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SINDACALE

Presidenza Regione PugliaNella tarda serata di ieri è stata raggiunta un’importante intesa atta a neutralizzare la procedura di licenziamento avviata dalla Network Contacts lo scorso 2 agosto. I segretari generali della Cisl Puglia, Daniela Fumarola, e della FISTel Cisl, Oronzo Moraglia, esprimono “grande soddisfazione per aver scongiurato oltre 500 licenziamenti e quella che sarebbe stata una tragedia per tantissime famiglie. Dopo settimane di intense trattative, quasi allo scadere del tempo a disposizione per la procedura prevista dalla L. 223/91, è stato siglato un accordo che, sebbene introduca importanti sacrifici su taluni diritti contrattuali, di fatto non tocca il salario mensile dei lavoratori. Nella stessa intesa non si attivano nemmeno ammortizzatori sociali che avrebbero prodotto riduzioni economiche molto importanti su istituti diretti e indiretti della retribuzione, a riprova che la stessa Network è desiderosa di mettere alle spalle la prima e sofferta crisi della sua storia, guardando al futuro con nuovi progetti e investimenti in innovazione tecnologica, attraverso la riconferma di importante attenzione a politiche di welfare nei confronti dei lavoratori. Perno fondamentale dell’intesa sono la formazione continua del personale e la ricerca di una nuova organizzazione produttiva che sarà compensata con risorse rinvenimenti dai futuri utilizzi aziendali e da premialità ai risultati che si andrà a discutere nelle prossime settimane. Una grande ringraziamento va rivolto~alle rappresentanze sindacali aziendali che hanno affrontato questi mesi di sacrificio sempre al fianco dei lavoratori e trasferendo nella trattativa le perplessità e bisogni in un contesto difficilissimo. Un sentito grazie alla Task Force Regionale, al presidente Leo Caroli, e ai dirigenti dell’assessorato al Lavoro per l’importante opera di mediazione realizzata”.

Concludono i segretari: “Attendiamo ora l’azienda ad ulteriore prova di responsabilità sociale d’impresa. Nei prossimi giorni si concluderà un trasferimento con clausola sociale per oltre 600 lavoratori operanti sulla commessa INPS acquisita dalla stessa Network della Transcom che a sua volta ha aperto una procedura di licenziamento. Questi lavoratori richiedono a gran voce il mantenimento della territorialità attuale, perché un trasferimento a Molfetta potrebbe trasformarsi in un licenziamento mascherato per tanti di loro”.

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Scuola Don Bosco“È giunto il momento di dire basta al continuo "scarica barile" da altre amministrazioni verso le scuole. L'UST di Bari si ostina a proporre alle scuole la formazione sulla piattaforma “passweb” dell'Inps. Nell'incontro odierno, la Uil Scuola ha espresso totale dissenso a tale proposta che, se perseverata, potrà sfociare anche in una manifestazione di protesta”.

Lo dichiara Gianni Verga, segretario generale della Uil Scuola Puglia.

“Le segreterie scolastiche non possono risolvere i problemi di tutte le amministrazioni, ancor più in un momento in cui gli uffici vantano un numero importante di precari e un deficit di centinaia unità di organico. Sarebbe, invece, opportuno e sufficiente mettere in comunicazione i sistemi del Tesoro e dell'Inps per risolvere buona parte del lavoro. Inoltre – conclude Verga – riteniamo che non si possa imporre alle segreterie un software che appartiene ad altra amministrazione. Chiediamo, infine, al dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Bari di non invadere la sfera dell'autonomia scolastica e di rispettare il contratto nazionale di lavoro nella parte in cui prevede la formazione quale diritto del dipendente e non già di un dovere, a maggior ragione su temi che non riguardano la sfera di competenza delle scuole”.

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cantiere bar di parco 2 Giugno 1“Le anticipazioni del Rapporto Svimez sono l’ennesimo pugno allo stomaco di milioni di italiani che vivono e investono le proprie energie nelle regioni prese in considerazione dal report annuale”.: è quanto afferma in una nota la segretaria regionale della Cisl Puglia, Daniela Fumarola.

“Dopo Bankitalia, Istat e il 'Check-up Mezzogiorno' realizzato da Confindustria e Srm-Studi – spiega Fumarola – anche l’Associazione per lo Sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno lancia l’allarme su una strategia che non sta dando alcun frutto né economico né sociale. Non ci consola il dato positivo relativo al Pil pugliese perché non va a modificare il contesto interregionale così profondamente fermo da anni e che vede al palo tutti i parametri vitali di una economia che stenta a valorizzare i settori d’eccellenza, pur presenti nel nostro Sud, e abbandona quelli in difficoltà. Oltretutto, almeno per la Puglia, quell’1,3% di tasso di sviluppo è riferito principalmente al comparto delle costruzioni ma dai dati delle Casse Edili non emergono aumenti significativi dell’occupazione. E questa non è una buona notizia per una regione che dovrebbe correre piuttosto che arrancare. Se solo si sbloccassero i 50 cantieri regionali, parte dei quali opere pubbliche strategiche, i benefici sarebbero sotto gli occhi di tutti”.

Per Fumarola “come Cisl Puglia siamo anche profondamente preoccupati da quel passaggio del Rapporto che segnala l’avvicinamento di regioni del centro Italia (Umbria e Marche) alle dinamiche negative meridionali. Dovrebbe essere esattamente al contrario dopo anni di promesse e piani dalle mille soluzioni. Le regioni del Sud dovevano essersi avvicinate a quelle citate dal Rapporto. Ma ciò che più ci lascia l’amaro in bocca è l’impoverimento sociale, ormai strutturale, del nostro Mezzogiorno: chi può lascia la propria terra per un futuro al Nord o addirittura oltre confine determinando un saldo migratorio negativo impressionante (circa 2 milioni di persone in 15 anni) sul quale i governi hanno il dovere di interrogarsi più a fondo piuttosto che prendere tempo. È quanto mai necessario un cambio di visione sulle politiche di sviluppo nazionali perché una strategia condivisa per il Sud è la migliore strategia per il Paese nel suo insieme. Se non si investirà in una serie di infrastrutture materiali e sociali il Mezzogiorno continuerà ad essere la periferia dell’Italia, e questo non possiamo permetterlo”.

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caffe in tazza“Su Saicaf smentiamo categoricamente qual si voglia iniziativa di riorganizzazione comunicata e concordata con i sindacati. Dal confronto avvenuto il 6 agosto scorso, durante il quale è stata comunicata la dismissione dell’opificio in via Amendola, ad oggi aspettiamo di conoscere ancora i piani ed i programmi aziendali che contemplino soluzioni per i lavoratori occupati nel reparto produzione e magazzino. Chiarimenti che avevamo sollecitato anche nella missiva del 29 agosto con la quale chiedevamo una convocazione per essere informati di quelle che erano le volontà aziendali”. Non ci sta la Uila Puglia dopo la nota dell’azienda che ha di fatto smentito dismissione e chiusura delle attività.

“I lavoratori nell’ultima assemblea sindacale hanno dato mandato a Flai e Uila di indire lo sciopero ad oltranza fino a quando non ci fossero stati chiarimenti sul loro futuro. Dalla stampa apprendiamo che gli stessi lavoratori non aderiscono alla mobilitazione e che, con una nota firmata e diffusa dalla proprietà, sono vicini all’azienda. Una circostanza, questa, nata da una convocazione urgente di tutti i lavoratori presso i nuovi uffici di via Oberdan che hanno incontrato la direzione aziendale nel primo pomeriggio di oggi e, quindi, a poche ore dalla diffusione del comunicato unitario, poi ripreso e pubblicato da numerosi media.  Proprietà e management hanno ritenuto, quindi, opportuno convocare i lavoratori e non le segreterie territoriali congiuntamente alle RSU, un modus operandi che esula da qualsivoglia confronto sindacale corretto.”

“Avendo interessato la task force regionale per l'occupazione, che ha prontamente convocato le parti per il 18 prossimo venturo, riteniamo che questa poteva essere la sede opportuna per l’azienda di informare le organizzazioni sindacali su quali fossero gli intendimenti della proprietà”.

“Come organizzazioni sindacali comprendiamo la fase difficile che i lavoratori stanno vivendo pur non comprendendo come oggi, a poche ore di distanza dall'assemblea svoltasi ieri ed alla quale hanno partecipato, ci possa essere una diversa visione sulla situazione aziendale e sul da farsi”. 

“Aspettiamo la data del 18 settembre per dire la nostra dinanzi ai componenti della task force regionale. Non ci tireremo indietro e cercheremo di dar corso al nostro mandato con dignità e rispetto di tutti.”

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Fumarola Cisl“Il check-up di Confindustria sul Mezzogiorno appena pubblicato assume le sembianze di un bollettino di guerra se lo si legge alla luce di quanto da anni ripetono i rappresentanti dei lavoratori e delle imprese. Alle grandi potenzialità che il Sud, e la Puglia in particolare, mette in campo non corrispondono i risultati utili alla crescita, allo sviluppo e alla buona occupazione”. Così la segretaria generale della Cisl Puglia, Daniela Fumarola, che ribadisce la necessità “di attivare quelle leve utili al rilancio di questa importante parte della penisola: investimenti pubblici e privati che favoriscano insediamenti produttivi innovativi, un uso più oculato delle risorse a disposizione e, soprattutto, una strategia”. Secondo Fumarola “quello che più salta all’occhio nel Rapporto di Confindustria è la netta differenza territoriale pugliese sull’andamento delle esportazioni. Se Foggia, Bat e Lecce hanno parametri positivi (rispettivamente 3,6%, 2,2%, 22,5%), e Taranto, Brindisi e Bari registrano dati negativi (-17,4%, -2,4%, -1,9%), la fotografia della Puglia nel suo insieme rimane confinata al -2,2% di esportazione. Cioè la dinamicità delle aree con il segno positivo non riesce a coprire quelle più in crisi. Sarebbe indispensabile – osserva Fumarola – una strategia regionale delle politiche di sviluppo che, al momento, non ci pare sia visibile. A questa deve seguire la soluzione delle vertenze regionali in atto, da Arcelor Mittal di Taranto alla ex Om di Bari solo per citarne alcune. Anche l’accesso al credito evidenzia un gap sostanziale tra la richiesta delle imprese e l’offerta. Alta la prima, bassa la seconda”. La segretaria della Cisl è molto preoccupata dall’allarme occupazione giovanile lanciato dal check-up: “che un giovane su due non lavori, che la disoccupazione giovanile sia arrivata in Puglia al 43,6% e che la fuga dei cervelli stia spopolando le regioni meridionali è uno sfacelo al quale rispondere con politiche di coesione e con una visione più ampia dei problemi e delle soluzioni. La Cisl ha da sempre sollecitato la Regione Puglia affinché si mettano a frutto le risorse comunitarie e quelle del bilancio regionale per rispondere con un piano unico alla fame di lavoro e di sviluppo certificata dal Report. Utilizzo delle risorse in modo appropriato, maggiore sinergia e una visione di sistema potranno dare risultati se il dialogo sociale verrà messo al centro di ogni iniziativa che guardi alla crescita, allo sviluppo e all’occupazione”.

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