Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui

fal  fal

anziano

  • Anziano dimentica la via di casa, "salvato" dalla polizia

    Volante in piazza MoroIeri pomeriggio, a Bari, la Polizia di Stato ha rintracciato un anziano classe ‘41 che si era allontanato dalla propria abitazione, facendo perdere le proprie tracce.
    I poliziotti della Squadra Volante e del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Settentrionale”, nell’ambito degli ordinari servizi di controllo del territorio, hanno notato l’uomo che, con aria spaesata, camminava lungo via Picca; insospettiti dal suo atteggiamento si sono avvicinati per verificare se avesse bisogno d’aiuto e, sin da subito, hanno compreso che la persona era in stato confusionale ed aveva perso l’orientamento.
    Gli accertamenti espletati dagli agenti hanno permesso di rintracciare i familiari, preoccupati, che non avevano sue notizie dalle ore 9 del mattino, quando era uscito di casa.
    L’anziano, disorientato, aveva intenzione di rientrare a casa ma si era recato erroneamente nella via dove aveva vissuto durante l’infanzia; tranquillizzato, dopo le verifiche del caso, è stato riaffidato ai propri familiari.

  • Aveva aggredito anziano col ferro da stiro, preso un minore ad Andria

    VolanteNei giorni scorsi, ad Andria, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale per i Minorenni di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un minore di 17 anni, ritenuto responsabile di rapina aggravata in concorso.

    I poliziotti del Commissariato di P.S. di Andria hanno identificato il responsabile della rapina aggravata perpetrata, nello scorso mese di dicembre, ai danni di un sessantacinquenne andriese; il giovane, unitamente al suo complice Smaani Naim, già tratto in arresto ed associato presso la Casa Circondariale di Trani, aveva aggredito, utilizzando un ferro da stiro, un uomo di 66 anni, impossessandosi del suo borsello contenente denaro ed effetti personali.

    A seguito della violenta aggressione, l’uomo era stato immediatamente trasportato presso il locale nosocomio e ricoverato nel reparto di neurochirurgia, con prognosi riservata.

    Dopo le formalità di rito, il giovane è stato condotto presso una comunità di recupero.

  • Badante aguzzina riduce in povertà un anziano isolandolo dai parenti

    carabinieri e anzianoAvrebbe abusato dell’infermità di un anziano, deprivandolo di ogni bene fino a ridurlo in povertà e costringendolo ad un isolamento completo dai suoi affetti ed all’interruzione delle cure sanitarie.

    I carabinieri della Stazione di Bari Picone hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Bari – Giovanni Anglana -, su richiesta del P.M. Larissa Catella della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Mininni Anna 37enne, già nota alle forze dell’ordine, ritenuta responsabile di circonvenzione di persone incapaci.

    Le indagini condotte dai carabinieri e coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari hanno fatto emergere la storia del “Sig. G.”, il quale, dopo aver lavorato una vita onestamente, ha dovuto affrontare la malattia, la perdita della moglie ed infine dopo l’incontro con la Mininni, i maltrattamenti, l’isolamento, la rovina economica ed il progressivo peggioramento dello stato di salute che lo ha portato ad un passo dalla morte.

    Tutto trae origine agli inizi del marzo scorso, quando i militari intervenivano in ausilio di un equipaggio del 118 che nel tentativo di soccorrere un 70 enne, caduto in casa, venivano aggrediti dalla badante che irrompeva nell’appartamento, pretendendo che non fosse somministrata alcuna cura.

    L’uomo, malato da tempo, si presentava in condizioni pessime, solo, senza farmaci, senza cibo, digiuno da giorni, incapace ormai di provvedere a sé stesso, in un ambiente (il suo appartamento) diventato insalubre. Nonostante le evidenti condizioni di disagio, la sedicente badante pretendeva che i sanitari ed i militari si allontanassero lasciando che lei provvedesse, come sosteneva di saper fare, alla salute dell’uomo. Le condizioni di salute del “Sig. G.”, erano così compromesse e tale era lo stato di abbandono e degrado in cui era stato costretto dalla Mininni che probabilmente non avrebbe potuto sopravvivere alle successive 24/48 ore.

    Ad ogni modo, l’aggressività mostrata dalla donna verso sanitari e carabinieri è divenuta tale che ha costretto i militari ad allontanarla di forza per lasciare che l’uomo ricevesse le necessarie cure.

    Una volta terminato l’intervento del 118, venivano allertati i servizi sociali ed i militari intervenuti si prodigavano per condurre l’uomo presso una casa di cura che potesse ristabilirne le funzioni vitali, prestando l’accudimento necessario a consentire la sua sopravvivenza. Parallelamente i carabinieri provvedevano a ad informare la Procura della Repubblica ed a richiedere la nomina di un amministratore di sostegno (cosa che avveniva in pochi giorni) per sottrarre l’anziano dalla sfera di dominio della badante, la quale nonostante l’allontanamento e le intimazioni ricevute dai militari, continuava insistentemente a chiamare sul cellulare l’anziano, pretendendo di imporre, ormai senza successo, la propria presenza.

    L’uomo una volta al sicuro, con le ultime forze rimaste e con un filo di voce, prendeva il coraggio di aprirsi con i militari che lo avevano soccorso, implorando aiuto e confidando di essere stato obbligato all’isolamento, completamente soggiogato dalla sua badante alla quale ormai aveva versato tutti i suoi risparmi e dalla quale subiva minacce e percosse quotidiane. Il “Sig. G.” spiegava che la donna in realtà non svolgeva nei suoi confronti nessun compito di assistenza, costringendolo a stare chiuso in casa e limitandosi a recarsi presso il suo appartamento una volta al mese per sottrargli tutta la pensione o per fargli accendere finanziamenti in suo favore o in favore del figlio; finanziamenti che ormai non riusciva più ad onorare.

    Il giorno successivo all’intervento, i militari si occupavano di far ricongiungere l’uomo con i suoi familiari, i quali a causa delle minacce e delle aggressioni subite dalla Mininni si erano dovuti allontanare orami da tempo; così il “Sig. G.” ha potuto riabbracciare la mamma 90 enne, la sorella ed il cognato che ora potranno tornare ad occuparsi di lui.

    Per come riscontrato attraverso le indagini, il progetto criminoso della donna era iniziato all’incirca alla metà del 2017, epoca in cui aveva avvicinato il l’uomo, proponendosi come badante per il compenso di 450 euro mensili, rispetto ai quali tuttavia svolgeva ben pochi servizi sino a limitarsi a svolgere una sola ora di lavoro al mese. Da subito aveva iniziato a costringere l’uomo ad effettuare grosse elargizioni fra denaro contante e bonifici (anche quotidiani) per diverse migliaia di euro, sino a prosciugarne del tutti i conti bancari, causando un ammanco quantificato in circa 140 mila euro di risparmi (senza contare il danno subito per la svendita di un appartamento e per il completo depauperamento del capitale della polizza vita della defunta moglie, anch’essi assorbito dalla Mininni).

    Si è trattato di un vero e proprio salvataggio quello che i carabinieri (assieme ai sanitari ed ai servizi sociali) hanno messo in atto, sottraendo un uomo ormai privato della sua dignità, alla spietata malvagità della sua aguzzina, violenta, determinata e sicura di sé al punto da minacciare apertamente anche i carabinieri pur di salvaguardare “quella sua personale forma di reddito”. È apparso chiaro quindi il progetto e la ragione dell’ostinazione della Mininni, la quale una volta che il “Sig. G.” fosse deceduto in maniera “naturale”, ne avrebbe potuto occupare l’appartamento dove aveva già trasferito la sua residenza e che rivendicava in più occasioni e apertamente come proprio.

    La spudorata sfacciataggine della Mininni non ha trovato alcun limite nemmeno dopo che il “Sig. G.”, era orma sotto la custodia dei militari e dell’amministratore giudiziario.

    Alcuni giorni dopo il collocamento presso la casa di cura infatti, avendo scoperto dove si trovasse l’anziano, la Mininni lo prelevava, conducendolo ancora in pigiama, presso la sua banca per effettuare un prelievo di mille euro; evento che non si verificava per un nuovo intervento dei militari che seguendo giornalmente le sorti dell’uomo si accorgevano di quanto stava accadendo, bloccavano il prelievo e raggiungevano l’uomo in casa dove la donna lo aveva di nuovo relegato (peraltro sfondando la porta e lasciandola spalancata). L’anziano veniva così ricondotto presso la casa di riposo.

    Ora la donna, grazie alla tempestiva risposta della giustizia, è rinchiusa in carcere e non può più nuocere al “Sig. G.” a cui sono stati restituiti gli affetti e la dignità perduta.

  • Giovane rumena sfila portafoglio ad un anziano sul treno

    Polfer stazione BarlettaIeri pomeriggio gli agenti della Polizia Ferroviaria di Barletta, in servizio di prevenzione reati nella Stazione F.S. di Barletta, intervenivano a bordo di un treno delle Ferrovie del Nord Barese, in quanto era stata segnalata la presenza di un anziano signore vittima di furto.

    Sul posto, gli agenti prendevano contatti con l’anziano e, dopo averlo rassicurato, si facevano raccontare quello che gli era capitato. L’uomo riferiva che, poco prima, aveva donato 5,00 euro ad una ragazza che gli aveva chiesto l’elemosina, prelevando i soldi dall’interno della tasca del pantalone dove custodiva altro contante, manovra, quest’ultima, che non sfuggiva alla donna.

    Infatti, la stessa, dopo essersi seduta accanto a lui, con destrezza gli sfilava il denaro dalla tasca, tentando, poi, di allontanarsi. La donna, però, a seguito della descrizione fatta dalla vittima e da altri passeggeri, veniva rintracciata sul treno dagli agenti e identificata per una cittadina romena di 26 anni, pluripregiudicata, dimorante presso un campo nomadi della provincia di Foggia.

    Nel corso del controllo di polizia, nella borsa della donna veniva rinvenuta la somma di euro 195, provento del furto, nonché un telefono cellulare marca Huawei che, dagli accertamenti esperiti, risultava rubato nella città di Mestre (VE) l’8 febbraio scorso e denunciato dalla vittima ai carabinieri di Favaro Veneto (VE).

    Al termine dell’attività, gli agenti restituivano i 195 euro all’anziano, mentre il telefono veniva sequestrato per il prosieguo delle indagini.

    La donna è stata tratta in arresto e ristretta il carcere di Trani. Questa mattina, è stata processata con rito abbreviato presso il Tribunale di Trani e condannata a 2 anni di reclusione per furto aggravato e ricettazione, da scontare in carcere.

  • Giovanissimo sotto effetto di droga investe e uccide un 91enne: ai domiciliari

    gazzella 5Sotto l’effetto di sostanze stupefacenti ha investito un pedone. Alle 03.00 di questa notte, i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Triggiano, intervenuti a seguiti di un sinistro stradale avvenuto alle 20 di eri sera a Capurso, hanno arrestato un 22enne del luogo per omicidio stradale e guida in stato di alterazione psico-fisica. Il predetto, alla guida della propria utilitaria sotto l’effetto di sostanze stupefacenti mentre percorreva quella via Casamassima, investiva il pedone De Benedictis Marco Giuseppe 91enne, mentre stava attraversando la strada per recarsi alla propria abitazione. L’anziano, soccorso da personale 118, veniva trasportato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “Di Venere” di Bari-Carbonara, ove, alle successive ore 23,45 decedeva per “arresto cardiocircolatorio irreversibile in politrauma della strada”. I rilievi tecnici eseguiti sul posto dai carabinieri, nonché le risultanze degli esami tossicologici e alcolemici esperiti sul conto del 22enne, permettevano ricostruire l’esatta dinamica del sinistro stradale e le responsabilità del conducente dell’autovettura, risultato positivo all’uso di sostanze stupefacenti. Il veicolo è stato sottoposto a sequestro. La patente di guida del 22enne è stata ritirata ed il giovane è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

  • Insospettabile 64enne trovato con cocaina purissima in casa

    Mola drogaUn “insospettabile” 64enne, incensurato, non collegato agli ambienti della criminalità locale, è stato arrestato ieri sera dai carabinieri della Tenenza di Mola di Bari, nell’ambito di un servizio antidroga. Dovrà rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

    I carabinieri, venuti a conoscenza di un insolito via vai di persone dall’abitazione del 64enne, hanno predisposto appositi servizi di osservazione e, al momento più opportuno, hanno deciso di procedere ad una perquisizione domiciliare. Nella circostanza, l’uomo ha tentato di ritardare l’accesso ai militari con scuse banali, finanche di non trovare la chiavi del portone d’ingresso o di accusare finti malori. I carabinieri, ormai certi che nascondesse qualcosa, hanno quindi forzato il portone e sono entrati nell’appartamento, rinvenendo e sequestrando, sul tavolo della cucina, delle dosi di cocaina che l’uomo stava ancora confezionando, oltre a mezzo chilo di cocaina purissima, custodita in due panetti in cellophane e quattro bilancini di precisione.

    Per i carabinieri si tratta di un considerevole quantitativo di droga, verosimilmente destinata al rifornimento di pusher in occasione del weekend di carnevale. L’uomo, tratto in arresto, si trova ora presso il carcere di Bari.

  • Monopoli, arrestato bullo 15enne: era il terrore della scuola

    carabinieri MonopoliBullo 15enne di un istituto professionale arrestato dai carabinieri per spaccio ed estorsione continuata commessi a scuola ai danni di coetanei.

    Ieri mattina i militari della Compagnia di Monopoli hanno eseguito una ordinanza di applicazione di misura cautelare del collocamento in comunità, emessa dal Tribunale per i Minorenni di Bari – Ufficio GIP - a carico di un 15enne per i reati di detenzione e spaccio di stupefacenti, estorsione continuata e furto.

    Il provvedimento è stato emesso a conclusione di una attività di indagine finalizzata al contrasto della diffusione dello spaccio all’interno delle scuole. Tramite servizi di osservazione i carabinieri hanno dapprima individuato dei movimenti sospetti che avvenivano all’uscita e all’ingresso degli orari delle lezioni di un Istituto Professionale del luogo, ed in seguito, coordinati nelle indagini dalla Procura dei Minorenni di Bari, porre fine, con l’emissione della citata misura cautelare, ad una situazione che da molto tempo minava la serenità degli alunni, fino addirittura a terrorizzarli.

    In particolare è emerso che il 15enne aveva avviato all’interno della scuola un proprio giro di spaccio, obbligando i suoi coetanei, anche durante le lezioni, ad acquistare dosi di marijuana. Il giovane (sebbene ancora quindicenne) era già conosciuto dai carabinieri di Monopoli per via dei suoi comportamenti indisciplinati e per essere un consumatore di cannabinoidi, ma soprattutto per essere stato coinvolto nell’omicidio di Giuseppe Dibello, l’anziano di 77 anni che per una bravata è stato fatto annegare in una scogliera di Monopoli, fatti per i quali risulta ancora indagato per omissione di soccorso.    

    Proprio per via del suo coinvolgimento in un omicidio il 15enne incuteva terrore nei compagni; gli altri studenti non solo erano costretti ad acquistare anche quando non gradivano, ma per ogni spinello pagavano cifre enormi (50 euro), che il minorenne riscuoteva senza ammettere discussioni. Tutti sapevano che il 15enne spacciava, ma nessuno osava contrapporsi per paura delle pesanti ritorsioni, ovvero minacce, percosse e un clima di terrore che li accompagnava per tutta la durata delle lezioni, tanto che alcuni chiedevano ai propri parenti di essere accompagnati all’ingresso e all’uscita pur di non incrociare il coetaneo.

    Quest’ultimo, in una circostanza, quale alternativa al denaro, obbligava un acquirente a rubare ai propri genitori i gioielli di famiglia, anelli e collane (il cui valore è stimato in almeno 1.000 euro) in cambio di una cessione più generosa.

    Nel corso dell’attività, a riscontro del quadro indiziario, è stato rinvenuto un involucro in cellophane contenente 53 grammi di marijuana occultati dal 15enne nei pressi della propria abitazione e verosimilmente destinati alla vendita ad altri studenti.

    Al termine delle formalità, come disposto dalla Procura Minorile, il minorenne è stato accompagnato presso una Comunità per minori al fine di iniziare un percorso rieducativo.

  • Non vuole la multa, anziano aggredisce ausiliare del traffico

    carabinieri pattuglia AndriaHa provato la fuga a bordo della propria autovettura in pieno centro ad Andria, ma V.S., 63enne del luogo, già noto alle forze dell’ordine, non è riuscito comunque a sottrarsi alla cattura dei carabinieri dell’Aliquota Radiomobile che lo hanno arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

    In particolare, i militari, durante uno dei numerosi e reticolari servizi perlustrativi di controllo del territorio per le vie cittadine, venivano allertati dalla Centrale Operativa del Comando Compagnia, poiché era in atto un’aggressione ad un ausiliario del Traffico, nella centralissima via Sturzo. Giunti tempestivamente sul posto, i carabinieri hanno notato una Fiat Punto allontanarsi, mentre l’aggredito, un giovane ausiliario del traffico, riferiva ai militari che, durante l’esercizio della propria attività, nel contestare una contravvenzione ad un cittadino che aveva parcheggiato in divieto di sosta, poiché al limite con l’incrocio di altra strada, era stato dapprima aggredito verbalmente, ricevendo frasi ingiuriose, poi, non pago dell’aggressione verbale, il conducente dell’auto era sceso dal mezzo colpendolo con un pugno, afferrandolo per la gola e spingendolo a terra.

    I carabinieri si sono, quindi, messi all’inseguimento dell’autovettura, che veniva raggiunta e bloccata nei pressi dell’abitazione del conducente, nel frattempo riconosciuto dai militari. Per V.S. sono così scattate le manette con l’accusa di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. All’ausiliario del traffico, i sanitari del locale pronto soccorso, gli hanno diagnosticato lesioni guaribili in 7 giorni.

    Su disposizione della Procura di Trani, il violento autista è così finito ai domiciliari, dove gli verrà anche recapitata la contravvenzione al Codice della strada.

  • Picchiano a rapinano un anziano, presi i due responsabili

    Carabinieri GrumoRapina aggravata e lesioni personali in concorso, ai danni di un 83enne. Sono le accuse da cui dovranno difendersi R.G. 52enne di Toritto e D.T.S.P. 28enne di Palo del Colle, arrestati dai carabinieri della Stazione di Grumo Appula, in esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

    I due malfattori, alle 14del 1 settembre scorso, travisati ed armati di un coltello, erano penetrati in casa dell’anziano, residente a Grumo Appula e dopo averlo minacciato e selvaggiamente picchiato, causandogli gravi lesioni al volto, si erano fatti consegnare la somma di 500 euro che l’anziano custodiva in casa.

    Le indagini immediatamente avviate dai militari della locale Stazione, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari, supportate soprattutto dalla lucida e minuziosa descrizione dei rapinatori fatta dalla vittima e corroborate da immagini di videosorveglianza estrapolate da impianti dislocati lungo la via di fuga dei malfattori, hanno consentito di raccogliere importanti elementi di responsabilità a carico dei due indagati, consentendo così la celere emissione del provvedimento restrittivo.

    Per i due rapinatori si sono aperte le porte del carcere di Bari.

    Sul loro conto i carabinieri continuano gli accertamenti per scoprire se possono essere ritenuti i responsabili di altri gravi fatti avvenuti nella zona.

  • Pregiudicato rubava i soldi della pensione agli anziani

    Gazzella dettaglioE’ ritenuto responsabile di due furti aggravati commessi in danno di anziani. Ieri mattina, i militari della Stazione Carabinieri di Putignano hanno arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, A.V. 63enne di Triggiano.

    In particolare le indagini condotte dai carabinieri della Stazione di Putignano e coordinate dal sost. proc.  Manfredi Dini Ciacci, della Procura della Repubblica di Bari, sono iniziate il 22 dicembre 2016, quando una signora 83enne di Putignano si è recata presso la locale Stazione CC per denunciare che, nell’androne della propria abitazione, era stata avvicinata da un signore distinto nel portamento il quale, dopo averle chiesto un’informazione, con una mossa fulminea, era riuscito a sottrarle dall’interno della borsa una busta contenente la somma di €. 700 poco prima prelevata da un istituto di credito ubicato nelle vicinanze. Nel corso delle preliminari indagini i militari hanno riscontrato che il “modus operandi” dell’autore dell’odioso furto era analogo ad un altro episodio occorso in Conversano il 4 febbraio scorso, ai danni di un 85enne del luogo che, all’interno di una tabaccheria, era stato avvicinato alle spalle da un individuo il quale, con destrezza, gli aveva sfilato, dalla tasca del giubbotto, la somma di 1.300 euro equivalente alla pensione prelevata poco prima dal vicino ufficio postale.

    I successivi più approfonditi accertamenti, sviluppati attraverso escussioni testimoniali ed esame dei sistemi di videosorveglianza presenti nei luoghi interessati, consentivano di stabilire che l’autore dei due furti era la stessa persona, ovvero un uomo, apparentemente insospettabile, dal portamento distinto, vestito con un loden color cammello, il quale, dopo aver scelto la vittima, adocchiata al momento del prelievo di danaro all’interno di un istituto di credito o ufficio postale, la seguiva e, cogliendo l’attimo più favorevole, metteva a segno il colpo senza troppi scrupoli. Le prove acquisite, oltre ai numerosi trascorsi specifici annoverati dall’uomo, hanno consentito agli inquirenti di risalire, senza ombra di dubbio, al 63enne A.V., cosicché, per entrambi i furti, il P.M. della Procura della Repubblica di Bari ha potuto richiedere al GIP del locale Tribunale, Valeria La Battaglia, una misura cautelare a carico del malfattore, resosi responsabile di tali detestabili reati, soprattutto perché commessi ai danni di anziani, ovvero persone più deboli e facilmente vulnerabili.

    A.V. è così finito agli arresti domiciliari. Sono in corso indagini da parte dei carabinieri per accertare se l’arrestato si è reso responsabile di analoghi delitti commessi in danno di anziani anche in altri comuni.

  • Rapina un anziano pensionato ma è tradito dalla bicicletta

    volante 2Rapina parte della pensione ad un anziano, ma non riesce a farla franca. Lunedì a Trani La Polizia di Stato ha eseguito un fermo di P.G. nei confronti di Signore Fulvio foggiano 51 enne, pregiudicato.

    Lo scorso 1° settembre a Trani un anziano pensionato era stato vittima di una rapina aggravata avvenuta all’interno della sua abitazione mentre riponeva nel cassetto una somma di denaro prelevata poco prima presso un ufficio postale.

    Un uomo, dopo aver seguito la vittima, si introduceva nella sua abitazione e dopo una violenta colluttazione, riusciva a strappargli dalle mani parte del denaro fuggendo a bordo di una bicicletta.

    Attraverso le immagini del sistema di videosorveglianza cittadino i poliziotti della Squadra P.G. del Commissariato raccoglievano elementi utili per l’individuazione del responsabile. Veniva pertanto avviata un’incessante attività info-investigativa e di controllo del territorio, mediante appostamenti e pattugliamenti nelle zone più sensibili che ha consentito agli agenti della sezione volanti e della sezione investigativa di rintracciare l’autore della rapina perpetrata ai danni dell’anziano signore, mentre transitava a bordo di una bicicletta mountain bike, che si aggirava nei pressi dell’Ufficio postale centrale di Trani.

    Alla vista dei poliziotti, nonostante il tentativo di fuggire, l’uomo veniva poco dopo fermato e controllato.

    Il fermato era vestito con gli stessi indumenti con cui il primo settembre aveva commesso la rapina.

    Sono in corso ulteriori indagini al fine di accertare analoghi episodi ai danni di anziani avvenuti in città e paesi limitrofe.

  • Ritrovato senza vita l'anziano scomparso a Bari il 5 settembre

    carabinieri generica 349374E’ stato rinvenuto senza vita nella zona industriale di Bari il corpo dell’81enne Spione Savino.

    Gli agenti della Polizia di Stato, i carabinieri della Stazione di Bari Scalo, i finanzieri della Tenenza di Bitonto e gli specialisti del Soccorso Alpino (C.N.S.A.) - Nucleo Speleologico -, hanno attivato un’estenuante operazione di ricerca mediante un certosino rastrellamento delle campagne dell’agro adiacente la provinciale Bari-Modugno.

    La fattiva collaborazione messa in campo dalle forze dell’ordine, ha consentito di rinvenire il corpo dell’anziano che si era allontanato dalla propria abitazione, munito esclusivamente della tessera Amtab; visionando i video registrati dalle telecamere installate sui pullman di linea, l’uomo è stato individuato a bordo del bus nr. 71, con itinerario da Piazza Massari alla fermata delle Officine Calabrese. La zona industriale di Bari, molto estesa, contraddistinta dalla presenza di capannoni e casolari abbandonati, lame agricole, ricchissima di folta vegetazione, è stata suddivisa in zone e mappata, anche mediante tracce GPS. Il territorio è stato setacciato con l’utilizzo di elicotteri, droni, agenti e conduttori cinofili con cani specializzati nella ricerca di persone. L’attività ha consentito di ritrovare il corpo dell’81enne, purtroppo senza vita.

    Dopo il sopralluogo effettuato dagli agenti della Polizia Scientifica, la salma è stata trasferita presso l'Istituto di Medicina Legale di Bari.

  • Ruba portafoglio ad anziani: preso 37enne in via Crisanzio

    Gazzella dettaglioUn 37enne di Carbonara arrestato per furto con destrezza di un portamonete ai danni di un anziano a Bari. Ieri, verso le ore 13.00, in via Crisanzio, all’altezza di un supermercato, i carabinieri del Nucleo Radiomobile, a seguito di una richiesta d’intervento pervenuta al “112”, hanno arrestato per furto con destrezza aggravato, R.M. 37enne di Carbonara, sorpreso mentre tentava di dileguarsi, dopo aver asportato, dalla tasca posteriore di un 85enne residente in provincia, un portamonete. L’immediato intervento dei militari, che già si trovavano in zona, consentiva di bloccare il malvivente e di recuperare l’intera refurtiva che veniva restituita all’avente diritto.

    L’arrestato veniva sottoposto agli arresti domiciliari.

  • Tentarono il furto di un ciclomotore e urtarono un 73enne: arrestati

    Volante wikipediaEseguita a Cerignola, un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, emessa dal GIP del Tribunale di Trani su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di tre incensurati e di C. M., 19enne con precedenti per reati contro il patrimonio, già sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora per altro procedimento, ritenuti responsabili di tentato furto aggravato e tentato omicidio.

    La misura, eseguita dai poliziotti del Commissariato di Trani, coadiuvati dagli agenti della Squadra Mobile di Foggia, segue ad una mirata e minuziosa attività di indagine condotta dalla Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Trani, avvalorata dall’utilizzo di intercettazioni ambientali e telefoniche, a seguito dell’evento criminoso verificatosi a Trani il 19 giugno scorso; due giovani, nelle ore notturne, sorpresi mentre tentavano il furto di un ciclomotore Piaggio Liberty parcheggiato nei  pressi del ristorante “Capo Colonna” ubicato in via Grado, si diedero alla fuga a bordo di una Citroen C3 di colore scuro all’interno della quale erano presenti altri due ragazzi. Durante la fuga a forte velocità, urtarono violentemente un 73enne nonostante il tentativo dell’anziano di evitare l’impatto.

    L’attività investigativa ha consentito inizialmente di individuare e sequestrare l’autovettura utilizzata dai giovani, nelle more fittiziamente denunciata quale compendio di furto presso il Commissariato di Cerignola; gli investigatori hanno inoltre appurato che, durante la fuga, alla guida del veicolo uno dei tre incensurati, utilizzatore abituale della vettura.

    Gli arrestati, rintracciati presso le proprie abitazioni, sono stati sottoposti alla misura cautelare.

  • Trani, presi i due complici dell'anziano scoperto col tritolo

    Trani esplosivoArrestati a Trani altri due complici dell’anziano che nei giorni scorsi era stato trovato col tritolo. Dopo una lunga attività di indagine i carabinieri hanno eseguito il fermo, emesso dalla Procura della Repubblica di Trani, di una donna O.A. classe 1971, di origine abruzzese, e B.B. classe 1979, di nazionalità marocchina irregolare sul suolo nazionale, complici del soggetto arrestato il 20 novembre scorso per la detenzione di 13 kg di tritolo. I due soggetti, conviventi del 66enne, hanno aiutato lo stesso nell’occultare l’esplosivo all’interno dell’abitazione sita nel centro storico di Trani, a pochi passi dal palazzo di Giustizia, e si sono adoperati attivamente al fine di reperire il materiale utile alla fabbricazione del detonatore senza il quale non avrebbero potuto far esplodere la sostanza. Intervenuti la sera presso gli uffici del Comando Compagnia sono stati escussi per ore alla presenza del Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Trani, detentore dell’indagine, e le loro dichiarazioni non hanno fatto altro che suffragare quanto già acquisito dagli investigatori. Le stesse erano incomplete e palesemente in contraddizione tra loro e con il quadro probatorio. Colti con i bagagli in mano, se non fossero stati fermati i due erano già pronti a partire per lasciare la città, e solo grazie all’intervento repentino e immediato dei carabinieri, effettuato di concerto con la locale Procura, si è potuto evitare che gli stessi lasciassero il paese e si perdessero le loro tracce e con essi prove ed elementi fondamentali. Ancora in corso le indagini finalizzate a capire chi fosse il destinatario ultimo e il canale di reperimento dell’esplosivo nonché quali fossero gli obiettivi del grave ed imminente attentato.

    I due sono finiti in carcere.