Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui

fal  fal

POLITICA

bandiere europeePuglia controcorrente alle elezioni Europee, con il Movimento 5Stelle che resta il primo partito, battendo la Lega e il Pd. In pratica, numeri alla mano, non c’è stato il “ribaltone” che invece si è registrato nel resto del Paese, dove Salvini ha praticamente doppiato Di Maio aprendo nuovi scenari sull’alleanza di governo.

I numeri delle Europee sono ormai chiari, in attesa che dalle ore 14 di oggi riprenda lo spoglio e si passi alle Comunali e alle elezioni dei Municipi laddove sono previsti.

Ai 5Stelle è andato il 26,3 per cento delle preferenze e 418mila voti; la Lega si attestata un punto percentuale sotto con il 25,2 per cento delle preferenze e 402mila voti. Il Pd ha spuntato invece il 16,6 per cento e 264mila voti. Chiara la discrepanza col voto nazionale, dove invece il Partito Democratico ha dato ben 5 punti ai 5Stelle.

Forza Italia è quarta con l'11,1 per cento e 175mila voti; seguono Fratelli d'Italia con l'8,9 per cento, + Europa - Italia in Comune - Pde con il 5 per cento (ma serve a poco perché a livello nazionale non è stata superata la soglia di sbarramento del 4%).

Relativamente allo spoglio delle Comunali vale la pena di segnalare che il Movimento5Stelle è primo anche in provincia di Bari, ma naturalmente bisogna doverosamente tenere presente che quando si vota per eleggere sindaco e consiglio comunale le dinamiche sono diverse. Ne sapremo di più in serata.

0
0
0
s2sdefault
powered by social2s

Emiliano Michele di lato“Accetto la meno grave delle sanzioni disciplinari previste per i magistrati con serenità e con rinnovata determinazione nello svolgimento del mio incarico di Presidente della Regione Puglia.

La sanzione è la più tenue e non ha alcun effetto pratico sull’esercizio delle mie funzioni, ma ciononostante ritengo di non averla meritata”.

Lo dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano con riferimento alla sentenza odierna del CSM sul suo procedimento disciplinare. La sezione disciplinare del CSM lo ha alla sanzione dell’ammonimento per aver violato la norma che vieta ai magistrati di essere iscritti e far politica attiva all’interno dei partiti.

“Essere il primo ed unico magistrato italiano al quale si è contestata nel pieno dello svolgimento di un mandato politico ad elezione diretta l’appartenenza ad un partito politico – scrive Emiliano in una nota – mi fa sentire un caso da laboratorio ancora da approfondire. La complessità teorica della vicenda ha costretto il CSM a rimettere la questione alla Corte Costituzionale dopo undici anni dalla mia iscrizione al partito. Sono sempre stato convinto, come tutti gli altri numerosi magistrati eletti, come me iscritti a un partito, che l’aspettativa - che mi è sempre stata regolarmente concessa per l’espletamento del mio mandato di sindaco e di presidente della Regione - mi rendesse a questi fini un cittadino eletto come tutti gli altri, abilitato a partecipare alla formazione dell’indirizzo politico degli enti da me governati all’interno dei partiti. Scopro oggi che ciò che vale per altri sindaci e presidenti, secondo il CSM, non vale per me e, quindi, per tutti i Magistrati eletti in incarichi politici. Questi dovranno costruire l’indirizzo politico con metodo innovativo rispetto alle previsioni della Costituzione, seguendo l’indirizzo della Corte Costituzionale che ha rimesso al CSM il compito di precisare fino a che punto si possa avere a che fare con i partiti da parte di un eletto magistrato. In modo dichiarato, la Procura Generale ha promosso l’azione disciplinare per conoscere l’indirizzo del CSM in materia che mai era stato chiarito in precedenza. Valuteró – ha concluso Emiliano – la motivazione della sentenza ai fini della impugnazione nei successivi gradi, nella speranza che questa vicenda sia occasione per il legislatore di intervenire per evitare gli equivoci sin qui verificatisi”.

Emiliano è stato segretario del Pd pugliese ed è stato candidato alla segreteria nazionale del partito in alternativa a Matteo Renzi.

0
0
0
s2sdefault
powered by social2s

Carrieri e compagniaE’ “l’arcipelago giudiziario” la soluzione prospettata dal comitato Giustizia al Libertà alla commissione trasparenza del Comune di Bari nel corso dell’audizione che si è svolta ieri. Il secondo palazzo di giustizia in Corso della Carboneria dovrebbe dunque essere l’edificio giudiziario destinato solo alle aule penali; l’immobile in via Nazariantz, l’edificio destinato solo alla Procura della Repubblica; il palazzo di giustizia in piazza De Nicola l’edificio destinato solo alla giustizia civile (compresi i giudici di pace); l’ex tribunale militare in via San Francesco d’Assisi, l’immobile dove ospitare la giustizia minorile. In poche centinaia di metri sarebbe concentrata pertanto l’edilizia giudiziaria barese, senza necessità di trasferimenti logistici e di neo Cittadelle che dapaupererebbero il tessuto economico e sociale di un quartiere oggi difficile (Libertà); e che necessiterebbero per realizzarsi, non meno di 10/12 anni (basti pensare dopo oltre 18 mesi dai primi annunci, al momento non v’è neppure uno straccio di studio di fattibilità).

E’ quanto hanno sostenuto in una conferenza stampa i consiglieri comunali di opposizione i consiglieri Giuseppe Carrieri (Impegno Civile), Pasquale Finocchio (Misto), Filippo Melchiorre (Fratelli d'Italia), Michele Picaro (Ap), Romeo Ranieri (Ap) e Fabio Romito (Di-Misto).

“Ai Ministeri della Giustizia e delle Infrastrutture chiederemo quindi incessantemente – è stato detto – che nei prossimi mesi anche con i parlamentari di riferimento si spendano subito i quasi 5 milioni di euro già esistenti per la manutenzione ordinaria e straordinaria del Tribunale Civile di Bari di piazza De Nicola; si acquisisca e ristrutturi l’ex Tribunale Militare, anche con i fondi del cd. decreto Mezzogiorno (L.123/2017 art.11 quater); si proceda immediatamente alla costruzione del II palazzo di giustizia in Corso della Carboneria che -stante l’esistenza della progettazione completa- in 3 anni può essere realizzato”.

I consiglieri hanno poi spiegato che “al ministro protempore Orlando (sempre e anche attraverso i parlamentari di riferimento) chiediamo, invece, di fornire alla Città di Bari copia dell’annunziato protocollo di intesa sottoscritto (il 18 Ottobre) per la neo Cittadella della Giustizia a Carrassi; e soprattutto di spiegare alla Città in quale parte del decreto/legge sono riportate le risorse (30 milioni) che ha detto essere subito disponibili per la costruzione di una parte della neo Cittadella. Infatti l’art.11 quater del decreto-legge 123/2017 testualmente dispone che per l’anno 2017 e 2018 è autorizzata la spesa di 20 e 30 milioni di euro per il sistema giudiziario del Mezzogiorno da destinare a interventi urgenti connessi alla progettazione, ristrutturazione, ampliamento e messa in sicurezza delle strutture giudiziarie ubicate in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia. Sicchè, pur ipotizzando che dette risorse possano essere destinate solo a Bari, in alcun modo la legge autorizza la spesa stanziata per la costruzione/realizzazione ex novo di strutture giudiziarie nelle regioni sopra indicate. Preannunziamo, peraltro, che nelle prossime settimane documenteremo gli esiti di un sondaggio che intendiamo effettuare davanti i palazzi di giustizia di Bari, col quale chiederemo a Cittadini e operatori di giustizia se preferiscono la soluzione della Cittadella a Carrassi o quella dell’arcipelago al Libertà. Perché la partecipazione di una comunità alle scelte è nei fatti, non nelle chiacchiere! E perché in solitudine –come fa spesso il sindaco di Bari- le decisioni strategiche non vanno certamente prese”.

0
0
0
s2sdefault
powered by social2s

Barletta Cannito sindaco"Questo risultato è il successo di tutta la coalizione, di tutti quelli che hanno creduto nel nostro progetto politico, che è andato oltre i partiti e oltre la destra e la sinistra, ed è dei cittadini che hanno avuto fiducia in me".
Sono state le prime parole di Mino Cannito, poco dopo le sei di questa mattina, quando il dato di 80 sezioni su 100, raccolto nei seggi, lo ha dato eletto al primo turno con oltre il 53% dei voti.
"Lo spirito che dal primo momento ha unito la nostra coalizione - ha aggiunto - è stato sin da subito il bene della città e con questo obiettivo proseguiremo nella nostra azione politica".
Cannito ha anche ringraziato i suoi rivali alla carica di sindaco, dandogli i appuntamenti in consiglio comunale.
"È stato faticoso raggiungere questo obiettivo che io dedico a mio padre - ha detto Cannito con la voce rotta dall'emozione - ma con la stessa caparbietà con cui abbiamo raggiunto questo obiettivo lo porteremo avanti".
Fra i primi provvedimenti che Cannito intende attuare ha voluto ricordare la necessità di riaprire la scuola "D'Azeglio", aprire al quartiere Settefrati e alla città il giardino della scuola "Musti", la risoluzione delle criticità legate al Canale H, il miglioramento della raccolta differenziata porta a porta.
"La stanchezza si fa sentire - ha concluso Cannito - ma devo ringraziare i barlettani per la fiducia accordatami e dire ai miei concittadini che non li deluderò".

0
0
0
s2sdefault
powered by social2s

Carrieri GiuseppeTorna all’attacco l’opposizione al Comune di Bari, parlando di un’altra “importante violazione di legge dell’Amministrazione Decaro”.

In una nota Giuseppe Carrieri, Filippo Melchiorre, Romeo Ranieri e Fabio Romito sostengono che “Questa volta tocca al bilancio consolidato 2016 che il testo unico enti locali impone di approvare entro il 30 settembre 2017, prevedendo specifiche sanzioni in caso di inottemperanza. La Giunta Comunale, invece, ha approvato il documento solo il 3 ottobre; il documento ora è al vaglio del collegio dei revisori che ha 20 giorni di tempo per l’esame; successivamente sarà la volta della commissione bilancio che avrà anch’essa 20 giorni per la disamina e votazione; poi toccherà al consiglio comunale la definitiva approvazione. Insomma – se tutto va bene - la Città di Bari approverà il proprio bilancio consolidato 2016 a novembre 2017. Nel frattempo -stante l’espressa sanzione di legge- il Comune non potrà effettuare alcuna assunzione di personale direttamente e/o indirettamente con qualsiasi tipologia contrattuale con grave pregiudizio per il corretto funzionamento dell’amministrazione comunale. V’è peraltro da rilevare- si legge ancora nel documento –  che il bilancio consolidato approvato dalla Giunta Comunale appare un po’ una forzatura. A oggi infatti il bilancio 2016 di AMGAS spa non risulta incredibilmente ancora approvato dall’assemblea dei soci (la legge prevede 30 aprile o in casi eccezionali 30 giugno), sicché i dati relativi ad AMGAS (spa e srl) riportati nel documento contabile non risultano certi e sicuri”.

Questo riguardo la forma. Ma anche sul resto i consiglieri di opposizione hanno da ridire: “Riguardo la sostanza (cioè il complesso dei dati finanziari del Comune di Bari e delle sue società partecipate) non è che vada meglio. Aumentano di 51 milioni di euro i debiti complessivi dell’amministrazione comunale; e aumentano di 43 milioni i crediti complessivi presso terzi a ulteriore riprova della scarsa capacità di riscossione. L’utile consolidato –apparentemente di 35 milioni di euro- è frutto invero di un maquillage conseguente all’esposizione di proventi straordinari per oltre 51 milioni di euro (frutto di una rivisitazione del fondo crediti di dubbia esigibilità)!

Le società comunali poi - malgrado nel 2016 chiudano formalmente in utile - non producono reddito per il Comune visto che non trasferiscono dividendi nel bilancio della Città di Bari. E non produrranno reddito per il Comune anche nel 2018 e nel 2019 poiché anche in questi anni non sono previsti dividendi dalle società comunali. Particolarmente da attenzionare è la situazione economico-finanziaria sia di AMGAS srl: -il fatturato è in calo (rispetto al 2012) del 27% circa; -gli utili in calo (sempre rispetto al 2012) del 55% circa. L’ AMTAB spa, poi, risulta tutt’ora sottocapitalizzata e molto poco solvibile (vedasi nota redatta dagli Uffici Comunali). Disastrosa infine è la situazione finanziaria del MAAB scrl che dal 2011 a oggi ha accumulato perdite societarie per quasi 1,7 milioni di euro e nelle cui casse il Comune di Bari si appresta a breve a versare altri 1,5 milioni di euro circa, a seguito dell’aumento del capitale sociale deliberato il 26 settembre scorso”.

0
0
0
s2sdefault
powered by social2s