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gazzella 112Si è reso responsabile del reato di tentato omicidio, aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. I carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Andria hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un pluripregiudicato di Canosa di Puglia, Z.C. classe 84.

Nello specifico, giorni addietro, due soggetti sporgevano denuncia raccontando che erano stati costretti a fuggire dalla cittadina pugliese, poiché l’arrestato aveva tentato di ucciderli sparandogli.

Immediatamente i carabinieri di Andria, coadiuvati dal locale Comando Stazione, avviavano tutte le opportune verifiche, sopralluoghi ed escussioni di testi per suffragare i fatti narrati nonché ponevano in essere, coordinati dalla Procura della Repubblica di Trani, un’articolata attività investigativa che non solo acclarava la dinamica dei fatti ma altresì metteva in evidenza la forte personalità delinquenziale dell’autore, soggetto peraltro già ben conosciuto per i suoi trascorsi. La vicenda, secondo la ricostruzione operata, si fonda su motivi legati alla sfera privata dell’autore del fatto e, segnatamente, dalla fine della sua relazione affettiva con altra persona, della quale incolpava i destinatari della condotta illecita. Così, pur essendo sottoposto a detenzione domiciliare, l’uomo si procurava una pistola e con l’inganno faceva avvicinare la coppia fino alla sua abitazione, cercando di ucciderli sparando dal balcone, ma l’azione di fuoco fortunatamente non andava a buon fine.

L’attività dei militari, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, è stata completata in tempi brevissimi allorquando, durante le indagini, gli stessi hanno cominciato ad assistere ad una escalation di comportamenti negativi dell’autore (che nel frattempo era tornato libero), tesi al rintraccio della donna che lo aveva abbandonato nonché di coloro che secondo lui l’avevano convinta a fare quel gesto che aveva soprattutto minato il suo prestigio criminale. I gravi indizi di colpevolezza raccolti hanno consentito l’emanazione di una ordinanza di custodia cautelare eseguita nel pomeriggio del 16 luglio.

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