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PhEST dal mare 2Sono già oltre 10mila i visitatori che hanno scelto di passare qualche ora a Monopoli per visitare PhEST – See Beyond the Sea 2019. Un traguardo che l’associazione culturale che da quattro anni organizza il festival internazionale di fotografia di Monopoli ha deciso di dedicare a tutti coloro che dal primo momento hanno deciso di investire e collaborare con questa idea e di seguirla rendendo PhEST un evento di riferimento non solo per i cittadini di Monopoli e della Puglia, ma anche dei turisti che raggiungono appositamente la mostra.

Dedicato quest’anno al tema Religioni e i Miti, il Festival prosegue fino al 3 novembre e ha anche quest’anno promozioni speciali per studenti, associazioni e gruppi di visitatori promuovendo delle visite guidate speciali. Ma non solo. Nei prossimi tre fine settimana, 13, 20 e 27 ottobre, infatti, in occasione di Gozzovigliando, le escursioni sulle tipiche barche dei pescatori, sarà possibile accedere alle mostre di #PhEST2019 ad un prezzo speciale e ammirare i due progetti in esterno dal mare a bordo di un tipico gozzo (biglietteria PhEST - Porto Vecchio, costo: 5€ - incluso l'ingresso a tutte le mostre di PhEST2019, 3 € per i residenti di Monopoli). Per il giro in gozzo è necessaria la prenotazione. Per informazioni contattare l’Ufficio IAT di Monopoli o l’Ufficio Turistico della Pro Loco “Perla di Puglia”.

Diciassette le mostre che si possono ammirare in un percorso che include tutto il mondo a Monopoli. Visitare PhEST significa immergersi con occhi, corpo e mente nella continua trasformazione del mondo e attraversare la dimensione storica, geografica e contemporanea grazie ai lavori dei grandi maestri della fotografia e dei giovani talenti emergenti. PhEST – See Beyond the Sea si propone anche quest’anno, infatti, come qualcosa di più di un semplice festival di fotografia, ovvero come momento di provocazione e confronto, in grado di seguire le rivoluzioni culturali e sociali mondiali per aiutare i cittadini del mondo a leggere il passato, e il presente, in modo intelligente e moderno, mantenendo un’autonomia di pensiero e anzi, cercando di costruire insieme il futuro.

Nato nel 2016 con l’idea di favorire la diffusione e promuovere la conoscenza delle arti visive, delle modalità di comunicazione e di tutte le forme espressive, con particolare riferimento alla fotografia, il festival internazionale di fotografia PhEST propone ogni anno contenuti culturali e socio-educativi che mirano a favorire l’analisi e l’approfondimento di temi legati alla più stringente attualità. Le visite per le scolaresche sono strutturate in modo da avvicinare gli studenti al linguaggio fotografico stimolando la loro creatività e il loro senso estetico, imparare i criteri di commento e la lettura stilistica delle opere, oltre ad accrescere la loro conoscenza su tematiche di particolare interesse e attualità. 

Prodotto dall’associazione culturale PhEST, con il patrocinio dell’assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, del Comune di Monopoli, di Puglia Promozione e dell’Apulia Film Commission, PhEST, alla sua quarta edizione, è organizzato con la direzione artistica di Giovanni Troilo e la curatela fotografica di Arianna Rinaldo. PhEST è fotografia, cinema, musica, arte, contaminazioni dal Mediterraneo. E nasce da una necessità: provare a restituire una voce propria alle mille identità che compongono il mare in mezzo alle terre, e ridefinire un immaginario proprio e nuovo. L’area geografica di interesse, mai davvero restrittiva e sempre pronta a modificarsi, a estendersi, a focalizzarsi, coincide con la naturale panoramica di quello sguardo da qui, da Monopoli, dalla Puglia: il Mediterraneo, i Balcani, il Medio Oriente, l'Africa e oltre.

Diciassette le mostre in programma. Due i progetti speciali. Il primo, site specific, Terra di Santi commissionato a Sanne De Wilde, fotografa fiamminga, neovincitrice del World Press Photo, ospitata in residenza artistica da Palazzo Fizzarotti dal 13 al 23 agosto, dedicato ad alcune delle più suggestive feste religiose pugliesi con l’obiettivo di restituire alla nostra regione, ai suoi abitanti e ai numerosissimi turisti che sempre più la scelgono come meta delle loro vacanze, l’idea di quello che la fede e le feste religiose rappresentano ancora oggi, tra legami con il passato e sguardo rivolto al futuro. Il secondo è invece quello commissionato a Piero Percoco, #searchgodinthings, per Tormaresca in collaborazione con PhEST, con un lavoro stile IG, sulla vita religiosa in Puglia. E poi la mostra sull’ateismo Atheism Museum che arriva dal Museo Nazionale di Fotografia Marubi di Scutari (Albania) a cura di Luçjan Bedeni, dedicata al tentativo del regime di denigrare e cancellare la fede e i suoi elementi identitari; Alinka Echeverría con The Road to Tepeyac in cui ritrae pellegrini in cammino verso la Madonna di Guadalupe a Città del Messico mentre trasportano sulla schiena riproduzioni minuziosamente realizzate dell’icona della Vergine; Alessandro Gandolfi con Immortality, INC dedicata alla ricerca della vita eterna da parte dell’uomo; Julia Krahn con 33MM-Maria Maddalena che ritrae donne a sé molto care in una creazione personale che racconta la sacralità di ogni donna. E ancora, Norman Behrendt con la sua Brave New Turkey sulle nuove moschee sponsorizzate dallo stato turco che punteggiano il paesaggio di Istanbul e Ankara; Daniel Ochoa de Olza che ha ritratto La Maya, usanza spagnola di origine pagana che vede ogni anno quattro o cinque bambine tra i 7 e gli 11 anni alternarsi su un altare disposto per strada per dare il benvenuto alla Primavera; Giulia Bianchi con il progetto dedicato alle donne sacerdote Women Priests Project – Hai dato alla vergine un cuore nuovo e al gruppo di suffragette che dall’estate 2002 porta avanti una protesta di disobbedienza religiosa a favore dell’ordinazione delle donne; Jesse Rieser con Christmas in America - Happy Birthday Jesus dedicata al Natale negli USA: complesso, scomodo, a volte squallido ma anche sincero, celebrativo, colorato e creativo. E poi, Boglárka Éva Zellei con Furnishing the Sacred, che attraverso le cerimonie battesimali fotografate nelle zone rurali dell'Ungheria racconta l’immaginario delle comunità cristiane contemporanee; Roei Greenberg con Along The Break sulle stratificazioni religiose tra Israele e Palestina i cui protagonisti, anche se non compaiono in nessuna delle immagini, sono gli esseri umani, i cui valori ideologici, religiosi e politici hanno cambiato fortemente il paesaggio in conflitto; Michela Benaglia con Il Selvaggio, il Folle e l’Orso, maschere antropologiche tradizionali in Italia di cui è impossibile risalire a una datazione certa e che si riferiscono alla paura che il mondo occidentale nutre per il volto coperto; Richard Silver con il suo Vertical Churches, iniziato nel 2011 (e ancora in corso) che rappresenta una maniera unica di vedere le chiese del mondo. E ancora, Liza Ambrossio vincitrice del premio annuale di fotografia New Generation 2019 del PHmuseum (partner di PhEST per il secondo anno consecutivo) con il suo The Rage of Devotion, storie familiari di donne e stregoneria in Messico. Si aggiunge, infine, la collaborazione tra PhEST e National Geographic che offre contenuti della Image Collection. Nelle sale del Castello Carlo V sarà infatti possibile ammirare “Seeing Mary”, una mostra fotografica composta da 30 potenti immagini relative alle apparizioni mondiali della Vergine Maria negli anni. La mostra rivela come persone da culture e luoghi diversi – Polonia, Messico, Francia, Ruanda, Egitto – condividono magari poco, ma sicuramente la fiducia nel fatto che Maria offre loro sostegno, approvazione e attenzione.

Oltre al percorso fotografico e artistico PhEST si sviluppa anche con un percorso fisico grazie all’itinerario espositivo che permette l’accesso a luoghi inediti della città: il Porto Vecchio, la Muraglia di Porta Vecchia e il lungomare Santa Maria, Palazzo Palmieri, Castello Carlo V e Chiesa si San Salvatore (in interni).

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