Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui

fal  fal

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha giustamente definito una “giornata storica” quella di domenica 27 dicembre perché la prima in cui è stato possibile somministrare il vaccino contro il Covid-19. In Puglia come nel resto d’Italia e d’Europa.

Non c’è dubbio che sia così, considerato quello che abbiamo passato in questo incredibile 2020 e quello che ancora ci aspetta fino a quando la vaccinazione di massa non consentirà quella che gli esperti definiscono “immunità di gregge”.

La storia del mondo insegna che i vaccini hanno cambiato il corso della vita. Negli ultimi cent’anni hanno consentito di debellare malattie che ciclicamente decimavano la popolazione. Pensate solo all’influenza spagnola, che a ridosso della prima guerra mondiale – in due ondate come il Coronavirus – uccise qualcosa come 50 milioni di persone. Eppure, sarebbe bastato un “semplice” antibiotico per guarire. Ma all’epoca non esistevano.

Per questo, chiediamo al presidente Emiliano di essere coerente, visto che nella sua scorsa legislatura ha ospitato in Regione i No vax, addirittura facendosi in qualche modo garante delle loro tesi. Oggi più che mai bisogna prendere le distanze da chi è vittima da un mix letale di ignoranza e autolesionismo.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

0
0
0
s2sdefault
powered by social2s