Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui

fal  fal

vendemmia

  • Cantine aperte in vendemmia, trionfa la Puglia del gusto

    vino rossoTorna anche in Puglia “Cantine Aperte in Vendemmia”, la festa d’autunno in cui i soci del Movimento Turismo del Vino Puglia accolgono i visitatori in azienda, per conoscersi e degustare insieme i vini di produzione. L'appuntamento è per domenica 7 ottobre, unica data in Puglia, per la storica manifestazione che da vent’anni accompagna wine lovers ed enoappassionati alla scoperta della cultura e delle terre del vino di Puglia.

    “La Puglia è ormai terra di grandi vini autoctoni rossi, bianchi e rosati. Contraddistinguono il brand Puglia e diventano un pezzo forte della nostra enogastronomia. Grazie al terreno fertile e al clima favorevole, il panorama vitivinicolo è oggi vivace e raffinato, una tradizione che affonda le radici nella eredità della civiltà greca e oggi la regione è protagonista a livello internazionale con numerose etichette Dop e Igp – afferma l’assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone – Da alcuni anni poi le cantine pugliesi sono diventate centri di degustazione all’interno di itinerari del gusto e di itinerari turistici. Iniziative che ruotano intorno alla produzione vinicola pugliese che ha ormai le sue eccellenze che contribuiscono a fare una Puglia grande. Gli sforzi e la lungimiranza dei nostri produttori, insieme a politiche di sviluppo e promozione regionali, dedicati alla valorizzazione turistica dei prodotti tipici a marchio Puglia, possono rendere la nostra regione meta privilegiata non solo per i suoi borghi e il suo mare, ma anche per una ricchezza enogastronomica che deve diventare un prodotto turistico da far conoscere in tutto il mondo”.
    Saranno 15 le aziende in tutta la regione che apriranno le cantine agli enoturisti per condividere l’intenso lavoro della vendemmia. Una bella opportunità per scoprire la bellezza delle strutture, visitare i vigneti indorati dalla stagione e soprattutto degustare i vini raccontati in prima persona dai vignaioli.
    E per rendere ancora più coinvolgente l’appuntamento, in alcune aziende ci sarà la possibilità di assistere alla vendemmia o di partecipare ad alcune delle attività organizzate dalle cantine come mostre d'arte, spettacoli di musica e danza popolare. Una giornata di festa e cultura del territorio da trascorrere in compagnia della famiglia o degli amici.
    Il tour dedicato al Nero di Troia, uno dei fiori all’occhiello della vitivinicoltura pugliese, toccherà oltre le cantine aperte per l’occasione anche i luoghi più suggestivi della zona di Castel del Monte e dell'Alta Murgia, dove potranno apprezzare le architetture, l’artigianato, la gastronomia, i paesaggi e approfondire l’antico legame fra territorio, agricoltura e storia e cogliere gli aspetti più significativi della produzione da cui nasce il Nero di Troia.
    Momento clou dei quattro giorni la degustazione panoramica del Nero di Troia, in programma sabato 6 ottobre alle ore 18,00 ad Andria, presso il Chiostro di San Francesco. Dopo un momento di approfondimento didattico sul vitigno, i terroir dove nasce e le sue declinazioni territoriali, i partecipanti potranno degustare le etichette top della produzione pugliese da Nero di Troia, raccontate dai vignaioli produttori.

    Le Cantine Aperte domenica 7 ottobre: in Daunia Cantina Le Grotte ad Apricena; nella zona di Castel del Monte, Tor de' Falchi a Minervino Murge (Bt), Rivera, Conte Spagnoletti Zeuli e Vignuolo La Cantina di Andria ad Andria, Villa Schinosa a Trani, Torrevento a Corato (Ba) e Mazzone a Ruvo di Puglia (Ba). Nell'area della Magna Grecia: a Lizzano (Ta) le Cantine di Lizzano, a Taranto Vetrère e a Manduria Produttori Vini Manduria. In Salento aperte Cantina San Donaci a San Donaci (Br), Cantine Due Palme a Cellino San Marco (Br), Leone de Castris a Salice Salentino e a Galatina Cantina Fiorentino.

    Organizzare al meglio il proprio itinerario di visita sarà più semplice, grazie alla speciale mappa delle aziende partecipanti realizzata su Google Maps. Per usarla, basta connettersi da tablet o smartphone al sito www.mtvpuglia.it, cliccare sulla mappa in homepage e scegliere di aprirla con l'app di Google Maps. Selezionando la singola cantina si potranno conoscere orari di apertura e programma delle attività, oltre a ricevere le indicazioni esatte su come raggiungere l'azienda e creare il proprio percorso.
    Tutte le informazioni, gli aggiornamenti sull'evento e sulle altre iniziative del Movimento Turismo del Vino Puglia sono disponibili su www.mtvpuglia.it e sulle pagine social del Movimento su Facebook, Instagram e YouTube.

  • La vendemmia 2018 finalmente con segnali e numeri positivi

    Vigne Puglia 2“A dispetto del clima impazzito dei mesi scorsi e facendo i debiti scongiuri rispetto all’andamento climatico delle prossime settimane, le previsioni della vendemmia 2018 sono ottime, con un aumento della produzione in media del +15% rispetto alla campagna 2017, tra le più scarse dal dopoguerra a causa del clima impazzito e della prolungata siccità”. E’ il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, patron della Cantina Cantele, a delineare il quadro ad oggi dello stato di salute delle uve da vino in Puglia.

    “Seppure preceduta da un inverno rigido solo per pochi giorni, l'annata viticola 2018 in Puglia è partita nella norma – aggiunge il presidente Cantele - ma con un ottimo germogliamento seguito da una vigorosa fioritura ed una allegagione che è stata piuttosto buona su tutto il territorio regionale, ad eccezione di alcune aree dove gli abbassamenti della temperatura ha provocato la caduta di fiori o delle piccole bacche. La progressione dello sviluppo della vegetazione è stata veramente importante, tanto da creare non pochi problemi organizzativi alle aziende viticole che hanno dovuto agire tempestivamente e procedere con le attività di spollonatura e sfogliatura. Le uve più precoci come chardonnay e Primitivo – conclude Cantele - sono già in volata verso la maturazione, ma anche le più tardive mostrano percentuali di invaiatura in alcuni casi sorprendenti”.

    Grandi aspettative dalla vendemmia 2018, dunque, considerato che nel primo trimestre 2018 – aggiunge Coldiretti Puglia – sono salite di un ulteriore 5,7% le esportazioni di vino pugliese all’estero e nel 2017 gli acquisti delle famiglie sono cresciuti di un ulteriore 5% per i vini Doc, mentre le Igt sono aumentate del 4% e gli spumanti addirittura del 6%.

    “La tarda primavera e questo inizio dell'estate ci hanno dato conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, della tropicalizzazione del clima sempre più spinta – sottolinea Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Puglia – e degli sbalzi climatici improvvisi che i viticoltori sono costretti ad affrontare in questo primo quarto del secolo a causa del global warming. Le temperature medie nella norma, per fortuna ancora lontane dai picchi raggiunti nella precedente annata, sono state accompagnate da condizioni di umidità e da precipitazioni in alcuni casi molto violente e rese letali da grandine e venti forti, che costringeranno a ridimensionare le stime iniziali che facevano pensare ad una vendemmia record per quantità di produzione”.

    La contemporanea presenza di attacchi di peronospora particolarmente virulenta – precisa Coldiretti Puglia - definisce un quadro complicato che sta mettendo a dura prova i budget delle imprese, in particolare di quelle che fanno della qualità e della sostenibilità delle produzioni la propria filosofia e che vedono lievitare in modo sensibile i costi in annate così difficili.

  • Partita la vendemmia in Puglia e i dati sono incoraggianti

    uvaPartita ufficialmente anche in Puglia la vendemmia 2018 che prevede un aumento del 15%, secondo le stime di Coldiretti puglia, dopo un 2017 da dimenticare.

    “Abbiamo iniziato con le uve chardonnay e per basi spumante, per il Primitivo bisogna attendere la fine del mese, mentre continua a progredire la maturazione delle uve più tardive che saranno vendemmiate tra la metà di settembre e la metà di ottobre”, dice il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele. “Nutriamo forti aspettative dalla vendemmia 2018, anche nei risvolti di vendita, considerato che nel primo trimestre 2018 – aggiunge il presidente Cantele – sono salite di un ulteriore 5,7% le esportazioni di vino pugliese all’estero e nel 2017 gli acquisti delle famiglie sono cresciuti di un ulteriore 5% per i vini Doc, mentre le Igt sono aumentate del 4% e gli spumanti addirittura del 6%”.

    La tarda primavera e l’inizio dell'estate hanno dato conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, della tropicalizzazione del clima sempre più spinta – sottolinea Coldiretti Puglia – e degli sbalzi climatici improvvisi che i viticoltori sono costretti ad affrontare in questo primo quarto del secolo a causa del global warming. Le temperature medie – aggiunge Coldiretti Puglia - per fortuna ancora lontane dai picchi raggiunti nella precedente annata, sono state accompagnate da condizioni di umidità e da precipitazioni in alcuni casi molto violente e rese letali da grandine e venti forti.

    “Il Primitivo è al top dei consumi mondiali – ricorda Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Puglia – e si è consolidato il successo delle ‘bollicine’ made in Puglia, anche grazie alla straordinaria versatilità del Negroamaro in purezza che, oltre ad essere un grande vino rosso e rosato, ha rivelato delle straordinarie performance nella spumantizzazione. I vini costretti a migrare per la spumantizzazione oggi sono prodotti direttamente in Puglia, chiudendo una filiera di eccellenza che ha aperto tangibili prospettive di mercato”.

    La contemporanea presenza di attacchi di peronospora particolarmente virulenta – precisa Coldiretti Puglia – ha determinato un quadro complicato che ha messo a dura prova i budget delle imprese, in particolare di quelle che fanno della qualità e della sostenibilità delle produzioni la propria filosofia e che vedono lievitare in modo sensibile i costi in annate così difficili.

    Seppure preceduta da un inverno rigido solo per pochi giorni, l'annata viticola 2018 in Puglia è partita nella norma – aggiunge Coldiretti Puglia - ma con un ottimo germogliamento seguito da una vigorosa fioritura ed una allegagione che è stata piuttosto buona su tutto il territorio regionale, ad eccezione di alcune aree dove gli abbassamenti della temperatura ha provocato la caduta di fiori o delle piccole bacche. La progressione dello sviluppo della vegetazione è stata veramente importante, tanto da creare non pochi problemi organizzativi alle aziende viticole che hanno dovuto agire tempestivamente e procedere con le attività di spollonatura e sfogliatura.

    Determinante il ruolo del settore vitivinicolo per l’economia e il lavoro nel Mezzogiorno e in Puglia – conclude Coldiretti Puglia – che vede la provincia di Foggia al secondo posto Italia per ore di lavoro create nel settore del vino e al decimo posto della top ten anche un altro vitigno pugliese, il Castel Del Monte Doc, con 9,4 milioni di ore lavorate nella provincia di Bari. Innumerevoli le opportunità di lavoro per chi è impegnato direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche nelle attività connesse, di servizio e nell’indotto.

  • Vendemmia 2017 in Puglia: per Coldiretti 20% di uva in meno

    uvaCampagna vitivinicola 2017 in Puglia con un calo del 20% delle rese di campagna e diminuzione delle rese in mosto, secondo le previsioni di Coldiretti Puglia alla data odierna, con una qualità ottima.  
    “La maturazione è anticipata di almeno una settimana – spiega il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – per la perdurante siccità e le alte temperature. Si partirà con le uve chardonnay prima di ferragosto, seguite da primitivo, negroamaro e chiuderanno nero di troia e aglianico. La pressione fitopatologica è praticamente assente, grazie al clima secco. Le imprese dovranno per la prima volta cimentarsi con la dematerializzazione dei registri di cantina, che – grazie all’approvazione del Testo Unico sul vino – produrrà potenzialmente una maggiore semplificazione. E’ auspicabile che gli organismi di controllo accompagnino questa fase sperimentale con cognizione delle difficoltà del momento di transizione”.

    Ad oggi sono 6 le IGP (Indicazioni Geografiche Protette) ‘Tarantino’, ‘Valle d’Itria’, ‘Salento’, ‘Murgia’, ‘Daunia’, ‘Puglia’ e 29 i vini pugliesi DOC (Denominazione di Origine Controllata) che detengono un valore inestimabile, intrinseco al prodotto agroalimentare ed alla professionalità imprenditoriale, che va salvaguardato a difesa della salute dei consumatori e a caratterizzazione della specificità dei prodotti regionali sul mercato globalizzato.

    “La diminuzione dei quantitativi prodotti e la popolarità anche internazionale di eccellenze varietali uniche quali primitivo, negroamaro e nero di troia – aggiunge Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Puglia - il successo di importanti vini a DOP quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citare i più conosciuti, espongono il comparto a rischio frodi e speculazioni. Prezioso il lavoro di Ispettorato Centrale Repressione Frodi, Nas, Corpo Forestale, affiancati negli ultimi anni dagli organismi di controllo terzo delle DOP e IGP, relativo ai controlli in campo, per la verifica del rispetto delle rese per ettaro sia delle uve fresche che di quelle appassite sulla pianta. Nonostante il calo produttivo, il comparto conferma la grande dinamicità e di essere punto di riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio, innovazione e grande propensione all’internazionalizzazione”.

    E’ il risultato di un mix vincente di fattori che partono dalle potenzialità del terroir e delle varietà autoctone, passando – dice Coldiretti Puglia - per le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi, alla lungimiranza della politica regionale che negli ultimi 10 anni ha indirizzato risorse importanti sugli investimenti in tecnologia e sulla promozione, ma anche grazie a un ponderoso sistema di controlli che il settore si è dato in Italia – conclude Coldiretti Puglia - dopo aver toccato il punto più basso che si potesse immaginare con lo scandalo del metanolo. Per questo è bene stigmatizzare che svendere, attraverso operazioni poco chiare, per pochi euro in più l’immagine e il valore di DOC o IGT affermatesi con grandi sacrifici e sforzi da parte di tutti, porta inevitabilmente a un danno collettivo incalcolabile.

  • Vendemmia notturna a Bitonto: rubati 80 quintali di uva

    uvaNella notte fra il 17 e il 18 settembre, a Bitonto, sono stati rubati 80 quintali di uva da vino: 40 di qualità Trebbiano, altrettanti della varietà Montepulciano. Il furto è stato commesso ai danni di due diversi produttori della zona. I ladri si sono introdotti nottetempo nei vigneti, rubando l’uva raccogliendola dalla pianta, dunque evidentemente equipaggiati e organizzati per compiere il furto impiegando anche diverse ore. I viticoltori, stamattina, una volta giunti nei vigneti si sono ritrovati a constatare l’amara sorpresa. “Ai produttori danneggiati, vogliamo esprimere la nostra solidarietà”, ha commentato, con amarezza, Felice Ardito, presidente provinciale di CIA Levante. “E’ chiaro, purtroppo, che la solidarietà non basta a ripagare questi viticoltori che, in una notte, hanno visto svanire il lavoro e i sacrifici di un intero anno di lavoro”, ha aggiunto Ardito. Ai danni rappresentati dalla mancata vendita della produzione, si aggiungono quelli arrecati dai ladri ai vigneti. Tutto questo, naturalmente, mette in guardia i produttori della zona e fa salire l’esasperazione degli stessi in modo comprensibile e preoccupante. “Bisogna mettere nelle condizioni le forze dell’ordine di avere le risorse necessarie sia a coordinarsi con le guardie campestri sia a incrementare la loro presenza per la prevenzione e il controllo del territorio nelle zone rurali. Diversi produttori stanno pensando di auto-organizzarsi, con ronde notturne nei campi. Non vorremmo che l’esasperazione generasse pericolose situazioni. Per questo chiediamo, come Cia Levante, declinazione provinciale di CIA Agricoltori Italiani di Puglia, che il Prefetto convochi un tavolo per trovare soluzioni adeguate a contrasto di un fenomeno, quello dei furti in campagna, che sta esasperando gli animi e arrecando danni ingenti al comparto primario”, ha proseguito Felice Ardito. “Agli agricoltori, inoltre, rivolgiamo un appello: denunciate ogni episodio di furto, anche quelli meno clamorosi o i tentativi che, per fortuna o per l’intervento puntuale di chi vigila, non sono andati in porto. Ogni elemento è utile alle forze dell’ordine e alla magistratura per mappare e contrastare il fenomeno”. Il problema, tra poco, riguarderà anche la campagna olivicola: la prevedibile diminuzione delle quantità di olive raccolte, tra l’altro, fa presumere un aumento del valore delle stesse produzioni, circostanza che contribuirà a mettere nel “mirino” della criminalità anche la campagna olivicola.

    “Occorre muoversi per tempo, dunque, perché non è possibile che gli agricoltori, già messi a durissima prova da un anno tristemente caratterizzato dalle calamità naturali, debbano poi vedere cancellate le loro residue speranze di reddito da una nuova ondata di furti”, ha dichiarato il presidente provinciale di CIA Levante.

    “Lo vogliamo ribadire: noi siamo a disposizione con proposte e piena collaborazione ad affrontare il problema strutturalmente, per questo riteniamo che la convocazione di un tavolo in Prefettura, con la partecipazione attiva di tutte le parti interessate e competenti, possa essere utile a dare una prima e celere risposta alla domanda di sicurezza che arriva dalle campagne, dalle nostre zone rurali, dai nostri agricoltori sempre più esasperati dalla situazione”, ha concluso Ardito.

  • Vendemmia, meno uva ma di buona qualità

    Al via vendemmia in Puglia a Masserria Nuova a SavaAl via con la corsa alla raccolta dei grappoli bianchi di uve di Chardonnay e basi spumante la vendemmia 2019 in Puglia, partita con circa 10 giorni di ritardo, che si stima tra i 9 e i 10 milioni di ettolitri, con quantità dunque nella media e qualità ottima. E’ quanto rende noto Coldiretti Puglia, in occasione dei primi grappoli d’uva raccolti a Sava in provincia di Taranto nell’azienda agricola Masseria Nuova di Alfonso Cavallo.

    “A dispetto del clima impazzito dei mesi scorsi e facendo i debiti scongiuri rispetto all’andamento climatico delle prossime settimane, le previsioni della vendemmia 2019 sono ottime, con una produzione nella norma e qualità straordinaria, in calo generalizzato del 15% rispetto al 2018. Nutriamo forti aspettative, considerato che l’export è cresciuto in valore di un ulteriore 6,7% nel 2018, con un aumento del 5% per i vini Doc, per le IGP del 4% e del 6% per gli spumanti”, commenta Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

    La mappa provincia per provincia conferma l’annata vendemmiale positiva nella norma, con una produzione in calo del 15% rispetto al 2018 in Valle d’Itria per l’andamento climatico anomalo, stima Coldiretti Puglia, in provincia di Foggia risulta nella norma, in Salento nell’area del Negroamaro si stima un calo del 15% a causa del clima pazzo e degli sbalzi termici, fino al lieve calo nelle province di Bari e BAT che non dovrebbe superare il 5%.

    A spingere il successo del vino italiano sono proprio le etichette che occupano i primi dieci posti della bottiglie che hanno fatto registrare il maggior incremento dei consumi in valore durante l’anno, con 2 vini pugliesi nelle prime 4 posizioni. Nel tempo della globalizzazione, gli italiani – precisa Coldiretti Puglia – bevono “patriottico” come dimostra il fatto che al secondo posto c’è il Primitivo pugliese (+21%) e al quarto posto il Negroamaro pugliese con un aumento del 15%.

    “Il successo dei vini di Puglia è il risultato di un mix vincente di fattori che partono dalle potenzialità del terroir e delle varietà autoctone – spiega il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele, responsabile del settore vitivinicolo di Coldiretti Puglia - passando per le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi che hanno portato al boom dei rosati pugliesi, che con un balzo del 17% risultano i più venduti, al secondo posto della classifica di gradimento, seguono solo i rosè della Provenza. La Puglia si sta imponendo anche con gli spumanti, dove grande è la capacità di innovazione dei produttori pugliesi che hanno puntato, soprattutto, sulla distintività e sul legame con il territorio e la cultura locale per vincere la competizione sul mercato globale, facendo concorrenza a territori storicamente imbattibili. La popolarità anche internazionale di eccellenze varietali uniche quali Primitivo, Negroamaro, Susumaniello e Nero di Troia, con il successo di vini DOP quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citarne solo alcuni, hanno fatto del settore vitivinicolo pugliese – conclude il presidente Cantele - il riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio, innovazione e grande propensione all’internazionalizzazione”.

    Grande exploit della Puglia dei rossi, degli spumanti e dei vini rosati che in 3 anni registrano un balzo record del + 122%, rappresentando il 40% della produzione nazionale totale dei rosati con oltre 1 milione di bottiglie l’anno. In sintesi quasi 2 bottiglie su 4 di rosé ‘Made in Italy’ è pugliese e sempre i rosati fanno registrare una crescita dei consumi superiore al 13%, registra Coldiretti Puglia.

    Sotto il profilo occupazionale, è la provincia di Foggia la seconda in Italia per ore di lavoro create nel settore del vino. Il Puglia Igt crea 16,5 milioni ore di lavoro all’anno, riferisce Coldiretti Puglia, subito dopo il Montepulciano d’Abruzzo DOC, riverisce Coldiretti Puglia che segnala il ruolo del settore vitivinicolo per l’economia e il lavoro nel Mezzogiorno e in Puglia, con un altro vitigno pugliese al decimo posto della top ten nazionale, il Castel Del Monte Doc, con 9,4 milioni di ore lavorate nella provincia di Bari.

    Grande successo anche del biologico, rimarca Coldiretti Puglia, dove 1 ettaro su 8 di vigneto è biologico in Puglia, la seconda regione italiana con 10900 ettari nel segmento del vino bio, con una spiccata attenzione anche all’ambiente, testimoniato dall’utilizzo del ‘tappo bio’, la chiusura innovativa “carbon neutral”, riciclabile al 100% e realizzata con materiali rinnovabili d'origine vegetale.

    Innumerevoli le opportunità di lavoro, aggiunge Coldiretti Puglia, per chi è impegnato direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi, dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione, dall’enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere, dall’editoria alla pubblicità, dai programmi software fino alle bioenergie ottenute dai residui di potatura e dai sottoprodotti della vinificazione.