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  • A Locorotondo torna la gara di pigiatura dell'uva

    uva in cassetteDopo una lunga estate assolata ecco arrivato l’autunno. Giunto il tempo della Vendemmia nei campi, dei tini riempiti di grappoli maturi, di grida festose di amici chiamati a raccolta. Ed ecco tornare la tradizionale Gara di Pigiatura organizzata dall’Associazione “Il Paese delle Contrade” per domenica 6 Ottobre in Contrada Lamie, area del Croco.

    L’appuntamento per i partecipanti è previsto per le ore 9.00 nel piazzale antistante la Chiesa Santa Famiglia. Da lì si procederà verso il campo destinato alla vendemmia, muniti degli attrezzi imprescindibili per poter riempire le vasche di raccolta: forbici e secchi!

    Una volta completata la vendemmia, il programma prevede intorno alle ore 13.00 la rinfrescante degustazione del bianco Locorotondo prodotto con la pigiatura dello scorso anno, seguito dal pranzo tipico e finalmente intorno alle 15.00 la tradizionale gara di pigiatura. Come sempre si affronteranno le squadre agguerrite e intenzionate a vincere, allietate da musica, canti e balli folcloristici per poi concludere la giornata all’imbrunire, piacevolmente stanchi e soddisfatti.

    Come sempre, vista la numerosa partecipazione di bambini, il pranzo prevede due distinti menù, uno per gli adulti ed uno per i più piccoli ed è richiesta la prenotazione.

    Tutti i dettagli sulla pagina facebook dell’associazione, per informazioni e prenotazioni il numero da chiamare è il +39 3201583971.

  • Allarme Coldiretti: troppi furti d'uva in campagna

    uva in cassetteCresce l’allarme nelle campagne pugliesi per furti, taglio dei tiranti dell’uva, danneggiamenti, per cui Coldiretti sta allertando e collaborando con le Prefetture provinciali.

    “Nelle province di Bari e BAT le bande criminali stanno colpendo i tendoni di uva da vino e da tavola con furti di prodotto e taglio dei tiranti dei tendoni, per cui è stato richiesto un incontro urgente ai due Prefetti per territorio di competenza”, dice Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Puglia. Per cautelarsi ed evitare quanto accaduto nelle annate precedenti “durante la raccolta delle mandorle a Grumo e Palo del Colle gli agricoltori si sono rivolti ad associazioni private, costituite da ex agenti della Polizia di Stato, per presidiare campagne e raccolti e comunque, sono stati segnalati furti di mandorle già sgusciate, a dimostrazione del fatto che il territorio è molto vasto e va pattugliato in maniera capillare”. Forte la preoccupazione, aggiunge Coldiretti Puglia, per la prossima campagna olivicola alle porte, quando i quantitativi di olive che si potranno raccogliere, già ridotti all’osso dalle gelate, varranno tanto da essere preda ambita di bande criminali italiane e straniere.

    La Coldiretti di Foggia, partecipando al tavolo in Prefettura, ha segnalato casi e luoghi dove si ripetono gli episodi criminali per collaborare con le forze di polizia e continuare nell’attività di individuazione dei punti più sensibili dove si moltiplicano le attività criminose.

    “Stiamo sensibilizzando gli agricoltori a denunciare – aggiunge Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Puglia – per consentire alle forze dell’ordine di avere il quadro più preciso possibile rispetto a quando avvengono i furti, quali sono mezzi e prodotti maggiormente appetibili e come è strutturata la ‘filiera’ della ricettazione per economizzare le attività di polizia e avere più forza nell’attività di presidio, prevenzione e repressione sul territorio”.

    Il boom di furti in campagna con 300 milioni di euro di danni in un anno è stato denunciato da Coldiretti al Ministro degli Interni, Matteo Salvini, a Bari, in relazione alle razzie che si moltiplicano nei campi italiani.

    Il fenomeno della micro e macro criminalità nelle aree rurali pugliesi è divenuto pressante e pericoloso per la stessa incolumità degli agricoltori – denuncia Coldiretti Puglia – e in questo scenario di strisciante diffusione dell’illegalità e clima di pericolosa incertezza, le aziende corrono il forte rischio di perdere competitività.

    Si registra un’impennata di fenomeni criminali che colpiscono e indeboliscono il settore agricolo – rileva Coldiretti Puglia – e non si tratta più soltanto di “ladri di polli”, quanto di veri criminali che organizzano raid capaci di mettere in ginocchio un’azienda, specie se di dimensioni medie o piccole.

  • Campagna dell'uva, scoperti dalla finanza 37 lavoratori in nero

    lavoro nero gdfSono 37 i lavoratori impiegati “in nero” nell’”acinellatura” dei grappoli d’uva scoperti dai finanzieri della Tenenza di Mola di Bari in due distinti interventi presso estesi “tendoni” di uva da tavola, ubicati nell’agro tra Rutigliano e Adelfia.

    Sono stati avviati i controlli nei confronti dei titolari di due aziende agricole ai quali saranno contestate sanzioni pecuniarie per oltre 55 mila euro come previsto dalla normativa sul lavoro.

    L’attività di servizio, che continuerà attraverso accertamenti di carattere tributario, è diretta soprattutto a prevenire e contrastare tutte le manifestazioni di illegalità connesse al fenomeno del lavoro nero e irregolare, quali l’evasione contributiva e le frodi in danno del sistema previdenziale che impattano sul tessuto economico-sociale e creano effetti distorsivi della concorrenza a danno di quelle aziende che invece operano nel rispetto della regolarità e della qualità del lavoro.

  • Coldiretti avverte: uva, annata ottima ma costosa

    uvaAnticipo di 1 settimana della raccolta dell’uva da tavola, partita sotto i migliori auspici, ottima in termini di quantità e qualità e prezzi migliori rispetto ad inizio campagna 2016.

    “Abbiamo registrato una dinamica iniziale dei prezzi discreta – dice il delegato Confederale di Coldiretti Bari, Angelo Corsetti – per le uve apirene (sugraone, crimson, thompson), mentre resta il problema dei costi di produzione, aumentati vertiginosamente per effetto della siccità degli ultimi mesi e delle maggiori lavorazioni. I produttori hanno pagato a caro prezzo acqua per la maggiore irrigazione, corrente elettrica e manodopera. La Puglia è il primo produttore in Italia di uva da tavola, con il 74% della produzione nazionale e, grazie all’enorme contributo pugliese, l’Italia è il primo produttore al mondo, con il 16% sulla produzione globale e la provincia di Bari fa la parte del leone, con 10500 ettari e 2,2 milioni di quintali di produzione”.

    "La maggiore esigenza di manodopera nelle differenti fasi produttive e della raccolta - aggiunge il direttore di Coldiretti Bari, Marino Pilati – farà emergere l’efficacia del nuovo contratto di lavoro per operai agricoli, braccianti e florovivaisti, perché in uno scenario reso sfavorevole da crisi di mercato, accordi internazionali negativi per le produzioni pugliesi, clima impazzito con bruschi cambiamenti delle condizioni meteorologhe, il mondo economico e lavorativo nel suo complesso va accompagnato da azioni concrete e utili al sistema Puglia. Il rinnovo del contratto di lavoro va letto in una chiave innovativa perché oltre a fissare, dopo anni, parametri chiari e applicabili, apre ad un percorso di trasparenza dei rapporti tra imprese agricole e lavoratori, sostenuto dall'istituzione di un osservatorio che monitorerà passo dopo passo le evoluzioni in termini di aumento dell'occupazione in agricoltura nelle due province di Bari e BAT".

    Le importazioni di uva da tavola in Italia ammontano a 25.000 tonnellate (circa il 3,2% dei consumi interni); di queste, una fetta consistente proviene dall'Europa (49%) e dall'America centro meridionale (circa il 25%), ed in particolare dai suoi due principali paesi produttori Cile e Perù. La restante parte proviene da Africa (13,5%) ed Asia (4,6%).

    Per questo Coldiretti Puglia ribadisce la necessità di intensificare i controlli per verificare l’indicazione obbligatoria dell’origine del prodotto agricolo in etichetta e rilancia l’importanza deli studi condotti in campo agroalimentare che riguardano la definizione dell’impronta digitale dell’uva da tavola pugliese mediante l’analisi metabolomica per evitare che prodotto straniero possa continuare ad essere spacciato per ‘made in Puglia’. I primi risultati tangibili di tali studi consentono la discriminazione delle uve in base alle varietà, all’origine geografica e alle tecniche agronomiche impiegate per la loro produzione. Ad esempio, l’impronta digitale con la Risonanza Magnetica è un potente strumento per distinguere un prodotto biologico da uno convenzionale.

  • Partita la vendemmia in Puglia e i dati sono incoraggianti

    uvaPartita ufficialmente anche in Puglia la vendemmia 2018 che prevede un aumento del 15%, secondo le stime di Coldiretti puglia, dopo un 2017 da dimenticare.

    “Abbiamo iniziato con le uve chardonnay e per basi spumante, per il Primitivo bisogna attendere la fine del mese, mentre continua a progredire la maturazione delle uve più tardive che saranno vendemmiate tra la metà di settembre e la metà di ottobre”, dice il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele. “Nutriamo forti aspettative dalla vendemmia 2018, anche nei risvolti di vendita, considerato che nel primo trimestre 2018 – aggiunge il presidente Cantele – sono salite di un ulteriore 5,7% le esportazioni di vino pugliese all’estero e nel 2017 gli acquisti delle famiglie sono cresciuti di un ulteriore 5% per i vini Doc, mentre le Igt sono aumentate del 4% e gli spumanti addirittura del 6%”.

    La tarda primavera e l’inizio dell'estate hanno dato conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, della tropicalizzazione del clima sempre più spinta – sottolinea Coldiretti Puglia – e degli sbalzi climatici improvvisi che i viticoltori sono costretti ad affrontare in questo primo quarto del secolo a causa del global warming. Le temperature medie – aggiunge Coldiretti Puglia - per fortuna ancora lontane dai picchi raggiunti nella precedente annata, sono state accompagnate da condizioni di umidità e da precipitazioni in alcuni casi molto violente e rese letali da grandine e venti forti.

    “Il Primitivo è al top dei consumi mondiali – ricorda Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Puglia – e si è consolidato il successo delle ‘bollicine’ made in Puglia, anche grazie alla straordinaria versatilità del Negroamaro in purezza che, oltre ad essere un grande vino rosso e rosato, ha rivelato delle straordinarie performance nella spumantizzazione. I vini costretti a migrare per la spumantizzazione oggi sono prodotti direttamente in Puglia, chiudendo una filiera di eccellenza che ha aperto tangibili prospettive di mercato”.

    La contemporanea presenza di attacchi di peronospora particolarmente virulenta – precisa Coldiretti Puglia – ha determinato un quadro complicato che ha messo a dura prova i budget delle imprese, in particolare di quelle che fanno della qualità e della sostenibilità delle produzioni la propria filosofia e che vedono lievitare in modo sensibile i costi in annate così difficili.

    Seppure preceduta da un inverno rigido solo per pochi giorni, l'annata viticola 2018 in Puglia è partita nella norma – aggiunge Coldiretti Puglia - ma con un ottimo germogliamento seguito da una vigorosa fioritura ed una allegagione che è stata piuttosto buona su tutto il territorio regionale, ad eccezione di alcune aree dove gli abbassamenti della temperatura ha provocato la caduta di fiori o delle piccole bacche. La progressione dello sviluppo della vegetazione è stata veramente importante, tanto da creare non pochi problemi organizzativi alle aziende viticole che hanno dovuto agire tempestivamente e procedere con le attività di spollonatura e sfogliatura.

    Determinante il ruolo del settore vitivinicolo per l’economia e il lavoro nel Mezzogiorno e in Puglia – conclude Coldiretti Puglia – che vede la provincia di Foggia al secondo posto Italia per ore di lavoro create nel settore del vino e al decimo posto della top ten anche un altro vitigno pugliese, il Castel Del Monte Doc, con 9,4 milioni di ore lavorate nella provincia di Bari. Innumerevoli le opportunità di lavoro per chi è impegnato direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche nelle attività connesse, di servizio e nell’indotto.

  • Per portare via l'uva rubata tenta di speronare l'auto dei carabinieri

    uva rubataE’ stato sorpreso subito dopo aver fatto razzia di frutta nelle campagne di Carbonara, in contrada Ferrigni. Così nel cuore della notte scorsa, una pattuglia della Stazione Carabinieri di Carbonara, impegnata in servizio di controllo del territorio, ha arrestato, S.P. cl ’66, pregiudicato della zona.

    Il soggetto alla vista della pattuglia si è dato a precipitosa fuga, durante la quale, dapprima ha tentato di speronare l’auto dei militari e successivamente si è lanciato dall’auto in corsa per proseguire a piedi. L’auto del fuggitivo si è schiantata così contro un’altra autovettura parcheggiata in zona. Nonostante tutto i militari hanno rincorso a piedi il malfattore, catturandolo poco dopo.

    L’arresto rientra nell’ambito dei servizi di pattugliamento notturno, predisposti proprio al fine di prevenire e reprimere le scorribande di predatori che, approfittando del favore della notte, si appropriano dei frutti delle coltivazioni, vanificando mesi di investimenti e duro lavoro degli agricoltori locali.

    Nell’autovettura dell’arrestato, oltre ad esservi circa 400 chili d’uva, sono stati rinvenute forbici e tronchesi.

    L’arrestato, sottoposto agli arresti domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo, oltre a rispondere della resistenza a pubblico ufficiale, per aver tentato di mandare fuori strada la vettura dei militari, risponderà del furto dell’uva e del possesso ingiustificato di arnesi da scasso.      

  • Una carico eccessivo di uva in una piccola auto: era rubato

    uvaOrmai avviata la stagione della “vendemmia”, i carabinieri della Compagnia di Andria stanno intensificando i controlli perlustrativi nelle zone rurali, unitamente alle altre forze dell’ordine, predisponendo adeguate strategie di contrasto per prevenire i furti d’uva compiuti ai danni di aziende agricole e privati cittadini. Sono stati ottenuti i primi risultati positivi sul fronte della prevenzione e repressione dei reati.

    Ad essere colto con “le mani nel sacco”, in contrada “Paparicotta”, è stato un 55enne pregiudicato andriese, B. N., intercettato dapprima dalla guardie campestri e, subito dopo, bloccato da una gazzella dell’Aliquota Radiomobile.

    Il ladro d’uva, al momento del controllo, aveva già reciso dai vitigni ben due quintali d’uva e, con dovizia, li aveva riposti parte in alcuni tini di plastica e parte già a bordo della propria autovettura, una lancia Y, dove non vi era più posto disponibile. Sarà stata l’eccessiva quantità del carico che ha rallentato i movimenti furtivi del delinquente, fatto è che i carabinieri, coordinati dalla Centrale Operativa, a sua volta allertata grazie al 112, sono riusciti ad intervenire in tempo e, in flagranza, gli hanno stretto le manette ai polsi. Al proprietario del fondo, quindi, è stato restituito il maltolto.

    1. N. è così finito ai domiciliari con l’accusa di furto aggravato, a disposizione della Procura di Trani.

  • Vendemmia 2017 in Puglia: per Coldiretti 20% di uva in meno

    uvaCampagna vitivinicola 2017 in Puglia con un calo del 20% delle rese di campagna e diminuzione delle rese in mosto, secondo le previsioni di Coldiretti Puglia alla data odierna, con una qualità ottima.  
    “La maturazione è anticipata di almeno una settimana – spiega il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – per la perdurante siccità e le alte temperature. Si partirà con le uve chardonnay prima di ferragosto, seguite da primitivo, negroamaro e chiuderanno nero di troia e aglianico. La pressione fitopatologica è praticamente assente, grazie al clima secco. Le imprese dovranno per la prima volta cimentarsi con la dematerializzazione dei registri di cantina, che – grazie all’approvazione del Testo Unico sul vino – produrrà potenzialmente una maggiore semplificazione. E’ auspicabile che gli organismi di controllo accompagnino questa fase sperimentale con cognizione delle difficoltà del momento di transizione”.

    Ad oggi sono 6 le IGP (Indicazioni Geografiche Protette) ‘Tarantino’, ‘Valle d’Itria’, ‘Salento’, ‘Murgia’, ‘Daunia’, ‘Puglia’ e 29 i vini pugliesi DOC (Denominazione di Origine Controllata) che detengono un valore inestimabile, intrinseco al prodotto agroalimentare ed alla professionalità imprenditoriale, che va salvaguardato a difesa della salute dei consumatori e a caratterizzazione della specificità dei prodotti regionali sul mercato globalizzato.

    “La diminuzione dei quantitativi prodotti e la popolarità anche internazionale di eccellenze varietali uniche quali primitivo, negroamaro e nero di troia – aggiunge Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Puglia - il successo di importanti vini a DOP quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citare i più conosciuti, espongono il comparto a rischio frodi e speculazioni. Prezioso il lavoro di Ispettorato Centrale Repressione Frodi, Nas, Corpo Forestale, affiancati negli ultimi anni dagli organismi di controllo terzo delle DOP e IGP, relativo ai controlli in campo, per la verifica del rispetto delle rese per ettaro sia delle uve fresche che di quelle appassite sulla pianta. Nonostante il calo produttivo, il comparto conferma la grande dinamicità e di essere punto di riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio, innovazione e grande propensione all’internazionalizzazione”.

    E’ il risultato di un mix vincente di fattori che partono dalle potenzialità del terroir e delle varietà autoctone, passando – dice Coldiretti Puglia - per le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi, alla lungimiranza della politica regionale che negli ultimi 10 anni ha indirizzato risorse importanti sugli investimenti in tecnologia e sulla promozione, ma anche grazie a un ponderoso sistema di controlli che il settore si è dato in Italia – conclude Coldiretti Puglia - dopo aver toccato il punto più basso che si potesse immaginare con lo scandalo del metanolo. Per questo è bene stigmatizzare che svendere, attraverso operazioni poco chiare, per pochi euro in più l’immagine e il valore di DOC o IGT affermatesi con grandi sacrifici e sforzi da parte di tutti, porta inevitabilmente a un danno collettivo incalcolabile.

  • Vendemmia, meno uva ma di buona qualità

    Al via vendemmia in Puglia a Masserria Nuova a SavaAl via con la corsa alla raccolta dei grappoli bianchi di uve di Chardonnay e basi spumante la vendemmia 2019 in Puglia, partita con circa 10 giorni di ritardo, che si stima tra i 9 e i 10 milioni di ettolitri, con quantità dunque nella media e qualità ottima. E’ quanto rende noto Coldiretti Puglia, in occasione dei primi grappoli d’uva raccolti a Sava in provincia di Taranto nell’azienda agricola Masseria Nuova di Alfonso Cavallo.

    “A dispetto del clima impazzito dei mesi scorsi e facendo i debiti scongiuri rispetto all’andamento climatico delle prossime settimane, le previsioni della vendemmia 2019 sono ottime, con una produzione nella norma e qualità straordinaria, in calo generalizzato del 15% rispetto al 2018. Nutriamo forti aspettative, considerato che l’export è cresciuto in valore di un ulteriore 6,7% nel 2018, con un aumento del 5% per i vini Doc, per le IGP del 4% e del 6% per gli spumanti”, commenta Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

    La mappa provincia per provincia conferma l’annata vendemmiale positiva nella norma, con una produzione in calo del 15% rispetto al 2018 in Valle d’Itria per l’andamento climatico anomalo, stima Coldiretti Puglia, in provincia di Foggia risulta nella norma, in Salento nell’area del Negroamaro si stima un calo del 15% a causa del clima pazzo e degli sbalzi termici, fino al lieve calo nelle province di Bari e BAT che non dovrebbe superare il 5%.

    A spingere il successo del vino italiano sono proprio le etichette che occupano i primi dieci posti della bottiglie che hanno fatto registrare il maggior incremento dei consumi in valore durante l’anno, con 2 vini pugliesi nelle prime 4 posizioni. Nel tempo della globalizzazione, gli italiani – precisa Coldiretti Puglia – bevono “patriottico” come dimostra il fatto che al secondo posto c’è il Primitivo pugliese (+21%) e al quarto posto il Negroamaro pugliese con un aumento del 15%.

    “Il successo dei vini di Puglia è il risultato di un mix vincente di fattori che partono dalle potenzialità del terroir e delle varietà autoctone – spiega il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele, responsabile del settore vitivinicolo di Coldiretti Puglia - passando per le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi che hanno portato al boom dei rosati pugliesi, che con un balzo del 17% risultano i più venduti, al secondo posto della classifica di gradimento, seguono solo i rosè della Provenza. La Puglia si sta imponendo anche con gli spumanti, dove grande è la capacità di innovazione dei produttori pugliesi che hanno puntato, soprattutto, sulla distintività e sul legame con il territorio e la cultura locale per vincere la competizione sul mercato globale, facendo concorrenza a territori storicamente imbattibili. La popolarità anche internazionale di eccellenze varietali uniche quali Primitivo, Negroamaro, Susumaniello e Nero di Troia, con il successo di vini DOP quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citarne solo alcuni, hanno fatto del settore vitivinicolo pugliese – conclude il presidente Cantele - il riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio, innovazione e grande propensione all’internazionalizzazione”.

    Grande exploit della Puglia dei rossi, degli spumanti e dei vini rosati che in 3 anni registrano un balzo record del + 122%, rappresentando il 40% della produzione nazionale totale dei rosati con oltre 1 milione di bottiglie l’anno. In sintesi quasi 2 bottiglie su 4 di rosé ‘Made in Italy’ è pugliese e sempre i rosati fanno registrare una crescita dei consumi superiore al 13%, registra Coldiretti Puglia.

    Sotto il profilo occupazionale, è la provincia di Foggia la seconda in Italia per ore di lavoro create nel settore del vino. Il Puglia Igt crea 16,5 milioni ore di lavoro all’anno, riferisce Coldiretti Puglia, subito dopo il Montepulciano d’Abruzzo DOC, riverisce Coldiretti Puglia che segnala il ruolo del settore vitivinicolo per l’economia e il lavoro nel Mezzogiorno e in Puglia, con un altro vitigno pugliese al decimo posto della top ten nazionale, il Castel Del Monte Doc, con 9,4 milioni di ore lavorate nella provincia di Bari.

    Grande successo anche del biologico, rimarca Coldiretti Puglia, dove 1 ettaro su 8 di vigneto è biologico in Puglia, la seconda regione italiana con 10900 ettari nel segmento del vino bio, con una spiccata attenzione anche all’ambiente, testimoniato dall’utilizzo del ‘tappo bio’, la chiusura innovativa “carbon neutral”, riciclabile al 100% e realizzata con materiali rinnovabili d'origine vegetale.

    Innumerevoli le opportunità di lavoro, aggiunge Coldiretti Puglia, per chi è impegnato direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi, dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione, dall’enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere, dall’editoria alla pubblicità, dai programmi software fino alle bioenergie ottenute dai residui di potatura e dai sottoprodotti della vinificazione.