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CONFRONTO

vaccino“Credo sia opportuno che la politica faccia un passo indietro nel rispetto delle prerogative della scienza” risponde così Filippo Anelli, presidente OMCeO di fronte all’ennesima bufera di polemiche scatenate dalla posizione del presidente Emiliano rispetto alla legge sull’obbligo vaccinale.

L’ 8 Luglio 2016, lontano dalle polemiche politiche che la Legge sui vaccini ha scatenato, la professione medica ha già espresso la sua posizione rispetto all’obbligo vaccinale: “Nella storia della medicina i vaccini rappresentano una delle più grandi vittorie sulle malattie e sono tra i presidi più efficaci mai resi disponibili per l’uomo” si legge nel documento pubblicato oltre un anno fa dalla FNOMCeO. La scienza – che l’articolo 33 della Costituzione riconosce libera da condizionamenti – ha validato negli anni l’uso delle vaccinazioni, che hanno permesso di debellare malattie un tempo endemiche e di abbattere l’incidenza di menomazioni e della mortalità infantile. 

“Invito la politica a rispettare il dettato costituzionale ed ad accettare quanto è stato dimostrato con evidenza scientifica- continua Anelli – per evitare di prestare il fianco a chi con ingiustificato scetticismo alimenta confusione e paura nei cittadini”.

La Legge sull’obbligo vaccinale avrebbe forse potuto seguire un iter più condiviso, per evitare di alimentare conflitti che non fanno certo bene né alla coesione sociale né alla propensione dei cittadini a vaccinarsi. Tuttavia, ora è il momento di partire dalla verità riconosciuta dalla comunità scientifica per tutelare la salute pubblica come bene comune e creare consenso attorno ad una norma giusta, attraverso la corretta informazione dei singoli. I medici sono pronti come in passato a svolgere questo importate ruolo di assistenza per rispondere a dubbi e timori dei pazienti e far comprendere loro perché vaccinarsi è una pratica di civiltà, sicura ed efficace, che tutela se stessi e gli altri, in particolare i soggetti più deboli.

“Non comprendo come in nome di una libertà individuale illimitata e non motivata si possa consentire a qualcuno di mettere in pericolo la collettività – conclude Anelli - e in particolare si possa minacciare la salute dei soggetti più fragili, quelli che la nostra società dovrebbe maggiormente tutelare, perché sulla difesa dei più deboli si misura la nostra civiltà.”

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Sono stati ricevuti a Palazzo di Città, al cui ingresso stavano manifestando, alcuni ex lavoratori interinali della Bar.S.A. che richiedono la riammissione nella dotazione organica della società multiservizi con la quale sono in atto da 13 anni contenziosi ancora non risolti dal giudice del lavoro. Il sindaco di Barletta Pasquale Cascella, il segretario generale Anna Maria Guglielmi e il dirigente del settore Programmazione Economico Finanziaria dell’Ente Michelangelo Nigro, hanno richiamato la complessità della situazione anche alla luce dei nuovi interventi legislativi in materia di società partecipate. Nel confermare la costante attenzione dell’Ente alla delicata situazione degli ex dipendenti, sono stati richiamati gli indirizzi che la società Bar.S.A. è tenuta ad osservare nell’autonomia delle scelte di gestione aziendale e con il controllo analogo da parte del Comune. Di qui l’esigenza che la stessa problematica dei contenziosi ancora in corso per gli ex lavoratori interinali possa essere affrontata sulla base di un piano industriale e di un piano delle assunzioni corrispondenti alla effettiva sostenibilità economica dell’azienda partecipata dal Comune.

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"Il mare Adriatico può indicare all’Europa una via opposta a quella simboleggiata dal Canale della Manica, unendo la sponda croata e quella italiana con il filo della cultura e della storia". Così il sindaco di Barletta, Pasquale Cascella, a Palazzo Della Marra in apertura del convegno “Un mare in comune: le prospettive della cooperazione bilaterale Italia – Croazia”, dedicato alla divulgazione del bando europeo Interreg VA – EU Cross Border Cooperation 2014 – 2020 per la collaborazione istituzionale tra le aree adriatiche dei due paesi nei settori della cultura e dell’istruzione. "Le nostre popolazioni possono ritrovarsi in una autentica visione dell’Europa – ha detto il sindaco ai presenti, tra cui Petar Mišura e Tamara Perisic del Comune di Šibenik, il presidente facente funzioni della Provincia di Barletta Andria Trani, Giuseppe Corrado e il direttore del Segretariato Regionale MiBACT per la Puglia Eugenia Vantaggiato – se riusciamo a definire le attività comuni che coinvolgono nella valorizzazione del patrimonio storico e culturale, le istituzioni e gli operatori economici dei due paesi nello spirito più autentico della coesione sovranazionale". Nel corso dell’iniziativa sono stati esaminati i programmi di collaborazione, in avanzata fase di elaborazione, che il Governo Italiano e quello croato hanno definito nel 2015 attraverso l’accordo siglato tra i rispettivi ministri della Cultura, Berislav Šipuš e Dario Franceschini. "i si chiede – ha sottolineato il sindaco Cascella – di accettare e lanciare la sfida della globalizzazione, offrendo contributi progettuali comuni. Dobbiamo saperla accettare consapevoli del rilievo che la storia ha attribuito ai nostri territori, dove sono state scritte pagine importanti che, consumati i conflitti dell’epoca, consentono di valorizzare l’eredità, un mare comune, con la visione di un futuro comune".

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Pochi e sporadici i passi avanti fatti dai capoluoghi pugliesi che mostrano performance ambientali sostanzialmente statiche. È quanto emerge dalla ventitreesima edizione di Ecosistema Urbano, la ricerca di Legambiente realizzata in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani, presentata oggi a Bari nel corso di un convegno al teatro Petruzzelli, che ha visto la partecipazione, fra gli altri, di Rossella Muroni, presidente nazionale Legambiente, Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente Anci, Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia, oltre a numerosi sindaci e amministratori provenienti da diverse città italiane. Fra i temi affrontati nel corso della presentazione di Ecosistema Urbano 2016, anche le bonifiche ambientali, a partire da quella del sito ex Fibronit di Bari, area dove sorge la fabbrica che, per oltre 50 anni, ha prodotto manufatti in cemento-amianto, provocando la morte di centinaia di persone. Qui, lo scorso 18 ottobre, sono cominciati i lavori di bonifica, finalizzati a neutralizzare ogni traccia di amianto ancora presente nel sottosuolo e negli edifici per poi realizzare, su una superficie di oltre 100 mila metri quadri, un grande parco urbano, il parco della rinascita. Per queste ragioni il sindaco Antonio Decaro ha ricevuto da Legambiente un riconoscimento per l’impegno profuso. “Con la bonifica definitiva dell’area ex Fibronit – commenta Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – comincia un nuovo corso per la città di Bari, che dà un segnale a livello nazionale sulla necessità di mettere la parola “fine” alla fibra killer, purtroppo ancora presente in larga parte del Paese, sebbene messa al bando nel 1992. Il risanamento ambientale, la bonifica e il corretto smaltimento dei materiali contenenti amianto devono essere le priorità per portare a zero il rischio connesso con l’esposizione alla pericolosa fibra. Per questo occorre un serio impegno da parte della Regione Puglia affinché dia piena attuazione al Piano Regionale Amianto, entrato in vigore da qualche mese, a partire dalla realizzazione degli impianti necessari a garantire un corretto smaltimento dell’asbesto sino allo stanziamento delle risorse necessarie per incentivare le bonifiche”. Nel corso della mattinata sono stati presentati i dati del rapporto Ecosistema Urbano, emersi dall’analisi dei 17 indicatori raccolti da Legambiente, ad eccezione della capacità di depurazione e degli incidenti stradali (fonte ISTAT) e del tasso di motorizzazione (fonte ACI). Solo per i due indicatori relativi al trasporto pubblico, le città sono state suddivise in tre gruppi omogenei per dimensione demografica. L’insieme degli indicatori selezionati per la graduatoria copre cinque principali componenti ambientali presenti in una città: aria, acque, rifiuti, mobilità, energia. Tali indicatori consentono di valutare tanto i fattori di pressione e la qualità delle componenti ambientali, quanto la capacità di risposta e di gestione ambientale. Nella classifica generale di Ecosistema Urbano Foggia si piazza al 16° posto, Brindisi al 22°, Bari all’84°, Lecce e Taranto, rispettivamente all’88° e 99° posto. Invece, i dati dei tre capoluoghi della provincia di Bat non sono stati presi in considerazione perché incompleti e in alcuni casi non pervenuti. La velostazione, prima nel Sud Italia, è operativa dalla metà di marzo 2016. Tre locali, messi a disposizione dalle Ferrovie Appulo Lucane, in corso Italia, ristrutturati con un investimento complessivo di quasi 140mila euro (fondi europei 2007/2013 e finanziamenti Fal), grazie a un protocollo d’intesa tra Regione Puglia e Ferrovie. A gestirla per i prossimi cinque anni sarà Veloservice, che ha vinto il bando regionale per il comodato d’uso gratuito. La velostazione Bari Centrale, fortemente voluta dalla Regione Puglia e dalle Ferrovie Appulo-Lucane, nasce per dare a viaggiatori e pendolari la possibilità di prendere il treno, raggiungendo la stazione in bici invece che in auto, sapendo di poter contare su un luogo sicuro in cui lasciare le due ruote. La velostazione rimane aperta 24 ore su 24 con accesso consentito a chi è in possesso di ticket e biglietto giornaliero e sono previste formule di abbonamento e sconti sul biglietto integrato di treno e bus. Il premio è stato consegnato nel corso della presentazione di Ecosistema Urbano all’Assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Giannini, al presidente delle Ferrovie Appulo Lucane, Matteo Colamussi, e al sindaco di Bari, Antonio Decaro. Scendendo nel dettaglio, dall’esame dei tre indicatori sulla qualità dell’aria (Biossido di Azoto, PM10 e Ozono) la situazione rimane stabile nei capoluoghi pugliesi. Il dato sulla dispersione dell’acqua dalla rete, ovvero la differenza tra l’acqua immessa e l’acqua consumata per usi civili, industriali e agricoli, conferma un panorama molto variegato: si passa dalla migliore performance di Foggia, quinta nella classifica nazionale, con il 12,9%, alla peggiore di Bari, con il 51,3%. Nel mezzo, Brindisi, Lecce e Taranto rispettivamente con il 27,8%, 39,6% e il 44,1%. Per ciò che riguarda invece il consumo idrico domestico è alto a Lecce con 151,9 litri pro-capite mentre è il più basso a Foggia con 119,8 litri. Sul fronte della capacità di depurazione degli scarichi civili il migliore capoluogo pugliese è Foggia, con il 100%, seguito da Brindisi (94%), Bari (93%), Lecce (90%) e Taranto (83%). Non migliora la produzione annuale pro capite di rifiuti urbani: anche quest’anno è Lecce che ne produce in quantità maggiore, raggiungendo 609,9 kg per abitante all’anno. È Foggia, invece, il capoluogo che ne produce di meno, con 434,5 kg per abitante. Sempre in stallo, invece, la raccolta differenziata in quasi tutti i capoluoghi: sebbene vi sia un sensibilissimo aumento delle percentuali restano lontanissimi dagli obiettivi di legge, con Foggia ferma al 9%. Nel trasporto pubblico, sia sul fronte passeggeri trasportati annualmente per abitante che su quello inerente la percorrenza annua per abitante, le città pugliesi occupano posizioni discrete nella classifica generale. Quanto all’indice modal share, ovvero la percentuale di spostamenti privati motorizzati (auto e moto), si distingue anche quest’anno Foggia, al 4° posto della classifica nazionale, mentre negli altri capoluoghi pugliesi è la mobilità privata a farla ancora da padrona. Sul tasso di motorizzazione, ossia il numero delle auto circolanti ogni 100 abitanti, le migliori sono Bari e Taranto, mentre la peggiore è Lecce. Rispetto all’indice che misura il tasso di mortalità per incidenti stradali ogni mille abitanti, nella classifica nazionale, la migliore città pugliese è Bari con solo lo 0,53%. Per quanto riguarda le isole pedonali, Bari si piazza in vetta alle province pugliesi. In merito all’indice di ciclabilità, che misura i metri equivalenti di piste ciclabili ogni cento abitanti, è Lecce il migliore fra i capoluoghi pugliesi con 15,12 m_eq/100 abitanti. Sul fronte delle energie rinnovabili, ovvero solare termico e fotovoltaico installato sugli edifici pubblici, fra i capoluoghi pugliesi si distingue Bari con 4,90 kW ogni mille abitanti. Ottimo il dato pugliese relativo alla percentuale di copertura del fabbisogno domestico attraverso le fonti rinnovabili sul totale dei consumi domestici: Foggia, Brindisi e Lecce risultano essere i comuni 100% elettrici, ovvero quelli nei quali le fonti rinnovabili installate riescono a superare i fabbisogni elettrici delle famiglie residenti.

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“Preoccupazione per le sorti del Politeama Barese per il pericolo rappresentato dallo stato di crisi della Fondazione Lirico-sinfonica che potrebbe compromettere la disponibilità del Teatro per i numerosi soggetti operatori e imprese di spettacolo, utilizzatori attuali e potenziali del Petruzzelli”. E’ quanto sostiene in una nota il presidente di Agis e Anec di Puglia e Basilicata, Giulio Dilonardo, che conferma il pieno sostegno in ogni sede della Fondazione anche in considerazione dell’adesione della stessa all’Associazione nazionale Agis-Anfols. “E’ opportuno scindere le sorti della Fondazione e l’attività di produzione da quelle del luogo Petruzzelli e la sua funzione identitaria per Bari e per la Puglia – si legge – . Riteniamo che si debba focalizzare l’attenzione avviando un percorso di confronto al fine di identificare nuovi modelli di gestione che valorizzino al massimo il Teatro e la sua autonoma capacità di produrre reddito attraverso un suo uso intensivo e polifunzionale senza mettere in discussione l’uso in favore della Fondazione Lirico Sinfonica ma strettamente legato alle rappresentazioni e non alla gestione del luogo. Note sono infatti in questi ultimi anni le difficoltà incontrate sull’uso del Teatro da terzi, come per la Camerata Musicale Barese preoccupata per la prossima stagione, e per tutti gli operatori dello spettacolo pugliesi a cui va tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno. Va inoltre segnalata l’impossibilità per la nostra Associazione Anec di trasferire dalla Campania in Puglia le Giornate professionali di Cinema nonostante l’interesse manifestato dalla Regione Puglia e dal Comune di Bari. Evento, fra l’altro, in linea con il Mice (Meetings incentives conferencing exhibitions) a cui mira la Puglia nell’ambito del Piano Strategico per il turismo. Notevoli infatti sarebbero le ricadute economiche ed occupazionali sul territorio. Nelle quattro giornate della scorsa edizione, (30 novembre – 3 dicembre 2015), gli accreditati complessivi sono stati 1300 e ben 2100 i pernottamenti in soli 4 giorni di manifestazione, per giunta in un periodo, come quello del mese di dicembre, che sottolinea l’importante contributo alla destagionalizzazione turistica del territorio. E ancora vanno sottolineate le condizioni economiche applicate sull’uso del teatro, non sempre trasparenti ed eque tra i vari soggetti in passato, che, se pur abbiano indotto la Fondazione a pubblicare un regolamento sull’uso del teatro, riteniamo che le condizioni previste limiteranno ancor più l’uso del Petruzzelli da parte di soggetti terzi. Il modello da proporre – conclude Dilonardo – è quello di Roma per l’ Auditorium Parco della Musica dove vi è un soggetto diverso per la gestione degli spazi, che è la Fondazione Musica per Roma, che ben sfrutta le capacità di valorizzazione del luogo. Una società pubblico-privata che veda da una parte Regione, Comune e Città Metropolitana e dall’altra capitali privati, avrebbe la possibilità di utilizzare le risorse che la Comunità Europea destina all’imprese e potrebbe concentrarsi sulla gestione teatrale ipotizzandola anche in capo al medesimo soggetto dei teatri di Bari, dal Piccinni al Kursaal, senza dimenticare l’Auditorium del Conservatorio. Dunque un unico soggetto che potrebbe avere sinergie gestionali a beneficio dell’intero territorio”.

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