea con le strategie regionali in tema di mobilità ciclistica. L’uso della bicicletta favorisce l’aumento della competitività ed efficienza nei trasporti, attraverso l’intermodalità bici-treno, e riduce la congestione stradale e il rischio di incidenti. Fondamentale è anche l’effetto positivo sulla salute pubblica e sulla promozione del cicloturismo nel territorio pugliese”.

  • Da venerdì treno elettrico anche per le Ferrovie Sud Est

    Fse treno elettricoLunedì 16 settembre debutta il primo treno elettrico sui binari completamente rinnovati della linea Bari – Putignano (via Casamassima) di Ferrovie del Sud Est.

    Il nuovo treno ETR (3 moduli, lungo 59 metri), è progettato secondo i moderni standard di sicurezza, comfort e accessibilità, ha 170 posti a sedere, di cui due per viaggiatori a ridotta mobilità, 4 spazi portabici, 1 toilette e portabagagli per valige di grandi dimensioni. Tra i servizi a bordo ci sono: display interni a led per le informazioni, pedane mobili per l’accesso di persone a ridotta mobilità, impianti di videosorveglianza, climatizzazione e sonorizzazione.

    Entro fine ottobre tutti i 5 i treni acquistati da Ferrovie del Sud Est saranno operativi e garantiranno il 70% dei collegamenti, con vantaggi in termini di efficienza, qualità dell’ambiente e comfort di viaggio.

    Presenti questa mattina, al viaggio inaugurale da Mungivacca ad Adelfia, Giovanni Giannini, Assessore regionale ai Trasporti, Luigi Lenci, Presidente di Ferrovie del Sud Est e Giorgio Botti, Amministratore Delegato di Ferrovie del Sud Est. Il rinnovo radicale di 48 km di linea (binari, massicciata e traverse) e il ripristino dell’elettrificazione consentono la circolazione di treni elettrici sulla linea Bari-Putignano (via Casamassima). Inoltre, entro il prossimo anno la relazione Bari – Putignano (via Casamassima) sarà attrezzata con il Sistema di Controllo Marcia Treno (SCMT) e saranno completamente automatizzati 17 passaggi a livello, oggi manovrati a mano.

    L’investimento complessivo per il rinnovo dell’infrastruttura e l’ammodernamento della flotta treni è pari a 80 milioni di euro e consentirà, entro la fine del 2020, di alzare la velocità commerciale dei treni, oggi limitata a 50 km/h, riducendo a meno di un’ora il tempo di viaggio tra Bari e Putignano, rispetto agli attuali 95 minuti.

    La stazione di Adelfia si conferma hub del trasporto integrato treno/bus della linea Bari –Putignano (via Casamassima): è da qui che partono i collegamenti in bus da e per Cellamare, Noicattaro, Casamassima, Sammichele, Turi e Putignano in coincidenza con i treni.

    Tra le novità del nuovo orario, da lunedì 16 settembre tornano i treni sulla linea Putignano - Martina Franca – Taranto, riaperta dopo i lavori di rinnovo dei binari. Trenta i treni in circolazione ogni giorno tra Putignano e Martina Franca (tempo di percorrenza 55 minuti), 16 quelli tra Taranto e Martina Franca (tempo di percorrenza 50 minuti).

    Infine l’offerta scolastica 2019 di Ferrovie del Sud Est. Quest’anno, grazie alla proficua collaborazione con Regione Puglia, Istituzioni comunali e Istituti scolastici, i collegamenti in bus sono più capillari e cadenzati in funzione degli orari di entrata e uscita delle scuole. Una fitta rete di collegamenti collega le contrade e i centri più piccoli con i principali bacini scolastici delle province di Bari, Brindisi, Lecce e Taranto, serviti da FSE.

  • Extracomunitario sul treno senza biglietto, si rifiuta di dare le generalità alla polizia

    orologi contraffattiVenditore abusivo extracomunitario, sul treno senza biglietto, si rifiuta di fornire le proprie generalità. Il Compartimento della Polizia Ferroviaria per la Puglia, la Basilicata ed il Molise, diretto dal dott. Luigi Liguori, in concomitanza con l’esodo estivo, ha intensificato le attività di vigilanza finalizzate e prevenire illegalità nelle stazioni ed a bordo dei treni, con particolare attenzione al contrasto delle aggressioni in danno del personale di bordo di Trenitalia da parte di soggetti che, durante il controllo del biglietto, ne sono sprovvisti, e del fenomeno del commercio di prodotti con segni falsi nell’ambito dell’iniziativa “Spiagge sicure – Estate 2018” del Ministero dell’Interno, nei confronti di soggetti che si servono dei treni per raggiungere le spiagge pugliesi dove praticare l’abusivismo commerciale.

    Questa mattina, durante le predette attività, agenti della Polizia Ferroviaria di Bari Centrale intervenivano in ausilio del capotreno di un convoglio regionale, in quanto aveva sorpreso uno straniero privo di biglietto. Gli agenti si adoperavano a far scendere dal treno la persona che, però, si rifiutava di declinare le proprie generalità, accertate, poi, tramite i sistemi informatici della Polizia di Stato.

    Nel prosieguo del controllo, al cittadino straniero, senegalese di anni 21, venivano sequestrati 24 orologi contraffatti di varie marche (Bulgari, Ferrari, Gucci, Basile, Armani, ecc.) che lo stesso occultava in uno zainetto.

    In merito, il senegalese veniva denunciato per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e rifiuto di fornire le proprie generalità, ed accompagnato presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Bari per accertamenti sulla sua posizione sul territorio nazionale.

  • Finalmente anche le Sud Est hanno il treno elettrico

    Treno interniLungo 59 metri e composto di 3 moduli, il nuovo treno ETR è in grado di viaggiare a una velocità massima di 120 km orari. Progettato secondo i moderni standard di sicurezza, comfort e accessibilità, conta 175 posti a sedere, comprese due postazioni per viaggiatori a ridotta mobilità, 4 spazi portabici, 1 toilette e scaffali per bagagli di grandi dimensioni. Tra i servizi a bordo: display luminosi interni per le informazioni a led, pedane mobili per l’accesso di persone a ridotta mobilità, impianto di videosorveglianza, impianto di climatizzazione e di sonorizzazione.

    E’ il nuovo treno presentato questa mattina a Bari dall’assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Giannini, dal sindaco di Bari, Antonio Decaro e dall’amministratore delegato di Ferrovie del Sud Est Luigi Lenci: fa parte della flotta di 18 convogli di ultima generazione che gradualmente sostituiranno i treni diesel oggi in circolazione portando vantaggi in termini di efficienza, qualità dell’ambiente e comfort di viaggio.

    Da metà giugno FSE avvierà le prime corse in preparazione al servizio commerciale.

    Questo risultato è possibile grazie al rinnovo radicale di 48 km di linea (binari, massicciata e traversine) e al ripristino dell’elettrificazione. I cantieri sono durati un anno. In funzione 24 ore su 24, sette giorni su sette – hanno impegnato 75 tecnici tra personale FSE e impresa appaltatrice e 25 mezzi d’opera.

    Entro il prossimo anno la tratta Bari –Putignano (Via Casamassima) sarà anche attrezzata con il Sistema di Controllo Marcia Treno (SCMT) e saranno completamente automatizzati 17 passaggi a livello. L’upgradetecnologico consentirà di superare il limite di velocità di 50 km/h riducendo del 40% gli attuali tempi di viaggio.

    Una svolta moderna e greensulla linea Bari-Putignano (Via Casamassima) che fino a pochi anni fa era l’emblema dell’incuria.

    Investimento complessivo per il rinnovo della flotta 70 milioni di euro.

  • Il Treno della memoria riceve il supporto dei Comuni

    treno della memoria DecaroLe finalità della convenzione firmata di recente tra l’ANCI e l’associazione Treno della Memoria per favorire la diffusione di iniziative volte alla sensibilizzazione sul tema della memoria e della Shoah sono state illustrate a Bari dal sindaco e presidente ANCI Antonio Decaro, insieme a Paolo Paticchio, presidente dell’associazione Treno della Memoria.

    All’incontro, cui hanno partecipato anche Francesca Romana Recchia Luciani, componente del comitato organizzatore del Treno della memoria, e Silvio Maselli, assessore comunale alle Culture, è intervenuta Jadwiga Pinderska-Lech, direttrice della casa editrice del Museo Statale di Auschwitz-Birkenau

    “La nostra organizzazione accompagna ormai da 14 anni studenti di tutta Italia in visita nei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau attraverso un percorso educativo articolato, che comprende momenti di studio e di conoscenza diretta- ha detto Paolo Paticchio -. Oggi siamo qui per presentarvi il protocollo d'intesa siglato tra Anci e la nostra associazione, un documento che per noi è motivo di grande orgoglio. Un'occasione per rafforzare la rete tra associazioni e istituzioni in un momento storico molto particolare, in cui, mentre ci allontaniamo sempre più da quella drammatica pagina della storia, diventa tanto più importante mantenere accesa la luce della memoria per non dimenticare. Per questo, con i nostri progetti, chiediamo e facciamo in modo che i giovani, attraverso una cultura attiva della memoria, stiano molto attenti a cogliere e riconoscere ciò che accade nel nostro presente. Perché se è vero, come diceva Primo Levi, che in quella storia ci sono vittime e carnefici, è altrettanto vero che c’è stata una grande zona grigia, e capire oggi quali siano le zone grigie è davvero un passaggio che può fare la differenza. Il rapporto con Anci diventa fondamentale perché nella nostra esperienza abbiamo sempre costruito il percorso del Treno della memoria in collaborazione con le scuole e i Comuni, che rappresentano i principali avamposti per innalzare il livello di civismo e consapevolezza. Attraverso questo protocollo proveremo ad estendere la partecipazione anche a territori che finora non siamo riusciti a coinvolgere nel nostro progetto”.

    “Ringrazio Paolo Paticchio e gli organizzatori del Treno della Memoria - ha proseguito Antonio Decaro - per il lavoro che portano avanti da tanti anni in collaborazione con i Comuni e le scuole italiane per ricordare alle nuove generazioni cosa è realmente accaduto sotto il nazismo. Oggi più che mai abbiamo la necessità di crearci gli anticorpi, una sorta di difesa immunitaria rispetto agli avvenimenti devastanti che sono accaduti in un passato neanche troppo lontano. Siamo in un momento storico particolare in cui cominciano a tornare immagini e slogan cui speravamo di non dover assistere mai più: la testata a un reporter a Ostia, l'immagine violentata di Anna Frank in uno stadio e, sempre su un campo di calcio, il saluto fascista di un calciatore a Marzabotto per festeggiare un gol. Ieri, nel sentire un rappresentante delle istituzioni riferirsi alla razza bianca, mi sono venuti i brividi, e una volta di più ho pensato che non dobbiamo e non possiamo assolutamente abbassare la guardia. Il percorso tracciato dal Treno della Memoria ci mette nelle condizioni di prestare molta più attenzione al passato e di guardare con spirito critico il presente. Con il vostro lavoro ci aiutate a ricordare una delle pagine più atroci della nostra storia e lo fate partendo dalle scuole, e io da genitore ne ho avuto la prova quando, in un recente viaggio ad Amsterdam, mia figlia ha voluto visitare la casa museo di Anna Frank, permettendomi di conoscere il luogo in cui questa ragazza ha affidato alle pagine del suo diario una delle testimonianze più forti e toccanti di quel periodo storico. Quest'anno, insieme alla mia famiglia, ho scelto di recarmi ad Auschwitz e sono convinto che sarà un'esperienza fortissima per l'impatto con un luogo in cui sono ancora visibili l'orrore e la follia dell'Olocausto”.

    “Oggi qui rappresento il museo statale di Auschwitz-Birkenau - ha dichiarato Jadwiga Pinderska-Lech -. Voglio esprimere i miei ringraziamenti nei confronti del grande lavoro che portate avanti. Vedo ogni anno migliaia di ragazzi arrivare ad Auschwitz grazie alle vostre iniziative e ogni anno mi dico che allora il nostro lavoro quotidiano ha un senso. Ad Auschwitz lavorano circa 800 persone, tra archivisti, conservatori, educatori, guide e l'intero staff che ogni giorno sorveglia i circa 200 ettari sui quali sorgono i due ex campi di concentramento. L'impegno di queste persone trova un pieno significato anche grazie al vostro lavoro”.

  • Incidente Corato-Andria, indagini chiuse con 19 indagati

    binari 2Notificati dalla Procura della Repubblica di Trani gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari, nei confronti di Ferrotramviaria SPA e di 18 indagati: 3 agenti ferroviari, 11 responsabili e dirigenti di Ferrotramviaria, 2 dirigenti dell’USTIF e 2 dirigenti del Dipartimento per i Trasporti.

    Alle ore 11:05 circa del 12 luglio 2016 i treni ET1016 proveniente da Corato e diretto a Andria ed ET1021 che viaggiava nella direzione opposta, si scontrarono frontalmente provocando la morte di 23 persone, tra le quali i due macchinisti e un capotreno, nonché il ferimento di altre 51 persone, tra le quali il capotreno dell’ET1021.

    Da subito fu chiaro che qualcosa non aveva funzionato nel sistema del “blocco telefonico”, utilizzato per regolamentare la circolazione dei treni su binario unico fra le stazioni di Andria e Corato. Tale sistema, infatti, si affida a comunicazioni telefoniche tra i capistazione delle stazioni ferroviarie limitrofe al fine di evitare che un treno possa impegnare il tratto di binario già impegnato da un altro treno.

    La Procura della Repubblica di Trani delegò le indagini al Nucleo Operativo Incidenti Ferroviari (un nucleo di esperti della Polizia Ferroviaria) e alla Squadra Mobile di Bari, nominando anche un team di consulenti tecnici. In poco più di un anno gli inquirenti hanno completato le indagini, sviluppatesi su tre fasi distinte, ciascuna corrispondente a un livello di responsabilità.

    La prima fase delle indagini ha consentito di ricostruire la dinamica dei fatti e di individuare le responsabilità degli agenti ferroviari che gestirono l’incrocio tra i treni ET1016 ed ET1021. In particolare è stato accertato che il capostazione di Andria, avendo già autorizzato la partenza del treno ET1016 da Corato, avrebbe dovuto attenderne l’arrivo prima di licenziare il treno ET1021. Parimenti il capotreno e il macchinista dell’ET1021 non sarebbero dovuti partire, nemmeno dopo il segnale del capostazione, prima di aver personalmente verificato l’arrivo dell’ET1016.

    La seconda fase delle indagini ha riguardato l’intera gestione della sicurezza della circolazione ferroviaria da parte di responsabili e dirigenti di Ferrotramviaria. E’ stato accertato che nel corso degli anni si erano verificate numerose situazioni di pericolo, determinate da errori umani molto simili a quelli verificatisi il 12 luglio 2016, che avrebbero dovuto indurre la dirigenza a predisporre misure urgenti di riduzione e contenimento del rischio, quali l’installazione di un sistema di blocco elettrico automatico, la riduzione delle velocità dei treni e l’aumento della separazione temporale tra un convoglio e l’altro. Queste misure non furono adottate per motivi economici, confidando nel futuro ammodernamento dell’intera linea ferroviaria e accettando, pertanto, nelle more di questo previsto ammodernamento, il rischio di un incidente.

    La terza fase delle indagini ha interessato l’organo deputato a concedere il nulla osta di esercizio della circolazione ferroviaria (l’USTIF) e quello competente a impartire direttive di indirizzo e coordinamento al fine di migliore la sicurezza ferroviaria (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti). Nonostante il regime di circolazione con blocco telefonico su binario unico sia stato dichiarato obsoleto e inadeguato rispetto ai moderni standard di sicurezza, l’USTIF e il Ministero non hanno adottato alcuna disposizione o direttiva finalizzata a imporre l’adozione di sistemi di sicurezza automatici e di misure idonee a contenere il rischio di incidente.

  • Incidente dei treni, imputati tutti rinviati a giudizio

    Incidente TrenoSono stati tutti rinviati a giudizio i 17 imputati più la società Ferrotramviaria per l’incidente ferroviario occorso il 12 luglio 2016 sulla tratta Corato-Andria. Nell’impatto morirono 23 persone e 51 rimasero ferite. Lo ha deciso oggi a Trani il Gup Angela Schiralli. Il processo comincerà il 28 marzo 2019.

    Sulla decisione è intervenuto anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano: “Il rinvio a giudizio degli imputati disposto dal Giudice dell’Udienza Preliminare dott.ssa Angela Schiralli – ha detto in una nota – rappresenta un ulteriore passo verso la verità su un incidente ferroviario che non solo ha provocato morte e dolore, ma che ha segnato profondamente il sistema della mobilità e del trasporto pubblico della Puglia. La Regione costituita parte civile parteciperà al processo accanto ai familiari delle vittime perché siano accertate le effettive responsabilità di quanto accaduto”.

  • Individuata la fermata del treno all'ospedale di Barletta

    Cannito fermata DimiccoliUn passo in avanti è stato compiuto nella localizzazione della fermata ferroviaria per l’ospedale “Dimiccoli” di Barletta, dopo un sopralluogo compiuto questa mattina sul posto, nei pressi di contrada Pozzillo, che il sindaco di Barletta, Cosimo Cannito, ha compiuto insieme ad alcuni rappresentanti di RFI e Italfer, che si occuperà del progetto, al fine proprio di individuare l’area più idonea e rispondente a requisiti ben precisi, a cominciare da quelli di accessibilità e viabilità.

    Sul posto, oltre al sindaco Cannito e ai rappresentanti di Rfi, c’erano anche alcuni tecnici comunali, gli assessori ai lavori pubblici Gennaro Calabrese e all’edilizia Rosa Tupputi, il consigliere regionale Ruggiero Mennea.

    “Realizzare quest’opera di cui si parla da anni – ha detto il sindaco Cannito – è strategico per uno sviluppo in chiave moderna e sostenibile dei trasporti, non solo locali; senza trascurare l’importanza di offrire un servizio essenziale ai cittadini residenti e non che devono raggiungere l’ospedale di Barletta, che è un presidio sanitario importante per il territorio”.

    L’intervento di realizzazione della fermata ferroviaria presso il nosocomio barlettano, prevede una banchina della lunghezza di 250 metri ed è già inserito nel Piano triennale dei Trasporti e rientra in un ben più ampio programma di Rfi che prevede la elettrificazione della linea Canosa di Puglia – Barletta.

    “Avere individuato un’area con determinati requisiti, come richiesto da Rfi – ha aggiunto il sindaco – ci consente di dare una indicazione precisa quanto necessaria per dare una svolta nella direzione dell’avvio delle procedure che porteranno alla cantierizzazione dell’opera”.

  • Palpeggia e rapina una studentessa sul treno Bologna-Bari: arrestato

    carabinieri stazione MolfettaIdentificato ed arrestato a Bitonto l’autore di una rapina avvenuta sul treno Bologna-Bari. I carabinieri della Compagnia di Molfetta hanno arrestato un 36enne del luogo, il quale, prima di scendere dal treno, ha rapinato del borsello e palpeggiato una studentessa che era rimasta da sola in uno scompartimento.

    Venerdì sera, poco dopo le ore 19.00, i carabinieri, a seguito di una richiesta pervenuta sul 112, sono intervenuti presso la locale Stazione Ferroviaria ove, all’interno di un vagone del treno Intercity Bologna-Bari, in prossimità della fermata di Molfetta, uno sconosciuto, approfittando dell’assenza di altri passeggeri, dopo aver colpito al volto una studentessa 26enne, anche lei di Molfetta, le aveva sottratto il borsello. Nella circostanza, l’uomo, parzialmente travisato, all’apertura delle porte, si dava alla fuga, dileguandosi a piedi nelle vie circostanti. All’arrivo dei carabinieri, mentre la vittima veniva soccorsa e trasportata da personale del 118 presso il Policlinico di Bari per le cure del caso, scattavano le ricerche del rapinatore. Sul posto interveniva anche personale della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Bari per i rilievi e gli accertamenti tecnico-scientifici. Per tale evento, il traffico ferroviario è rimasto bloccato per circa trenta minuti, riprendendo poi regolarmente. 

    Di fondamentale importanza per le indagini svolte nell’immediatezza del fatto, oltre alle dichiarazioni rese dalla vittima e le testimonianze raccolte da alcuni avventori che sostavano nei pressi del bar della stazione ferroviaria, sono state le immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza che hanno consentito agli stessi militari intervenuti di riconoscere ed identificare il rapinatore in D.C.D., 36enne del luogo, il quale, poche ore dopo veniva rintracciato ed arrestato, nei pressi di Bitonto, poiché ritenuto responsabile di rapina aggravata e violenza sessuale di minore gravità.

    La ragazza, infatti, mentre era rimasta da sola nello scompartimento, dopo essere stata colpita con pugni e calci al volto, oltre a subire l’asportazione del proprio borsello, è stata anche palpeggiata, sui pantaloni, nelle parti intime. Fortunatamente l’azione delittuosa del malfattore è terminata con la sua fuga non appena il treno, giunto alla fermata di Molfetta, ha aperto le porte dei vagoni. Le immediate ricerche consentivano, inoltre, di ritrovare in un bidone dei rifiuti, sito nei pressi della stessa Stazione Ferroviaria, il borsello sottratto alla vittima, privo del denaro ammontante a circa euro 50,00 euro, ma con all’interno ancora i documenti d’identità della ragazza. L’arrestato è ora in carcere a Trani.

  • Persona diversamente abile si smarrisce sui treni della Bari Nord

    Treno FnbUna storia a lieto fine per il ragazzo della provincia di Foggia, che si era allontanato dalla propria famiglia. Ieri sera intorno alle ore 23,10 la pattuglia del Reparto Operativo di Polizia Ferroviaria di Bari Centrale era stata allertata da un capotreno delle Ferrovie Nord Barese sulla presenza di una persona diversamente abile, che si trovava su un convoglio da sola, incapace di esprimersi.
    Con abilità, attraverso un continuo flusso informativo con tutti gli uffici territoriali delle forze dell’ordine, le varie pattuglie della Polizia Ferroviaria di Bari Centrale, nonostante il ragazzo non avesse dato nessuna indicazione sulla sua identità, né tantomeno sul domicilio di provenienza, riuscivano nella mattinata a rintracciare la sorella, che lo stava cercando. Prima di lasciare l’ufficio una bella colazione con i poliziotti per festeggiare lo scampato pericolo. Dall’inizio dell’anno sono state rintracciate 21 persone scomparse, di cui 14 minori, qualche giorno fa anche una ragazza con problemi psichici che veniva affidata ad una Casa protetta. 

  • Sessantenne tenta approccio sessuale sul treno da Barletta a Bari: denunciato

    Stazione internoTenta un approccio sessuale con una passeggera del Frecciabianca Milano-Bari e finisce denunciato in quanto responsabile di molestie e ingiuria. Il protagonista è un sessantenne, pregiudicato, finito nel mirino della polizia di stato.
    La scorsa notte gli agenti del Reparto Operativo della Polizia Ferroviaria di Bari Centrale, vigilando in Stazione la sosta del Frecciabianca Milano-Bari, sono stati avvicinati dal capotreno e da una giovane passeggera che riferiva di essere stata molestata a bordo del convoglio.
    La ragazza ha raccontato che sul treno, nel tragitto da Barletta a Bari, era stata avvicinata da un anziano signore, del quale forniva una dettagliata descrizione, che, dopo essersi seduto accanto a lei, aveva proferito nei suoi confronti parole scabrose con l’intento di avere un approccio sessuale; tanto che, per l’imbarazzo, la giovane era stata costretta ad allontanarsi subito dal posto occupato.
    Appresa la notizia, gli agenti si sono posti alla ricerca del molestatore, rintracciandolo poco dopo sul treno. Si tratta di un sessantenne lucano, con precedenti penali per vari reati, non nuovo a comportamenti del genere.
    L’uomo, grazie anche all’acquisizione di testimonianze di altri viaggiatori che avevano assistito all’episodio, è stato denunciato per molestie e ingiuria.

  • Sorvegliato speciale scoperto dalla Polfer sul treno per Bari

    polfer a BariRisultava sottoposto alla sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di dimora nel Comune di Barletta, a seguito di provvedimento emesso nel 2017 dal Tribunale di Trani, Sezione Misure di Prevenzione, ma era su un treno diretto a Bari.

    Lo hanno scoperto ieri mattina agenti della Polizia Ferroviaria del Reparto Operativo di Bari Centrale, nel corso di un servizio di scorta viaggiatori a bordo del treno regionale 12461 (Foggia-Bari), individuato come convoglio “critico” nell’ambito degli incontri mensili tra Polizia Ferroviaria e Gruppo F.S.I., in relazione all’analisi su fenomeni di natura illegale che si verificano sui treni delle tratte regionali. Gli agenti hanno così proceduto al controllo di un pregiudicato di anni 47 originario di Barletta.

    Al termine degli accertamenti, il sorvegliato speciale è stato tratto in arresto per la violazione inerente alla predetta misura e ristretto presso la casa circondariale di Trani.

  • Treno Sud Est esce da binari: nessun ferito ma tratta chiusa fino a venerdì

    Treno sviato 1Rimarrà chiuso fino a venerdì 22 dicembre il tratto delle Ferrovie del Sud Est tra Putignano e Castellana Grotte a seguito dello svio del treno verificatosi questo pomeriggio, per fortuna senza causare danni alle persone. La mobilità sarà garantita con un servizio di bus sostitutivi tra le due località.

    In corso le operazioni di rimozione del treno (un convoglio ATR 220 in composizione doppia).

    Al momento dello svio a bordo delle sei carrozze del convoglio c’erano un centinaio di persone.

    Le squadre tecniche di FSE interverranno per sostituire le traverse e ripristinare la piena funzionalità in sicurezza della tratta.